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A 90Special c’è Fiorello, mancano gli autori

L’idea era buona, ma l’esecuzione è stata scadente. Lo si sente dire spesso nelle telecronache delle partite di calcio, per un tiro sbagliato, un assist maldestro, un’intuizione geniale mal realizzata. La formulazione va applicata pari pari a 90Special, il nuovo programma condotto da Nicola Savino, figliol prodigo a Mediaset dopo la vacanza in Rai (Italia 1, mercoledì ore 21.25, share dell’11.8%). Dunque, rivisitare l’ultimo decennio del millennio, così ricco di mode e di creatività musicale e artistica era una bella pensata. Purtroppo, però, quando si fa televisione, bisogna applicarsi. Ci vogliono studio e scrittura, approfondimenti e contestualizzazione: i gadget e qualche facciona non fanno da soli un programma, e di sicuro non bastano a mettere a fuoco il famigerato «immaginario collettivo» dell’epoca. A meno che non si voglia spacciare un bazar confusionario per qualcosa di studiato. Ma anche per questo serve il lavoro degli autori, che qui sembra difettare parecchio. Impietoso il paragone con un analogo tentativo di rievocazione di un decennio storico, gli anni Settanta di Anima mia con Claudio Baglioni e Fabio Fazio, realizzato nella Rai 2 di Carlo Freccero.

Ad aiutare Savino erano stati convocati nientemeno che Fiorello e Jovanotti, «i ragazzi di via Massena» (sede di radio Deejay) e, almeno stando alla prima ora d’improvvisazione, la scelta aveva i suoi perché. Con due fuoriclasse della diretta, la giocata fluiva semplice e anche i passaggi più arrischiati arrivavano a destinazione. La circolazione della palla è diventata problematica (eufemismo) appena i due big hanno abbandonato la scena. Uscito Fiorello, per dire, senza una motivazione comprensibile è entrato Cristiano Malgioglio agghindato da Angelina Jolie in Maleficent (film del 2014). C’entrano un po’ di più, ma non tanto, Benji e Fede che canticchiano 50 special dei Lùnapop (1999). Il collegamento con Jovanotti a Lugano non torna e Savino si sbraccia, lanciando filmati e coinvolgendo il povero Michele Cucuzza, relegato all’inutile postazione social, e le incolpevoli Ela Weber e Katia Follesa. Il tutto senza una parvenza di copione che vada oltre a un generico sentimento di confusa nostalgia. Dopo mezzanotte, immancabile Rocco Siffredi. Auguri per le prossime puntate.

La Verità, 18 gennaio 2018