
Moretti molla la politica e va a caccia dell’amore
In succederà questa notte, ispirato dai racconti di Eskhol Nevo, presentato in gara a Venezia 37 anni dopo le polemiche su Palombella rossa, il regista romano narra un uomo e una donna che s'incontrano sempre nel momento sbagliato. Aspettare la seconda occasione ha a che fare col destino

Sul fine vita la Mostra di Venezia fa da sponda a Zaia
Ormai l'eutanasia è un appuntamento fisso al Lido come l'appello pro Pal, il film sull'immigrazione clandestina, il red carpet delle influencer svestite. Wild horse nine si candida al Leone d'oro con un Malkovich strepitoso come agente della Cia malato di cancro che chiede al suo partner di suicidarlo

Amelio accoglie i migranti con una favola buonista
Il regista dirige la storia basata sui rimorsi di un uomo che si è rifiutato di prendersi cura di un bambino di colore che subito dopo muore. Per espiare la colpa si sottomette all'invasione della sua casa da parte di una comunità nordafricana. Una storia lontana anni luce dalla nostra realtà quotidiana

Al Lido il film sul Sun che smonta il «ranuccismo»
Diretto da Danny Boyle, Ink racconta l'epopea del tabloid londinese che alla fine degli anni Sessanta mise in crisi il giornalismo che voleva educare le masse. La ricetta era semplice: parlare di ciò che interessa al pubblico. Il regista: Murdoch contestò l'establishment e rivoluzionò il mondo dell'informazione

L’Italcinema in Mostra scommette sui sentimenti
Dopo le esclusioni di Berlino e Cannes, al Lido si fa il pieno di opere domestiche imperniate sui rapporti interpersonali, dentro e fuori dalla famiglia, a cominciare da Nanni Moretti. Vedremo se sarà vera rinascita. Più sensibili ai temi politici gli stranieri, con Naza di due registi israeliani e il doc su Musk

Nolan, più coraggioso con Omero che con Hollywood
L'Odissea del cineasta inglese è un kolossal con tanti pregi: si cimenta con l'origine della classicità occidentale, ci fa pensare in grande e mostra i limiti della guerra. È un film riuscito anche grazie al super cast, alla fotografia e alle musiche. Peccato solo che il regista si sia piegato ai codici woke di Hollywood

Sossai nichilista. I David? Citofonare Castellitto
Aveva ragione l'attore e regista romano che aveva parlato di demolizione del premio. Basta scorrere i nomi della giuria: il cinema si autopremia, alla faccia dei conflitti d'interessi. Quest'anno è toccato a Le città di pianura, affresco nichilista che, nei fumi dell'alcol, violenta e deprime non solo il Veneto

Bellocchio mostra l’orrore delle toghe anti Tortora
La serie tv Portobello (Hbo Max) racconta il peccato originale della magistratura italiana. La storia in sei puntate ci riporta allo scandaloso arresto di un innocente. E ci dice che che l'arroganza genera superficialità nella verifica dei riscontri probatori. Chi sbagliò con quella sentenza poi ha fatto carriera

Hollywood schiera anche un horror contro Trump
Con il record assoluto di 16 candidature, praticamente in tutte le categorie valide per un film come I peccatori, a prescindere da quanti Oscar vincerà, l'Academy manda un segnale all'America di Donald Trump. I neri cercano la felicità nel blues mentre i bianchi sono dei vampiri del Ku Klux Klan

Sorrentino-Servillo e una grazia che sa di politica
Il film del regista premio Oscar riaccende il dibattito sull'eutanasia: il presidente della Repubblica, un misto di Mattarella e Napolitano, protagonista della storia, sostiene che «i nostri giorni sono nostri». In realtà, non è così: veniamo al mondo senza deciderlo. Ci troviamo fatti, perciò non possiamo disfarci
