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Adesso Fiorello trasforma Nonna Rai in «Raiflix»

Fiorello innovatore. Fiorello sperimentatore. Fiorello apripista. Fiorello multitasking, multipiattaforma, multimediale. Fiorello multi.

L’appuntamento è in Via Asiago 10, nuova «casa» professionale dello showman più geniale dell’etere. Anzi, del web. Anzi, di tutt’e due. Perché in Via Asiago, c’è la tecnologia indispensabile per realizzare Viva RaiPlay, dal 4 all’8 novembre su Rai1, 15 minuti di minivarietà dopo il tg delle 20 e, in contemporanea, su RaiPlay, dove, dal 13, rimarrà in esclusiva con episodi di 50 minuti (il mercoledì, giovedì e venerdì) prima di traslocare su Radiodue (il sabato e la domenica) con Il meglio di Viva RaiPlay («se ci sarà un meglio», scaramanticheggia Rosario). La nuova frontiera è sgretolare le frontiere, oltrepassare i compartimenti stagni dei diversi dispositivi, scavalcare i recinti delle piattaforme che non dialogano. È proprio questo il significato di over the top, sopra le reti, attraversandole con contenuti premium, un programma che va in anteprima nella rete più generalista che c’è, prosegue in streaming e in esclusiva e sconfina in radio. Con un ultimo colpo di coda: ritornare con pillole random di RaiPlay nelle reti generaliste.

«Con questo progetto che inseguo da un anno inauguriamo una nuova era in Rai», ha esordito l’ad Fabrizio Salini. «Nessun operatore al mondo ha mai realizzato uno show live di sei settimane su una piattaforma over the top. La Rai lo fa per prima grazie a un artista coraggioso, il numero uno, per arrivare con lui a un pubblico il più ampio possibile. In questo progetto la Rai è coinvolta ai massimi livelli», ha sottolineato. E lo confermavano i tanti dirigenti seduti in prima fila nella Sala B di Via Asiago, «mancano solo Foa e la De Santis (presidente Rai e direttore di Rai1 ndr) che sono a Perugia a fare i caroselli dopo le elezioni in Umbria», ha scherzato Fiorello riferendosi alla loro vicinanza alla Lega.

«È un’operazione ambiziosa e sfidante», ha sottolineato il direttore di Rai Digital Elena Capparelli, perché dal primo novembre trasformerà RaiPlay «da strumento di revisione di programmi già trasmessi a piattaforma produttrice di contenuti originali ed esclusivi» (come il documentario dei Negramaro, visibile dal 16 novembre). Per l’occasione sarà attivo anche un numero verde e per facilitare l’accesso alla piattaforma non sarà richiesta la registrazione. «L’obbiettivo è rendere disponibile un’ampia offerta rivolta a pubblici variegati».

