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Il futurista Top Gear reinventa Meda e Bastianich

È un programmino piccolo, un’ora scarsa, per la nicchia dei fan di motori e ciò che gli ruota attorno. Eppure, con quel caratterino già definito, ha le carte per essere la rivelazione della stagione. Anzi, già lo è. Il programmino in questione è Top Gear, factual di successo della Bbc che l’ha esportato in 212 Paesi facendone lo show delle due, quattro e più ruote, più trasmesso al mondo (350 milioni di spettatori). È a forte prevalenza maschile, ma virato in gioco di costume, grazie alla breve durata può trattenere anche qualche femminuccia. La versione italiana trasmessa su SkyUno (martedì, ore 21,10) accentua il carattere ironico del gioco, merito dei tre conduttori-concorrenti: Guido Meda, Joe Bastianich e Davide Valsecchi (cui si aggiunge l’impenetrabile Stig, pilota vero, celato dentro tuta e casco bianchi).  In ogni puntata c’è un ospite – Cristiana Capotondi, Max Gazzè – che racconta il proprio rapporto con le auto e la guida più o meno spericolata, e si cimenta in un giro di pista cronometrato. Dalle sfide più balzane si passa allo studio con il pubblico, dosando adrenalina, cazzeggio e info motoristiche (divertente la recensione dell’avveniristica BMW i8) in un mix che Meda gestisce con sagacia. Non bisogna fare i sofisti su testi e dialoghi, volutamente improntati al registro goliardicamente virile (Bastianich rispondendo ai clacson di protesta: “Vai a suonare tra le cosce di tua moglie, che c’è molto traffico…”) e alla provocazione più o meno bassa…

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L’altra sera i tre soci si sfidavano a Roma, tra buche e varchi attivi, in un percorso dalla Salaria al Colosseo, con mezzi scelti senza lesinare sulla fantasia: un’auto di lusso decapottabile per Bastianich, una superbike per Valsecchi, e un quad per Meda. Il quale, ad un certo punto, scartato un gregge è entrato nel Tevere e, rientrando le ruote nei parafanghi, ha trasformato il veicolo in una moto d’acqua. L’immagine del fiume placido, violato da un mezzo rombante e scabroso, aveva echi futuristi. Quarto e ultimo concorrente, nella sua mise da Formula Uno, Stig doveva utilizzare i mezzi pubblici. Invece di togliere mordente alla competizione, l’ironia funziona da additivo e l’eccentricità della situazione tiene lo spettatore incollato fino alla fine.

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Un altro dei punti di forza è la reinvenzione dei protagonisti. Soprattutto Meda, più personaggio che mai: dai tormentoni della MotoGp con Valentino Rossi a questo show sfrenato e gigione. Stesso discorso per Bastianich: il ristoratore di Masterchef si trasforma in un navigatore da rally (“È possibile che io vomito”) e si mette al volante di una McLaren da 330 km orari o di una Rolls. La televisione modifica il profilo dei suoi attori e cresce su se stessa. Qualcosa mi dice che presto o tardi Top Gear Italia lo vedremo sul Tv8 del digitale terrestre.