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Il compleanno di Celentano, un evento

La rivoluzione di Rai 2 muove i primi passi. Sabato sera è andato in onda C’è Celentano, un lungo speciale in occasione dell’ottantunesimo compleanno del Molleggiato concluso con un affettuoso: «Auguri Adriano! Rai 2 ti vuole bene». Risultato? Boom di ascolti: quasi 3 milioni di telespettatori (14.38% di share) e seconda rete più vista dietro Rai 1. Sembra una magia, ma sono numeri sorprendenti fino a un certo punto. Quando c’è un grande autore a capo di una rete tv la differenza si vede. Carlo Freccero è un autore politico nel senso più completo del termine, un uomo che padroneggia la natura profonda, verrebbe da dire quasi ontologica, della televisione generalista, cuore pulsante della vita collettiva. Solo lei lo può essere, più delle piattaforme streaming, delle tv satellitari e delle multinazionali che cavalcano la rivoluzione digitale: tutte, a loro volta figlie della globalizzazione (che ha pure i suoi pregi, non va dimenticato).

C’era il compleanno di Celentano e c’è il tanto atteso Adrian, cartone sulla rampa di lancio di Canale 5: quale occasione migliore per riaffermare che il Molleggiato è patrimonio della tv pubblica, che lì è nato e lì ha giocato le sue carte migliori. Celentano è una creatura nata in Rai e, da arcitaliano, è anche uno dei maggiori protagonisti dell’immaginario storico del Paese.

Solamente saccheggiando le Teche Rai, gli autori Paolo Luciani, Cristina Torelli, Roberto Torelli e Cristiana Turchetti hanno realizzato oltre due ore e mezza di un omaggio travolgente e tenero ad un tempo, contrappuntato di saluti e ricordi d’autore di personalità di grande prestigio artistico: da Giancarlo Giannini a Renzo Arbore, da Carlo Verdone a Dario Argento, da Achille Bonito Oliva a Rita Pavone solo per citarne alcuni fra i tantissimi. È stato un gigantesco blob, un flusso d’immagini traboccante del talento visionario, selvaggio, dirompente ed eversivo del festeggiato, partito sulle note di Prisencolinensinanciusol, «il primo rap della storia», e proseguito con Ventiquattromila baci al Festival di Sanremo, quando il Molleggiato sembrava ancora un Jerry Lewis prestato al rock. Mentre era, in realtà, uno che aveva capito che anche cantare «fuori tempo e essere squadrato», nel senso di fuori quadro, poteva divertire il pubblico. Una meravigliosa antologia di grandi momenti di televisione, musica e cinema da Fantastico 8 a Francamente me ne infischio, da Yuppi Du a Rockpolitick, da Un mondo in mi settima a Una carezza in un pugno, divisi in tre grandi capitoli (La celentanità, Adriano e l’amore, Adriano e il mondo). Momenti che sono la nostra storia. Pagine che parlano di noi.

La Verità, 7 gennaio 2019