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Iacona, tecnica perfetta dell’inchiesta pilotata

Le inchieste si possono fare in tanti modi. Con rigore o partigianeria, pilotando i servizi o dando pari dignità alle fonti. Quella di Presa diretta di lunedì s’intitolava «Attacco al Papa» e due ore di servizi, interviste e ricostruzioni sono servite per dire, in buona sostanza, che Francesco è un papa scomodo che vuole rivoluzionare la Chiesa, renderla più adeguata ai tempi, ma che subisce attacchi provenienti da tutte le parti, soprattutto da forze interne alla Chiesa, sinteticamente identificate come «i cattolici tradizionalisti» (Rai 3, ore 21.20, share del 6.9%, 1,7 milioni di telespettatori).

L’architettura dell’inchiesta era già bella e pronta quando a Riccardo Iacona è scoppiata in mano la bomba del libro Dal profondo del nostro cuore (Castelvecchi) scritto dal cardinal Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino, e con un contributo di Benedetto XVI sull’intangibilità del celibato dei preti. A quel punto il conduttore ha potuto solo convocare in studio il vaticanista dell’Asca Iacopo Scaramuzzi, consulente dell’inchiesta, per inglobare anche la riflessione di Ratzinger e Sarah nella strategia dell’«attacco» a Bergoglio.

Tornando all’inchiesta, le questioni che stanno a cuore al conduttore della Rai 3 ancora diretta da Stefano Coletta ma direttore in pectore di Rai 1, sono due: le aperture verso i divorziati risposati e gli omosessuali e la catechesi dell’accoglienza ai migranti ribadita da Bergoglio. Le inchieste si possono fare in tanti modi: ricostruendo sbrigativamente lo scandalo degli abusi dell’ex cardinale statunitense Edgar McCarrick, ridotto allo stato laicale solo dopo le insistenze dei vescovi americani e la denuncia dell’ex nunzio apostolico Carlo Maria Viganò. Oppure, identificando le critiche al magistero attuale con l’attività di una tv militante del Michigan, con ingenui ambienti leghisti, o ponendo frettolose domande al cardinal Gerhard Muller, già prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Si possono fare ascoltando come oro colato le analisi del priore della comunità di Bose, padre Enzo Bianchi, e del fondatore della Comunità di sant’Egidio Andrea Riccardi. E, contemporaneamente, si possono fare evitando qualsiasi accenno ai Dubia espressi nel 2016 da quattro autorevoli cardinali a proposito di alcuni passaggi dell’Amoris laetitia. O, infine, guardandosi bene dall’interpellare voci significative come Aldo Maria Valli, già vaticanista del Tg1, Sandro Magister, esperto analista dell’Espresso, Antonio Socci, autore di qualche saggio in argomento, il sito La Nuova bussola quotidiana… Le chiamano inchieste.

 

La Verità, 15 gennaio 2020