Crans-Montana, Rai lenta Rete 4 fa il boom di ascolti
Il giorno dopo si tenta di correre ai ripari, di tamponare la falla, ma ormai l’errore è compiuto. Errore grave. Lacuna enorme. La sera del primo gennaio, 18 ore dopo la strage di Crans-Montana, la Rai non è riuscita a dedicare uno speciale alle notizie che provengono dalla cittadina del cantone Vallese della Svizzera. Il bilancio, ancora provvisorio, è di 47 morti e 115 feriti. È la strage di Capodanno. La strage dei ragazzi. Nelle fiamme che all’1,30 di notte sono divampate all’interno del Constellation, il locale dove si sono riversati per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, bruciano molti adolescenti, alcuni dei quali italiani. Altri riescono miracolosamente a sfuggire all’incendio scatenato dal flashover, il rogo causato dal veloce propagarsi del fuoco in un ambiente chiuso. Ci sono decine di famiglie italiane angosciate per le sorti dei loro ragazzi in vacanza nella località internazionale più ambita della Svizzera. Famiglie che iniziano il nuovo anno in preda a una tragica trepidazione. Sanno che quel locale è meta dei loro figli e le notizie permangono incerte e frammentarie. Mancano conferme perché i corpi bruciati dalle fiamme sono irriconoscibili. Secondo la Farnesina sono ancora sei gli italiani dispersi. Eppure, dopo i collegamenti degli inviati nei diversi telegiornali e un paio di edizioni straordinarie pomeridiane, la Rai non trova il modo di dedicare una rete alla cronaca della tragedia.
Il giorno di Capodanno i riflessi sono lenti, le redazioni ridotte ai minimi termini. E il palinsesto serale della Rai rimane drammaticamente invariato: su Rai 1, dopo Affari tuoi, va in onda il cartone Biancaneve e i sette nani, su Rai 2 il telefilm Delitti in Paradiso, su Rai 3 il filmone Killers of the flower moon. Nulla che non potesse essere posticipato. Ma, vittima di pigrizia e di lentezze decisionali, il servizio pubblico sembra vivere in una dimensione parallela, colpito da un lieve distacco dalla realtà. Lieve, ma fatale. Per avere notizie sull’evoluzione dei soccorsi, sul trasferimento di alcuni giovani ustionati all’ospedale di Niguarda di Milano o in quelli di Berna e Zurigo, sull’inizio delle indagini o per ascoltare la voce delle autorità svizzere che parlano di «tragedia immane», del ministro degli Esteri Antonio Tajani e per conoscere il numero dell’Unità di crisi della Farnesina, bisogna sintonizzarsi su Rete 4 dove, con diversa prontezza di riflessi, la redazione di Quarto grado guidata da Gianluigi Nuzzi, va in onda con uno speciale di Quarto grado per informare. Sono oltre 1,2 milioni i telespettatori che seguono la diretta di Nuzzi su Rete 4 (quasi il 9% di share). Mentre i quotidiani stravolgono la fogliazione delle loro edizioni, cancellando articoli e servizi precotti regolarmente previsti nei giorni festivi come Capodanno per dare spazio alla strage dei ragazzi, il servizio pubblico non tocca la programmazione serale. Solo il giorno dopo cambia i palinsesti, amplia le finestre e i collegamenti all’interno dei contenitori come Uno Mattina News, Uno Mattina e Storie italiane. Si aggiunge l’edizione straordinaria del Tg1 alle 16,55, si allargano quelle del Tg2, dalle 10 alle 11 e dalle 17,50 alle 18,30. Si allunga il Tg3 delle 12 con uno speciale Fuori tg.
Reazione lenta e tardiva. Forse, da quando è in vigore la riforma che ha eliminato i direttori di rete, stratificando le responsabilità per generi, la catena di comando per cambiare la programmazione è diventata troppo lunga. Eppure i direttori del primetime esistono. Perché non hanno deciso di dedicare una rete alle notizie da Crans-Montana? Che valutazioni hanno fatto? Con chi si sono confrontati? Chi ha preso la decisione finale di non intervenire sul palinsesto di prima serata? Domande che attendono una risposta. Forse è il caso che i dirigenti della Rai radiotelevisione italiana ricordino che i telespettatori pagano un canone di abbonamento e hanno diritto di avere un servizio diverso e più puntuale di quello offerto dalle televisioni finanziate dalla pubblicità.
La Verità, 3 gennaio 2025



