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De Benedetti, Lilli Gruber e il Marchese del Grillo

Per quale motivo l’ingegner Carlo De Benedetti è andato ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, finendo per sparare contro Eugenio Scalfari e sconfessare la direzione di Repubblica, il giornale che è il suo «grande amore», ma con il quale i rapporti sono «assenti»? Doveva giustificare un altro tipo di rapporti, quelli privilegiati con Matteo Renzi, che gli hanno permesso una speculazione in borsa, fonte di un rapido profitto di 600.000 euro. Per farlo, ha elencato le frequentazioni con tutti i presidenti del consiglio italiani e i governatori della Banca d’Italia dell’ultimo quarantennio, le cene e gli inviti di presidenti americani e francesi, cancellieri tedeschi, premier britannici. Tutte cose normali, per l’Ingegnere che, oltre a quelle della conduttrice, non ha dovuto rispondere a domande di altri scomodi giornalisti. Insomma, perché ci è andato? Per imitare Alberto Sordi in Il Marchese del Grillo: «Io so’ io e voi…». Quando l’arroganza nasconde debolezza. E dilata le crepe nell’impero.