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Qualcuno dica a Insinna dove andare a parare

Quadratura complicata. Scommessa ardita. Combinazione forzata. Mettere insieme calcio e varietà, pallone e intrattenimento. Raiuno e RaiSport, timonate dai nuovi direttori Andrea Fabiano e Gabriele Romagnoli, ci provano con Il Grande Match e Flavio Insinna. Se funzionasse farebbero bingo. Gli Europei durano un mese tondo e perché non sperare siano notti magiche. Se, per l’occasione, la Fiat lancia la Panda Azzurra e i giornali, Foglio compreso, si sperticano in speciali e monografie su Francia 2016, vuol dire che in tanti ci credono e il giro di soldi c’è. Cosa c’è di più popolare della Nazionale (Conte a parte)? E di più nazionalpopolare di Insinna? La ricetta è quella del minestrone. All in: partita, lezioncina tattica, amarcord, tifoserie delle squadre che hanno giocato, quiz, orchestrina con il medley delle canzoni del ’68, quando vincemmo, persino l’angolo cucina con Cesare Bocci e Arrigo Sacchi che non sopporta l’aglio. Continua a leggere

Con Miracolo a Leicester, RaiSport cambia passo

Qualcosa si muove dalle parti di Viale Mazzini. E qualche piccola novità cominciamo a vederla anche noi telespettatori. Senza aspettare i palinsesti d’autunno e le procedure ingessate della tv pubblica. Ieri sera, senza preavviso, Raitre ha trasmesso Miracolo a Leicester, uno speciale di RaiSport sulla conquista della Premier League ad opera della squadra allenata da Claudio Ranieri. Erano le 20 e qualcosa e, a un certo punto, dopo i primi servizi dei tg, lo zapping si è fermato sulla faccia del nuovo idolo degli amanti del gioco più bello del mondo che intervistava Vardy, il suo centravanti.

La città in festa per la prima conquista della Premier League

La città in festa per la prima conquista della Premier League

Il trionfo dell’outsider, la rivincita della normalità (in alternativa alla “specialità” di Mourinho, nemico storico), il riscatto dei perdenti: le formule si sprecano a proposito della sorprendente vittoria del Leicester e del suo condottiero. Donatella Scarnati e Gianni Rizzo hanno scelto di parafrasare il titolo di un film di Vittorio De Sica, nel quale “buongiorno vuol dire davvero buongiorno”, per raccontare la “favola del Leicester”, altro gettonatissimo titolo di questi giorni. Sì, l’intervista a Ranieri era stata realizzata prima del pareggio tra Chelsea e Tottenham che ha consegnato matematicamente la Premier alla sua squadra. Però, poco importa. Anzi, proprio questo ha consentito a RaiSport di bruciare la concorrenza. Solo stasera Sky Sport, che avendo l’esclusiva del campionato inglese ha trasmesso l’intera cavalcata del Leicester, trasmetterà un’intervista esclusiva certamente più completa al nuovo mago del calcio mondiale. Ma per certi avvenimenti dal forte contenuto emotivo il tempo conta più della completezza. Il web che brucia la carta stampata insegna.

Lo speciale di RaiSport ha raccontato il clima della città, lo stato di grazia di un ambiente galvanizzato dall’arrivo dell’allenatore-papà capace di trasformare in campioni giocatori dal passato anonimo, il ruolo del presidente thailandese che per il suo compleanno offre birra e ciambelle ai tifosi, la festa dei giocatori dopo l’ufficialità della vittoria, il risalto dell’impresa nei media internazionali…

Dopo lo scoop della famosa intervista del Tg1 a Francesco Totti che aveva irritato i vertici Sky, sotto la guida del nuovo direttore Gabriele Romagnoli, chiamato da Campo Dall’Orto con il compito di rinnovare il racconto degli avvenimenti sportivi, Donatella Scarnati ha messo a segno un altro colpo. Qualcosa si muove dalle parti di Saxa Rubra. E ancor più si muoverà se andrà in porto la trattativa con Totti e Ilary Blasi per accompagnare con la loro partecipazione i prossimi Europei di calcio, dal 10 giugno in onda su Raidue.

Con Bignardi e Romagnoli, una Rai radical chic

La lista di nomi che il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto proporrà domani al Consiglio d’amministrazione della Rai contiene qualche sorpresa e non mancherà di suscitare polemiche. Nel segno della continuità la scelta per Raiuno di Andrea Fabiano, già vicedirettore di Giancarlo Leone (che passa al Coordinamento delle reti, lasciato libero da Antonio Marano candidato al timone di Rai Pubblicità). A lungo annunciata la nomina di Raidue, dove s’insedierà Ilaria Dallatana, cresciuta in Mediaset e fondatrice, con Giorgio Gori, di Magnolia (l’attuale direttore Angelo Teodoli passa a Rai4). Poco prevedibile, invece, e sicura fonte di critiche, la scelta di Daria Bignardi come candidata alla direzione di Raitre, dov’era dato in prima fila Andrea Salerno. A Raisport sarà chiamato Gabriele Romagnoli, giornalista e scrittore, firma di Repubblica, Vanity Fair oltre che direttore di GQ.

Aldilà delle proteste dell’Usigrai, che ha parlato di “schiaffo” contro i lavoratori della Rai e di “sonora sfiducia e delegittimazione”, colpisce la scelta di Bignardi, moglie di Luca Sofri, direttore de Il Post, nata televisivamente a Milano, Italia, cresciuta in Mediaset, dove ha tenuto a battesimo Il Grande Fratello (Gori direttore di Canale 5), poi approdata a La7 con Le Invasioni barbariche (una parentesi a Raidue con L’Era glaciale), talk show che vantava un numero di polemiche inversamente proporzionale agli ascolti. Un curriculum che non sembrava legittimare candidature a direzioni di rete. Ancor più se si pensa che Le Invasioni barbariche era il programma più frequentato da Renzi, fin da quando era sindaco di Firenze. Cliccatissimo sul web il video in cui, al termine di un’intervista del gennaio 2014, Sofri incrocia dietro le quinte dello studio l’allora sindaco e segretario Pd salutandolo con un “Ciao capo, ottima ottima…”.

Bignardi, come Romagnoli, è una firma di Vanity Fair, espressione dei salotti milanesi più modaioli. Ma la sua nomina servirà a rendere ancora più aspre le accuse al premier di voler addomesticare la tv pubblica. A cominciare proprio da quella Raitre che i renziani più intransigenti considerano troppo aperta a grillini e minoranza Pd.