Per avere un assaggio di che cosa tutto questo voglia dire basta dare un’occhiata alle clip di Fiorello già sulla piattaforma e alcune trasmesse come spot in tv: un condensato di autoironia ed eclettismo tecnologico. Rai1 ha un pubblico stagionato mentre le app sono territorio dei millennials, ma Fiorello scavalca i target e rompe le liturgie. Anche quella della conferenza stampa, trasformata in uno show: «Buonasera, buongiorno, buon pomeriggio, buon mattino… Non so cosa dire, ma in fondo è questo il vero contenuto del nuovo progetto: qualcosa che si può vedere in qualsiasi momento». Potenzialmente, è una piccola grande svolta, «come la tv a colori o la nascita di Rai3. Se ci penso, mi sorprendo da solo: gli ho detto davvero di sì? Tanto, se va male, c’è Fiorello», ha scaramanticamente sottolineato l’artista. Che ha svelato come Salini sia riuscito a convincerlo con una sola parola: «“RaiPlay?”. E io: “Interessante”. E dopo un po’: “Interessantissimo”. Peccato che si chiami RaiPlay, perché ricorda replay, qualcosa di già visto e che si rivede. Se si fosse chiamata Raiflix sarebbe stato perfetto», ha proseguito. «Diciamo che se avessi voluto andare sul sicuro con un varietà sarebbe stato più facile. Ho anni di teatro, materiale pronto in quantità. Così Salini mi ha allungato la vita artistica. A me piacciono le sfide, non avere davanti niente con cui confrontarmi. Ho sempre cambiato reti, media, piattaforme. Il primo contenuto originale su Sky l’ho fatto io. Nel 2011 ho portato per primo l’hashtag su Rai1 con #Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend tanto che il grande Bibi Ballandi mi chiese cosa fosse. Ora ci chiediamo come si fa a vedere RaiPlay? È facile, non è gratis perché c’è il canone… Ma poi avete in omaggio Rai1, Rai2, Rai3, RaiStoria, RaiYoyo e tanta informazione. Alla prima puntata mi piacerebbe avere il premier Giuseppe Conte, per far vedere che la colpa del flop di qualche giorno fa era del conduttore, ma chissà se verrà… Però, pensandoci», ha proseguito improvvisando, «sarebbe bello intervistare i politici. Se fosse oggi, magari Salvini o Di Maio, per intervistarli con una chiave originale. Sicuramente non verrebbero. Anzi, forse ho sbagliato a dire questa cosa, perché non vorrei che il titolo diventasse: Fiorello si butta sui politici. Invece alla prima puntata esclusiva su RaiPlay vorrei davvero avere lui, l’amministratore delegato. Perché sulla piattaforma non c’è un copione fisso, non c’è l’anteprima, anzi magari c’è, solo che la facciamo alle nove di mattina e poi la mandiamo a un’ora su Raiplay e a un’altra su Raidue. Ogni episodio s’improvvisa, un giorno farò un’imitazione, un altro un monologo – no il monologo no – un altro, se verrà il mio amico Jovanotti, lascerò fare tutto a lui. Vorrei creare uno spazio per le interviste e diventare il nuovo Silvio Toffanin, vedremo».

Con la solita verve irrefrenabile, Fiorello ha raccontato di aver regalato alla madre di 84 anni una smart tv e che quando, tutte e mattine, va a bere il caffè da lei le insegna a usarla e a muoversi nello schermo. «“Mi…ia! Ma ora posso pure rivedere La Piovra”. Capite?». Lo scopo non è innanzitutto attrarre i giovani in tv, ma ridurre le distanze tra le generazioni più stagionate e le nuove tecnologie. Anche il cast sarà intergenerazionale: da Vincenzo Mollica a Lorenzo Cremonesi, dai Gemelli di Guidonia (Pacifico, Gino ed Eduardo Acciarino) a Pippo Protti, dall’autore musicale Danti fino a Luciano Spinelli, un ragazzo di 19 anni che ha 7,2 milioni di follower sulla piattaforma di Tik Tok. «Dove mi ci ha fatto entrare mia figlia», riprende Rosario: «Ecco, mi rivolgo agli amici miei, quelli con i problemi di prostata… Dobbiamo smetterla di dire con l’aria vissuta che noi eravamo meglio, mentre questi qui… Se lui ha 7,2 milioni di follower vuol dire che ha ragione lui».

Come in ogni show che si rispetti c’è anche spazio per il fuori programma sul Festival di Sanremo. Tipo le clip del backstage montati nei titoli di coda dei film. È vero che il Dopofestival sarà un’esclusiva di RaiPlay? E che sarai ospite di Sanremo? «Sul Dopofestival ci stiamo lavorando», ha risposto Salini. «È ovvio che andrò a Sanremo», ha confermato Rosario. «Amadeus verrà a Viva RaiPlay. Gli ho solo chiesto di lasciarmi tranquillo fino al 20 dicembre. Ma di sicuro ci andrò, ce lo siamo promessi da ragazzi: “Se mai un giorno presenterò Sanremo, tu dovrai esserci anche se non farai più spettacoli», mi disse. È una cosa di 35 anni fa, eravamo a Ibiza, c’era anche Jovanotti».

 

La Verità, 29 ottobre 2019