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Aldo Grasso e il montaggio che non c’è

Ha totalmente ragione Aldo Grasso su Maggioranza assoluta, il nuovo programma di Italia Uno condotto da Pierluigi Pardo, partito giovedì scorso in seconda serata. Come chiamarlo? Un talk show sul modello delle primarie americane? Cinque concorrenti si sfidano su temi di attualità (unioni civili, sex revolution, illegittima difesa: tutta roba super complicata) in base alla “forza delle idee” e il pubblico decide chi eliminare attraverso il televoto e i social media. Per la prima puntata gli sfidanti erano Roberto Formigoni, Vladimir Luxuria, Filippo Facci, Francesca Barra e il comico Andrea Pucci, tutti frequentatori abituali a vario titolo di altri programmi, in particolare delle reti Mediaset. Tutti personaggi del rutilante mondo vip che trasmettono la vaga sensazione di avere un’occupazione principale che gli va stretta e di volere fare altro. Anche il conduttore, giornalista sportivo, telecronista di calcio e conduttore di Tiki Taka, con questo programma si lancia nel dorato mondo dei talk. Il fatto è che l’insieme, progetto format ospiti e conduttore, manca di credibilità.

Ha dunque ragione Aldo Grasso: di un programma così non si sentiva il bisogno. Dove purtroppo il re dei critici televisivi ha meno ragione è quando scrive che la regia di Roberto Cenci è “a stento salvata dal montaggio”. Montaggio? Ma con le eleminazioni determinate dal televoto e dai social non è un programma in diretta? Anche Omero ogni tanto sonnecchia…