Resistenza, papaveri e Bella ciao: ma non era TeleMeloni?

A ridosso del 25 aprile e, a seguire, del primo maggio, il grado di retorica dei programmi d’informazione cresce a dismisura. Anzi, più rispondente al vero sarebbe parlare di propaganda e di militanza.
Giovedì sera, vigilia del 81º anniversario della Liberazione, Rai 3 aveva predisposto una versione allungata de Il cavallo e la torre (ore 20.40, 1 milione di telespettatori, 5,8% di share) con una puntata intitolata enigmaticamente «Possiamo». Sempre per l’occasione, il conduttore Marco Damilano ha deciso di abbandonare lo studio per andare a intervistare Luciana Romoli, partigiana di 95 anni, nome di battaglia «Luce». Obiettivamente, una testimonianza, sebbene all’epoca, quando faceva la staffetta nel quartiere di Casal Bertone a Roma, fosse solo un’adolescente essendo nata nel dicembre 1930. Ciò nonostante, Damilano le dava serenamente del tu e si profondeva in effusioni mentre lei parlava di «libertà, giustizia e solidarietà», triade aggiornata di quella della Rivoluzione francese. Lo scopo del programma era rinverdire l’intoccabilità della Costituzione e così «Luce» ne declamava l’intero articolo 3. L’immutabilità della Carta è il nuovo dogma della società civile e pazienza se dal 1948 a oggi le modifiche sono state già una ventina, quasi tutte patrocinate dai partiti della sinistra. Tornato in studio, ecco Damilano lanciarsi nell’elegia dei giovani che hanno detto No al referendum proteggendo l’Italia e «la democrazia laica e antifascista». Come ha confermato anche Daniele Silvestri, raggiunto nella sua casa dal conduttore in un’altra uscita culminata nell’esecuzione di Sana e robusta Costituzione. Così si è intuito che, con il sostegno dei nuovi giovani costituzionalisti, quel titolo voleva dire «possiamo» cacciare i fascisti e «possiamo» vincere le elezioni e riprenderci l’Italia. Dopo la lettura di Edoardo Purgatori della lettera agli amici di Giacomo Ulivi, fucilato a Modena il 10 novembre 1944, Damilano ha elencato i tanti posti nel mondo in cui si canta Bella ciao. Cominciando dal Parlamento, dove l’avevano appena fatto le opposizioni contro l’approvazione del decreto Sicurezza, e finendo con la sua personale dedica della canzone adottata dalla Resistenza alla giornalista Amal Khalil, uccisa dall’esercito israeliano in Libano. Infine, in un crescendo emotivo, ha invitato alla visione ieri sera su Rai 3 di La grande ambizione, il biopic di Enrico Berlinguer «con un magnifico Elio Germano. Eccola la nostra grande ambizione: possiamo», ha concluso brandendo, commosso, un simbolico papavero.
Da TeleMeloni è tutto.

 

La Verità, 26 aprile 2026