Un video ricatta Ferilli: è fiction ma pare cronaca
Una storia, niente di più. Una storia di attualità, plausibile, normale, verrebbe da dire, nella sua perversione. Una storia della porta accanto, simile a quelle che ascoltiamo spesso nelle cronache dei telegiornali. Una vicenda di revenge porn, la diffusione sul web di video intimi, per vendetta o umiliazione. È la trama di A testa alta – Il coraggio di una donna, la miniserie in sei episodi (tre serate) di Canale 5, protagonista Sabrina Ferilli nei panni di Virginia Terzi, una preside di liceo stimata dai colleghi e premiata dalle autorità per la sua professionalità (mercoledì, ore 21,45, oltre 4 milioni di telespettatori, share 25,2%). Virginia è anche moglie di Luigi (Fabrizio Ferracane), affermato avvocato, e madre di Rocco (Francesco Petit), il figlio sedicenne che frequenta lo stesso liceo. Al momento della proclamazione come preside dell’anno, il sindaco (Augusto Fornari) annuncia l’approvazione del progetto di attività interdisciplinari «A testa alta», voluto dalla dirigente scolastica contro le dipendenze digitali. Ma l’idillio è subito infranto. Sui cellulari di professori e studenti diventa virale il video rubato delle effusioni intime della preside con quello che si scoprirà essere l’insegnate di educazione fisica dell’istituto (Raniero Monaco Di Lapio). Con la collaborazione della tv locale, lo scandalo scuote l’intera comunità del borgo in riva al lago. Lo tsunami dissesta anche la famiglia di Virginia, il marito respinge le accuse di trascurare la moglie, il figlio stenta a reggere il sarcasmo di Alex (Andrea Pittorino), il figlio bullo del sindaco. Ogni mattina è un incubo percorrere il corridoio d’ingresso della scuola davanti agli sguardi inquisitori e agli sfottò. A Virginia non resta che rifugiarsi a casa di Cecilia (Gioia Spaziani), la sorella ispettrice di polizia, pronta a sostenerla e aiutarla nella ricerca dell’autore del video. Ma mentre emergono altri motivi di scontro in famiglia, le indagini non progrediscono. Così l’ex preside modello si trova di fronte alla scelta: resistere o farsi da parte, dandola vinta al ricattatore? Una professionista chiacchierata può svolgere un ruolo educativo in una scuola pubblica? Quanto la fragilità privata ne intacca l’autorevolezza di dirigente scolastica e incrina la credibilità dello stesso liceo?
La storia avanza tra dubbi morali (o moralistici) e indizi thriller a caccia del nemico. Diretta da Giacomo Martelli e prodotta da Banijay Studios Italy, A testa alta – Il coraggio di una donna è un racconto semplice, senza ambizioni autoriali, che incuriosisce perché parla di noi.
La Verità, 9 gennaio 2026
