Sorrentino-Servillo e una grazia che sa di politica

Il film del regista premio Oscar riaccende il dibattito sull'eutanasia: il presidente della Repubblica, un misto di Mattarella e Napolitano, protagonista della storia, sostiene che «i nostri giorni sono nostri». In realtà, non è così: veniamo al mondo senza deciderlo. Ci troviamo fatti, perciò non possiamo disfarci

Checco Zalone s’inventa il religiosamente scorretto

In Buen camino l'attore pugliese interpreta un ricco ereditiere che impara a essere padre inseguendo la figlia ribelle che va alla ricerca di valori autentici nel Cammino di Santiago di Compostela. Il film è disseminato di battute corrosive: «Meglio irregolari con intelligenza che omologati», dice l'artista

La speranza che allevia il peso delle giovani madri

Con rispetto e sguardo empatico, i fratelli Dardenne ci portano dentro una casa famiglia nella quale filmano le giornate di cinque mamme adolescenti. Ancora figlie e con storie complicate, hanno già la responsabilità di crescere un altra persona, senza che nessuno abbia insegnato loro cosa vuol dire

Il Maestro di Favino e il tennis metafora della vita

Nel film di Di Stefano, l'attore è un ex campione prigioniero delle sue fragilità che cerca di riscattarsi allenando un ragazzino che il padre vuole trasformare i campione. Ma tra il progetto del genitore e le lacune dell'insegnante, tocca all'allievo individuare la strada giusta, anche fuori dai campi in terra rossa

Sorrentino usa la grazia per parlare di eutanasia

Nel bel film d'apertura della Mostra di Venezia, Servillo interpreta un malinconico presidente della Repubblica vedovo che deve firmare la legge sul fine vita. La figlia lo sprona a farlo: «Di chi sono i nostri giorni?». Il regista: «Non è una scelta tra bene e male, ma più spesso per il male minore»

Al Lido i proPal cercano di allargare i consensi

Con la sigla Venice4Palestine molti registi e attori hanno chiesto alla Biennale di non invitare i filo israeliani Gal Gadot e Gerard Butler che recitano nel film di Julian Schnabel, ma Barbera e Buttafuoco hanno respinto ogni ipotesi di censura. Quando si antepone l'ideologia all'arte gli effetti sono nefasti

Una manina ripulisce la carriera truffa di Kaufmann

Il sito Open svela che, mentre il presunto assassino di Villa Pamphli è in carcere ad Atene, qualcuno cancella le tracce della sua finta carriera da regista e delle sue frodi online per accreditarsi e ottenere i finanziamenti ministeriali. Le schede di diversi film erano state hackerate inserendo false collaborazioni

Macron arruola anche Cannes a difesa di Zelensky

Mentre è in corso la trattativa tra Kiev e Mosca (con la mediazione di Trump) la Croisette dedica un'intera giornata a film dalla parte dell'Ucraina anche in deroga alla consuetudine di proiettare solo opere inedite. Il doc biografico sul presidente, fatto di sole luci e zero ombre, è già in onda sulla piattaforma Arte

Il dissing Germano-Giuli e le questioni di grana

L'attore ha dato velatamente del mafioso al ministro che «come i clan» piazzerebbe suoi uomini al ministero. Ora si risente se il titolare della Cultura dice che usa luoghi istituzionali per polemiche di parte. Morale: la solita compagnia di giro reclama fondi pubblici per i film, a prescindere dal loro esito nelle sale

Biancaneve woke e senza nani costa cara alla Disney

La protagonista non è certo candida come la neve, il principe azzurro è abolito perché in odore di molestia, la trama molto corretta. Ma i modesti incassi al botteghino non inducono la major a un ripensamento. Nemmeno ora che protestano gli attori affetti da nanismo, esclusi a vantaggio della computer grafica
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