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Il cuore nascosto di Petra farà quadrare la serie?

E se la faccia una risata ogni tanto», dice il capo della mobile (Riccardo Lombardo) a Petra dopo averle dato stringate istruzioni sulla reperibilità da garantire in assenza di un collega malato. «Come no, quando ce n’è motivo, volentieri», replica poco conciliante l’ex «avvocata» ora all’archivio della questura e, causa emergenza, spostata alla omicidi. Citando un vecchio gioco per bambini, verrebbe da commentare: fuochino. Non è tanto il fatto di ridere o sorridere, quanto di stare un attimo rilassati, togliendosi quel broncio stampato in volto. Insomma, il temperamento di Petra (Paola Cortellesi) che vive in una bellissima casa immersa nel verde, popolata di grilli «che servono per il ragno», è chiaro dopo due scene. E, verosimilmente, finirà per dividere il pubblico tra chi amerà questo cipiglio scorbutico e chi lo respingerà. Anche la sensazione che sia piuttosto complessa la quadratura del trapezio della nuova serie Sky original (con Cattleya e Bartleby film), quattro episodi lunghi tratti da altrettante storie di Alicia Giménez-Bartlett, da ieri su Sky Cinema, Sky Atlantic e on demand, è immediata. Sono tante infatti le variabili da mettere in equilibrio fra ambientazione, trama, personaggi e interpreti. Il primo azzardo è reinventare Cortellesi in un ruolo lontano dalla sua zona di conforto: una poliziotta anaffettiva, con due divorzi alle spalle, sempre in impermeabile nero, ispettrice senza mai aver indagato su un caso. La seconda scommessa è Genova, città trascurata dalla fiction nazionale, qui vista sempre di notte e prescindendo dal mare per sottolineare il gotico delle storie. Più semplice risulta l’alchimia tra gli opposti, Petra e il suo vice (Andrea Pennacchi), un vedovo arruffato, buona forchetta (Petra non cucina) e un filo moralista, al quale «non sta bene avere un capo donna» (che novità). Pian piano, però, la complementarità tra i due si afferma nelle indagini su una serie di stupri perpetrati nei carruggi da un giovane incappucciato che marchia le sue vittime sul braccio sinistro. Tra il ricomparire degli ex mariti di lei e il bilancio esistenziale di lui, l’intrigo noir della serie resta in secondo piano rispetto ai misteri privati dei due investigatori. Creare una nuova coppia italiana di profiler di ambientazione nichilista non è facile. Anche se, curiosamente, i dialoghi sfiorano le domande sulla felicità. Vuoi vedere che anche Petra ha un cuore? Sarà questo il tocco mediterraneo che dovrebbe differenziarla dai polizieschi nordici, tipo The Bridge e Bordertown?

 

La Verità, 16 settembre 2020