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Jamie Vardy e una storia di riscatto senza melassa

In queste serate mondiali durante le quali si ascoltano storie di riscatto nel Sud del globo o dalla povertà del Continente nero fa, a suo modo, da controcanto la biografia di un bad boy raccontata nel docufilm di Netflix Untold UK: Jamie Vardy. Spesso questi biopic enfatizzano i tratti eroici del protagonista al fine di soddisfare i fan. Qui si sceglie un profilo più cronistico della parabola del calciatore di Sheffield, vincitore della Premier League 2016 con il Leicester City di Claudio Ranieri, quando i bookmaker davano 5000 sterline contro una di puntata per la vittoria finale. E quando Vardy stabilì il record di 13 gol segnati in partite consecutive e approdò alla Nazionale, sempre con il suo animo da dilettante e lo slang di periferia. Che il docufim mantiene senza edulcorare le parolacce, in un ritratto schietto come gli occhi di Jamie che guarda nella telecamera rispondendo alla domanda: se dovessi definirti con una sola parola, quale sarebbe? I compagni di squadra e di bisboccia dicono «velocità», «grinta», «amico», «pazzo» mentre lui chiede una birra e spara: «cazzone». Alcolista, rissoso, inquieto, la sua è la storia del «più grande underdog di tutti i tempi». E qui, per la verità, la spia della retorica lampeggia. Sta di fatto che, scartato a 16 anni dalle giovanili della squadra della sua città perché troppo basso, entra in fabbrica per 30 sterline a settimana e si accontenta di giocare nella settima divisione inglese. I gol arrivano a raffica, come le sbronze al pub. Ci pensano gli «Inbetweeners», i compagni di bevute, a tenerlo in carreggiata finché qualcuno lo segnala a un procuratore che s’innamora del suo talento, fiuto del gol e freddezza sotto porta. Jamie ha già 21 anni e sembra tardi per sfondare. Invece, la scalata è vertiginosa. Non che le intemperanze cessino, dentro e fuori dal campo, ma ci pensa la moglie Rebekah a dargli stabilità. Quando arriva al Leicester di anni ne ha 25. Dopo la salvezza conquistata grazie ai suoi gol, la società licenza l’allenatore e chiama a sorpresa Claudio Ranieri. Ma i contraccolpi non sono finiti. Prima l’accusa di razzismo per l’appellativo «giap» rivolto a un ragazzo durante una rissa in birreria, poi la drammatica scoperta che il padre biologico non è il genitore con cui è cresciuto.
Quest’anno, Vardy, nonostante gli infortuni, ha giocato nella Cremonese, retrocessa in B, e nel primo episodio del suo podcast ha detto che la Serie A è «lenta e difensiva». Opinione più che rispettabile. La tempra non mente. E nemmeno il talento, se ben indirizzato.

 

La Verità, 18 giugno 2026

Con Miracolo a Leicester, RaiSport cambia passo

Qualcosa si muove dalle parti di Viale Mazzini. E qualche piccola novità cominciamo a vederla anche noi telespettatori. Senza aspettare i palinsesti d’autunno e le procedure ingessate della tv pubblica. Ieri sera, senza preavviso, Raitre ha trasmesso Miracolo a Leicester, uno speciale di RaiSport sulla conquista della Premier League ad opera della squadra allenata da Claudio Ranieri. Erano le 20 e qualcosa e, a un certo punto, dopo i primi servizi dei tg, lo zapping si è fermato sulla faccia del nuovo idolo degli amanti del gioco più bello del mondo che intervistava Vardy, il suo centravanti.

La città in festa per la prima conquista della Premier League

La città in festa per la prima conquista della Premier League

Il trionfo dell’outsider, la rivincita della normalità (in alternativa alla “specialità” di Mourinho, nemico storico), il riscatto dei perdenti: le formule si sprecano a proposito della sorprendente vittoria del Leicester e del suo condottiero. Donatella Scarnati e Gianni Rizzo hanno scelto di parafrasare il titolo di un film di Vittorio De Sica, nel quale “buongiorno vuol dire davvero buongiorno”, per raccontare la “favola del Leicester”, altro gettonatissimo titolo di questi giorni. Sì, l’intervista a Ranieri era stata realizzata prima del pareggio tra Chelsea e Tottenham che ha consegnato matematicamente la Premier alla sua squadra. Però, poco importa. Anzi, proprio questo ha consentito a RaiSport di bruciare la concorrenza. Solo stasera Sky Sport, che avendo l’esclusiva del campionato inglese ha trasmesso l’intera cavalcata del Leicester, trasmetterà un’intervista esclusiva certamente più completa al nuovo mago del calcio mondiale. Ma per certi avvenimenti dal forte contenuto emotivo il tempo conta più della completezza. Il web che brucia la carta stampata insegna.

Lo speciale di RaiSport ha raccontato il clima della città, lo stato di grazia di un ambiente galvanizzato dall’arrivo dell’allenatore-papà capace di trasformare in campioni giocatori dal passato anonimo, il ruolo del presidente thailandese che per il suo compleanno offre birra e ciambelle ai tifosi, la festa dei giocatori dopo l’ufficialità della vittoria, il risalto dell’impresa nei media internazionali…

Dopo lo scoop della famosa intervista del Tg1 a Francesco Totti che aveva irritato i vertici Sky, sotto la guida del nuovo direttore Gabriele Romagnoli, chiamato da Campo Dall’Orto con il compito di rinnovare il racconto degli avvenimenti sportivi, Donatella Scarnati ha messo a segno un altro colpo. Qualcosa si muove dalle parti di Saxa Rubra. E ancor più si muoverà se andrà in porto la trattativa con Totti e Ilary Blasi per accompagnare con la loro partecipazione i prossimi Europei di calcio, dal 10 giugno in onda su Raidue.