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Campo Dall’Orto: una nuova direzione Rai per l’animazione

Niente domande sul caso Vespa e l’intervista a Salvo Riina. C’è stato troppo rumore in questi giorni e, dunque, meglio lasciar decantare le polemiche. Che, presumibilmente, rinfocoleranno mercoledì prossimo con l’audizione unificata in Vigilanza del direttore editoriale dell’informazione, Carlo Verdelli, e del direttore di Raiuno, Andrea Fabiano. Dunque, a Venezia per la ventesima edizione di Cartoons on the Bay, Antonio Campo Dall’Orto ha scelto di buon grado di restare concentrato sull’argomento di giornata. Dando, però, anche una notizia: nascerà in tempi che si presumono relativamente brevi una nuova direzione che si occuperà del settore dell’animazione, cartoni, fumetti e prodotti per bambini. Serve una “testa unica” che sappia e possa razionalizzare questa grande area produttiva, stando al passo con le esigenze della globalizzazione e della multimedialità. Niente di ufficiale, ancora: bisogna prima presentare il piano industriale, il 20 aprile prossimo, e approfondire l’idea in Consiglio d’amministrazione. Ma la prospettiva è questa.

“I nuovi scenari dell’industria dell’animazione visti da una media company” era il titolo dell’intervento previsto dal direttore generale. Che ben presto ha lasciato spazio alle domande degli addetti ai lavori per quello che, promosso dalla Rai e realizzato da Rai Com, radunando creativi e produttori tra gli altri di Disney, Turner Italia, De Agostini, è il più importante appuntamento europeo dell’animazione, dopo il Festival di Annecy, in Francia. Quanto la nuova Rai consideri strategica questa industria (80 produttori, tremila addetti, 100 milioni di fatturato annuo), rivolta agli under 18 in tutti i diversi stadi d’età (22 canali tv in Italia) lo si evince proprio dalla presenza di Campo Dall’Orto, prima volta di un direttore generale della Rai, nella giornata di chiusura della manifestazione.

“Con la sua venuta potremo andare sulla notizia”, aveva auspicato l’amministratore delegato di Rai Com Luigi De Siervo: così è stato. “Del resto, il direttore generale mostra da sempre grande attenzione per i nuovi linguaggi dell’animazione grazie alla sua esperienza professionale, anche internazionale”, aveva sottolineato il padrone di casa del festival. Non potrebbe essere diversamente per un servizio pubblico che, senza dimenticare la sua vocazione (dal primo maggio stop alla pubblicità su Rai YoYo), vuole proporsi come media company attenta alla cross-medialità, ormai più che nuova frontiera l’unica percorribile se si vuole stare dentro il mercato. È questo pensare in grande l’obiettivo del servizio pubblico annunciato da Campo Dall’Orto a Venezia. “Fino a qualche tempo fa la Rai si è concepita unicamente come televisione, con i suoi generi e le sue frammentazioni. Poi c’erano quelli di internet, ma erano un’altra cosa e stavano lì in fondo. Era la filosofia degli anni ’90. Ora cominciamo ad avere consapevolezza che lavoriamo per costruire l’immaginario. È un approccio più globale, che concepisce in modo unitario fin dall’origine l’intera filiera del prodotto”, ha sottolineato il dg Rai. Ben venga anche l’intesa tra Vivendi e Mediaset se serve ad accelerare questo processo: “La nascita di nuovi soggetti sarà in grado di attrarre più talenti e noi, come servizio pubblico, avremo comunque un ruolo crescente anche grazie all’introito maggiorato del canone, circa 175 milioni in più all’anno da destinare alla produzione creativa”.

Il termine di paragone finale però è quello che abbiamo visto in azione con l’ultimo Star Wars, “un evento dell’immaginario, globale, pervasivo, multimediale e che anche contenutisticamente ha dentro tutto: animazione, fantascienza…”. Il sistema dell’audiovisivo europeo e italiano dovrà fare i conti con l’industria che sta dall’altra parte dell’Atlantico. Ma per far questo anche la Rai in quanto servizio pubblico dovrà cambiare passo, “superando la parcellizzazione in voga fino ad oggi. Per questo, sapendo che le storie resteranno sempre centrali e il talento decisivo, sarà necessario unificare i vari momenti della produzione: dalla creatività alla realizzazione, dalle scelte editoriali fino alla distribuzione e commercializzazione di un prodotto”. Perciò servirà una “testa unica che razionalizzi tutta la filiera”, ha continuato Campo Dall’Orto. Confermando a precisa domanda che si tratta “di una nuova direzione che verrà messa a punto in accordo con il CdA” e in vista della presentazione del nuovo piano industriale. Solo a quel punto si capirà meglio se questa nuova struttura farà capo a Rai Fiction, a Rai Cinema o, più probabilmente, sarà indipendente.

Per tornare a parlare del caso Vespa, di liberatorie firmate dopo l’intervista e di censure di cui, bizzarramente, si preoccupano in coro gli esponenti di quasi tutte le forze politiche, ci sarà tempo da domani in poi…