
«Vile l’Unione europea che minaccia l’arte»
Massimo Cacciari: «La lettera con l'ultimatum alla Biennale per chiudere il padiglione russo è una vergogna. Buttafuoco tenga duro, se resisterà gli dirò bravo, se dovesse cedere, tenendo conto di tante pressioni non mi scandalizzerei. Non mi stupisce il silenzio degli intellettuali, hanno le loro convenienze»

«Un intellettuale non di sinistra è un’anomalia»
Andrea Minuz, autore dell'imperdibile Egemonia senza cultura: «La formula gramsciana è riconoscibile in quello che accade in Rai considerata come bottino dei vincitori e nelle facoltà universitarie dove si studia Moravia e non Giuseppe Berto. L'emblema di questo sistema è Veltroni, un uomo network»

«Certi big del No soffrono di disforia professionale»
La pm Annalisa Imparato: «In questo momento storico alcuni colleghi si percepiscono diversamente da come si percepivano anni fa. Il sistema Palamara è sempre vivo, per questo bisogna approvare la riforma, allontanando i magistrati dalle correnti e rendendo la giustizia più garantista per i cittadini»

«Il Pd sacrifica gli interessi italiani alla sua bottega»
La numero due di Fdi: «La riforma dà forza alla magistratura rendendola più libera, ma questo non è un pronunciamento sul governo. Chi vota no rischia di tenersi Giorgia e anche una giustizia più fragile. Andremo avanti con il premierato. La famiglia del bosco? Vedo un accanimento ideologico»

«Per il No al referendum una squadra di smemorati»
Giorgio Mulè: «Certi magistrati hanno scordato cosa dicevano come antidoto alla malagiustizia. L'Alta corte era nel programma Pd. Questa riforma supera l'ordinamento fascista basato su presunzione di colpevolezza e carriere unite. Dopo quello con Woodcock un confronto con Gratteri? Quando vuole...»

«La riforma mi avrebbe salvato dalla persecuzione»
L'ex senatore pd Stefano Esposito: «La mia odissea è durata sette anni si è basata su 500 intercettazioni non autorizzate. Con la separazione delle carriere l'indagine si poteva chiudere tre anni prima, invece all'udienza preliminare ho avuto la percezione che il gup facesse quello che voleva il pm»

«Voterò sì, non perdono i persecutori di mio padre»
Gaia Tortora: «Nella serie Portobello ho ritrovato lo spirito di papà, Gifuni ha studiato. È un lavoro che ridà verità alla nostra tragedia, un orrore causato da dolo. Avrei approvato la separazione delle carriere pure con un governo di sinistra. Bisognerebbe verificare i curriculum dei pm, compreso quello di Gratteri»

«Il fascista Grandi unì le carriere, invece Vassalli…»
Simone Lenzi: «Nel 1941 il ministro della Giustizia accorpò i magistrati, mentre l'ex partigiano voleva separarli. Anche a sinistra molti volevano due iter indipendenti, ma da quando c'è il governo Meloni... Le parole di Gratteri rivelano la solita superiorità morale, che è una forma sofisticata di razzismo»

«Il leader del campo largo? Lo cercano a Medjugorje»
Antonio Ricci: «Striscia è il programma che ha fatto più ascolti contro Don Matteo negli ultimi 5 anni. I figli di Berlusconi in politica? Fossi in loro mi andrei a Saint Moritz con il telefono spento. Come volto nuovo di Forza Italia vedrei bene Lele Mora. Con i paradossi della Schlein abbiamo campato una stagione»

«Ateo fino a 40 anni, ora sono davvero Laudadio»
Max Laudadio, ex inviato di Striscia la notizia: «Nella mia vita sono successe delle cose... La fede non ci chiede di stare in ginocchio tutto il giorno, penso che ognuno di noi sia chiamato a dare il massimo. Con la famiglia del bosco si è davvero superato il limite. L'utero in affitto è una pratica scorretta»
