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Parenti: “Le Iene si possono fare solo a Mediaset. Ora giro un doc per Vice”

Convinzione numero uno: “Io credo che Le Iene siano possibili solo a Mediaset”. Convinzione numero due: “Credo di poter fare, e desidero provarci, qualcosa di apprezzabile anche a livello internazionale”. Viaggiano tra questi due punti cardinali i pensieri e le aspettative di Davide Parenti, il papà delle Iene com’è stato ribattezzato, ma anche l’autore di Scherzi a parte, Matrix con Mentana, X-Love, Open space, varie ed eventuali. E ora che, arrivata l’estate, è partito con Giulio Golia e Marco Maisano per un reportage sull’immigrazione, l’adrenalina cresce. “È un documentario da girare in tre parti. La prima con la Guardia costiera italiana, la seconda in Africa e la terza in Europa. Ci lavoreremo quest’estate e poi quest’inverno. E quando sarà pronto…”.

Lo vedremo in tv, su Italia Uno o altrove?

“Probabilmente in Mediaset. Il momento di crisi, se così vogliamo chiamarlo, è rientrato. Lavoro qui da più di vent’anni. Abbiamo fatto tanti amabili discorsi come si fa tra persone che non si odiano. Ho incontrato Piersilvio Berlusconi, forse verranno nuovi progetti. Quando il reportage sarà pronto, Mediaset dovrebbe distribuirlo in Italia. Ma desidero fare qualcosa di respiro più ampio”.

Si dice abbia preso contatti con Vice, il gruppo di giornalisti nato dalla rivista canadese presente in molti Paesi, Italia compresa, e molto attivo sul web.

“Ho incontrato i responsabili di Vice mondo. Sono andato a New York”.

Vice è una testata presente online e in 29 Paesi

Vice è una testata presente online e in 29 Paesi

È nata una collaborazione?

“Non si può parlare di collaborazione. Ho parlato, scambiato idee, stretto mani. Ho proposto anche a loro questo lavoro, quando sarà pronto glielo mostrerò. Se piacerà, lo distribuiranno. Non vorrei che si fermasse in televisione. Abbiamo questa ambizione, la voglia di raggiungere un pubblico più vasto”.

Sarà un documentario targato Iene?

“No, il marchio delle Iene non ci sarà, anche se quelli che ci lavorano sono tutte iene”.

Con Piersilvio avete parlato di nuovi progetti. C’è qualche segnale di questa ripartenza con Mediaset?

“In questi anni abbiamo realizzato diversi progetti, oltre Le Iene, che hanno superato l’esame. Nella prossima stagione, da settembre a maggio, faremo due serate a settimana. Sono sei ore di montato, quasi il doppio di un anno fa, mentre il gruppo di lavoro è sempre lo stesso. Concentreremo le nostre energie su questo, anche se magari faremo altre cose. Vedremo”.

Novità sulla conduzione? Mammucari condurrà un programma in Rai, la Gialappa’s è al centro di trattative per il rinnovo…

“Oltre alla conferma del ritorno di Ilary Blasi, con la sua prorompente vitalità e voglia di ricominciare, non posso fare altri nomi. Abbiamo tutti i contratti aperti. Non sappiamo con certezza cosa farà Teo, non sappiamo della Gialappa’s, di Geppi e Volo. Comunque, siamo tranquilli. La conduzione è importante, ma il core business delle Iene sono i filmati e il lavoro degli inviati. Se qualcuno di quelli che sono andati altrove rientreranno saremo felici. Ma sopra di noi esiste un mercato televisivo che non dorme mai. In ogni caso ce la caveremo”.

Ilary Blasi condurrà la prossima stagione delle Iene

Ilary Blasi condurrà la prossima stagione delle Iene

A proposito di telemercato, l’ex iena Alessandro Sortino condurrà su Raidue Nemo, nessuno escluso con una banda che sa di Iene. Cattelan è su Sky, Pif è andato a Raitre, della Gialappa’s abbiamo detto. Che considerazione fa?

“È tutta gente che ha sempre lavorato bene. Sono contento che i nostri fratelli siano in grado di mettersi in luce in situazioni diverse. Spiace averli persi per il programma, ma non ci siamo persi del tutto di vista, anzi. E possiamo e vogliamo sempre sperare in qualche ritorno”.

Sempre restando al mercato, quando si è saputo della sua incrinatura è stato contattato dalla Rai o da altri?

“In effetti sono arrivate proposte le più disparate e mi si è aperto un mercato che pensavo di non avere. Quanto alla Rai, le cose che non hanno corso sono chiacchiere. In vent’anni a Mediaset, credo di aver avuto molta libertà. Il nostro editore è stato il Presidente del consiglio, ma posso dire di aver avuto un editore molto bravo. Quando parlo con i giornalisti, sono tutti incuriositi dal tema della censura. Chiedo: a Repubblica o a Il Fatto quotidiano non c’è una linea editoriale? Credo che in nessuna testata giornalistica chiunque possa fare ciò che gli pare e piace in qualsiasi momento”.

Se si condivide la linea dell’editore è tutto più facile.

“Il nostro programma è lì da vedere. Andare a cercare quello che non è stato fatto è sbagliato, meglio basarsi su ciò che è stato fatto. Certe cose sono fisiologiche e lo sono dappertutto. Senta cosa le dico: credo che Le Iene siano possibili solo in Mediaset. Confalonieri è una persona complessa e magari arriva qualche lavata di capo. Ma sono nel conto. Alla fine il mio è un grande editore. Che magari è stato più bravo con noi che con l’Italia”.

E lei ora guarda oltre confine…

“Noi siamo noti in Italia, ma sconosciuti all’estero. Provare a fare cose nelle quali sei meno bravo, imparare formule e linguaggi nuovi, girare in inglese, è molto stimolante. È nuova linfa che scorre nelle vene. Quand’ero giovane certi cantanti, tipo Battisti, provarono l’avventura americana, senza successo. Speriamo che per noi vada diversamente…”.