13/06/2014 Roma. Palalottomatica. Spettacolo teatrale Crozza delle Meraviglie. Nell foto Maurizio Crozza

Riuscirà La7 ad ammortizzare l’addio di Crozza?

A La7, bisogna riconoscerlo, hanno dei buoni comunicatori. Gente lucida, che sta con i piedi per terra, come insegna l’editore, quel risanatore di aziende in crisi che risponde al nome di Urbano Cairo. Dunque, la rete rivelazione degli ultimi anni perde il suo fuoriclasse, il primatista di ascolti, persino con quel 7 per cento medio dell’ultima stagione che è 4 punti in meno di quanto faceva tre anni fa (già far passare questo concetto è un successo), e nessuno si chiede che ne sarà di lei, della tv che in un anno ha perso Santoro e Crozza (anche se l’addio di quest’ultimo avverrà a dicembre). Anzi, si legge nelle cronache, il comico ligure costava un sacco di soldi (4/500mila euro a puntata) e produceva appena 28 ore di tv all’anno, quanto il numero delle serate del suo Paese delle meraviglie. Così a La7 “stappano champagne” perché gli ascolti scendevano, i ritorni pubblicitari non erano eccelsi e Crozza e la sua squadra di autori costavano un botto.00La notizia è fresca, seppur anticipata un paio di settimane fa da qualche sito, e allora si imbocca la prima tangenziale a disposizione che è quasi sempre quella del proprio pregiudizio, o del numero di battute comode per confezionare il titolo ad effetto. Crozza che va a Discovery Italia (non Channel), per Travaglio “una delle tante tv tematiche”, sarebbe l’ultimo contraccolpo del famigerato editto bulgaro che ha eliminato dalle tv generaliste i migliori campioni della satira, da Luttazzi a Sabina e Corrado Guzzanti. I 3,5 milioni a stagione di cui si parla (per policy aziendale Discovery Italia non si pronuncia in merito), evidentemente non hanno avuto influenza alcuna nello spirito ligure del compagno Crozza. A Travaglio sfugge che Discovery Italia appartiene a Discovery Communications, un’azienda statunitense quotata in borsa, che ha 140 televisioni in 220 paesi per un pubblico totale di 3 miliardi di abbonati. E sfugge, infine, che la futura collocazione del comico è il canale Nove (l’ex Deejay Tv del Gruppo Espresso), rete generalista molto determinata a concorrere con Tv8 di Sky e la stessa La7. Non a caso, oltre alle conferme di Saviano, Costantino della Gherardesca e Antonino Canavacciuolo, la campagna acquisti si completa con Fabio Volo, Giancarlo Giannini, Max Giusti, ed è tutt’altro che chiusa. Quanto al comico-mattatore, che nelle prime puntate dell’ultima stagione aveva sfumato la parodia di Renzi in vista del passaggio in Rai resuscitandola dopo aver percepito una certa tiepidezza, non sarà che, alla fine, Discovery sia un ripiego? Forse bisognerebbe ricordarselo: se lui è “il Messi della tv”, Fiorello chi è?

Maurizio Crozza

Comunque, complimenti ai comunicatori di La7: la rete di Cairo esce incolume, per ora. Anzi, magari ci guadagna pure, perché “con i milioni di euro risparmiati si potranno fare altri investimenti”. E poi ci sono sempre Mentana e la Gruber, firme prestigiose dell’informazione. Conduttori autorevoli. E in due anni diMartedì è arrivato al 7 per cento, battendo spesso Ballarò di Raitre. Tutto vero, tutto inconfutabile. Però, pensandoci su… Per esempio, che ne sarà del talk di Floris senza la copertina di Crozza? Perché non è mica così vero che il comico produce solo 28 ore di tv all’anno… La perdita è grossa, hai voglia a ridimensionarla. Crozza ti faceva andare sui giornali, era autoreferenziale e allo stesso tempo virale sul web (anche con le parodie di Mentana e Floris)… Come si chiude un vuoto così? Con quei soldi si faranno nuovi investimenti, dicono a La7. Ma stando alle ultime prove, cresce un senso di vaghezza. E a prima vista non pare riuscire il tentativo di conversione della rete all talk in rete più universale. Per dire: Eccezionale veramente è stato un discreto flop, Tagadà con Tiziana Panella arranca tra il 2 e il 3 per cento, A cena da me non pare un campione d’innovazione. Certo, in luglio arriverà il programma sportivo di Andrea Scanzi, il quale non pare un mostro di empatia. Aspettiamo. Aspettiamo anche di sentire se Fabrizio Salini, chiamato da Cairo a dirigere la rete, batterà finalmente un colpo. Ne sapremo di più alla presentazione dei palinsesti, il 12 luglio…