Articoli

La lezione di resilienza e ironia di Bebe Vio

Quando la vita va in televisione, alla fine, combina sempre qualcosa di buono. La vita e le storie valgono la visione e l’ascolto, soprattutto se raccontate con spontaneità. Il nuovo programma di Bebe Vio, La vita è una figata! (Rai 1, domenica, ore 17.45, share del 10.63%), ha il pregio dell’immediatezza e della semplicità. Almeno, così risulta al telespettatore. La giovane fiorettista, oro alle ultime Paralimpiadi, incontra nella sua coloratissima casa studio laboratorio una serie di persone protagoniste di vicende particolari, «gente un po’ speciale» ma non troppo. Domenica si sono viste Paola Turci, che ha svelato il rapporto con il suo corpo e lo specchio, soprattutto con le cicatrici che le segnano il volto dopo l’incidente che l’ha lasciata miracolosamente in vita; Andrea Caschetto, un ragazzo siciliano che soffre di amnesie in seguito a un’operazione al cervello; Mayla Riccitelli, una bambina di 10 anni che pratica la danza anche se priva della parte inferiore di una gamba; Gianluca Maffeis, un millenial che sta facendo il giro del mondo senza prendere l’aereo. Il denominatore comune di questi incontri sono la spontaneità e l’energia trasmesse dalla padrona di casa, prontamente ricambiata dai suoi ospiti. Ognuno dei quali alla fine è chiamato a dire perché per lui «la vita è una figata» nonostante le disavventure e le circostanze in cui sono incorsi e che condizionano la loro vita. In sostanza, senza presunzione ma con la freschezza di Bebe, La vita è una figata!, convinzione trasmessa alla figlia dal padre Ruggero, è una lezione di resilienza, di capacità di ribaltare le situazioni avverse trasformandole in un pretesto positivo. Il tutto senza buonismi, come visto nel dialogo con Pif, intervistato con telecamerina: «Sai che mi sento più a mio agio se sto dall’altra parte?». «Ah sì? Ma questa è casa mia e le domande le faccio io». «È un piacere venire a casa tua…». «Come ti chiami?». «Piefrancesco, detto Pif… ma una che si chiama Bebe non può fare troppo la spiritosa…». Spontaneità e immediatezza, doti primarie della conduttrice. Ma anche merito degli autori di Stand by me di Simona Ercolani che produce il programma e che, grazie al montaggio, riescono a rendere lineare qualcosa che non lo è.

La Verità, 10 ottobre 2017

Finalmente la Rai dà «Carta Bianca» alla Berlinguer

S’intitolerà Carta Bianca la nuova, travagliata, striscia quotidiana di Bianca Berlinguer, su Rai 3 dalle 17.30 alle 18, dal 26 ottobre prossimo. Dopo la lunga attesa per avere il numero di matricola e la separazione consensuale da Michele Santoro («Se chiami un architetto per avere un’idea è una cosa, ma se lo chiami e poi il progetto vuoi disegnarlo tu è un’altra»), il programma è stato finalmente inserito in palinsesto. Se quel «bianca» vada scritto con la B maiuscola del nome proprio della conduttrice o con la b minuscola dell’aggettivo non è chiaro. In ogni caso si auspica che la Rai conceda la carta del colore giusto all’ex direttrice del Tg3.

L’eleganza della Ercolani Non è partito benissimo Week end con il nonno, il nuovo format lanciato dalla Rai 4 di Angelo Teodoli. Ma l’idea è buona e l’esperimento merita di proseguire. Piuttosto, fa riflettere il fatto che sia firmato dalla Stand by me di Simona Ercolani, consulente per la comunicazione del premier, in cabina di regia nel Comitato per il Sì al referendum. Di regie se ne intende…

Ilary Blasi conduce «Grande Fratello Vip»

Ilary Blasi conduce con autorevolezza e scanzonato pragmatismo «Grande Fratello Vip»

E quella di Ilary Blasi Sempre in tema di donne, a Mediaset sono in ascesa le quotazioni di Ilary Blasi, alla guida del Grande Fratello Vip, sempre vincente negli ascolti con La Catturandi di Raiuno. La moglie di Totti ha scelto mise minimaliste e senza gioielli, ma regge il timone del reality con piglio scanzonato e autorevolezza quando si tratta di dissociarsi dalle intemperanze di Clemente Russo e Stefano Bettarini. In più, ogni settimana una polemica spinge la serata: prima l’intervista alla Gazzetta dello Sport, poi le sparate dell’ex marito di Simona Ventura. Per gli amanti del genere…

La Rai vince a Lampedusa Buon risultato di ascolti per Fuocoammare, il film di Francesco Rosi vincitore del Festival di Berlino, candidato italiano nella corsa agli Oscar: proiettato su Raitre nell’anniversario della strage di profughi al largo di Lampedusa, dove la Rai ha organizzato l’ultimo Prix Italia, il film ha ottenuto l’8,8 per cento di share (2,2 milioni di spettatori). A seguire l’inchiesta Lontano dagli occhi di Domenico Iannacone si è assestata al 7,4 per cento.

Sì o No, match generazionale Tra le tante cose scritte attorno all’imperdibile dibattito tra Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky chez Enrico Mentana su La7, il dettaglio delle capigliature è stato, a suo modo, rivelatore delle biografie dei tre protagonisti. Pettinatissimo e un po’ laccato, il premier cresciuto nel pieno degli anni Ottanta; semicalvo il professore, uomo che ne ha viste tante; scarmigliato e un tantino arruffato il giornalista, passato attraverso i conflitti dei Settanta.

La Verità, 5 ottobre 2016