Molto lavoro pre-interviste, poi ci sono Belve e belve
Ci sono interviste che danno soddisfazioni e altre meno. Dipende dalla spontaneità dell’intervistato, innanzitutto, e dalla preparazione dell’intervistatore. Ma poi ci sono l’empatia, che va molto di moda, il gusto per la battuta, la disponibilità a giocare e a prendersi in giro. Sembrano cose ovvie e forse lo sono, ma cambiano radicalmente il risultato. Poi, a volte, possono esserci degli accordi tra i due interlocutori – argomenti da evitare, domande sgradite, temi scomodi – il cui effetto è appiattire il racconto, eliminando le punte verso l’alto e verso il basso. Prendiamo Belve di martedì sera (Rai 2, 1,3 milioni di telespettatori, share dell’8,6%), il programma di Francesca Fagnani giunto alla nona stagione, che combina il metodo Vanity Fair, l’intervista glamour a caccia di rivelazioni inedite, possibilmente di qualche trauma infantile o adolescenziale, e il pettegolezzo dei social media. Come osserva Carlo Freccero, negli ultimi tempi, sul caso Garlasco e con Falsissimo di Fabrizio Corona, si è assistito al sorpasso del Web sulla tv generalista. Un sorpasso sia qualitativo che interpretativo di alcuni aspetti tenuti in ombra dall’informazione ufficiale. In un certo senso, Fagnani compie la stessa operazione con i protagonisti dello showbiz, conduttori tv, attori, cantanti, influencer e altre creature mediatiche che sono l’oggetto esclusivo dei suoi interrogatori a volte prossimi alla seduta psicanalitica. Del resto, spaziare in altri ambiti non è facile, considerata la povertà del nostro star system, la concorrenza di programmi analoghi e la blindatura di territori confinanti ultra-presidiati come la politica. Si vede che la conduttrice trae vantaggio dal lavoro d’archivio della redazione, da doti di curiosità e dalla capacità di porgere le domande scomode. Come quando ha chiesto all’irrequieta Giulia Michelini (tra le sue parti, Rosy Abate di Squadra Antimafia), che cosa, a 19 anni, una volta giunta nell’ambulatorio per abortire, le aveva fatto cambiare idea e decidere di far nascere suo figlio. Che, ha detto, rispondendo a una domanda successiva, «mi ha salvato da me stessa».
Meno denso e vivace è stato il dialogo con il collega Rai Carlo Conti, alla prima «uscita» dopo l’ultimo Sanremo. Del resto, il conduttore toscano fa della normalità la sua filosofia e di sicuro non avrebbe potuto criticare le troppe repliche che il servizio pubblico manda in onda come ha fatto Michelini, citando e poi rimangiandosi, Il paradiso delle signore. Anche perché, in quel momento, Rai 1 ne stava trasmettendo una del Commissario Montalbano (Gatto e cardellino), rivelatasi il programma più visto della serata.
La Verità, 16 aprile 2026
