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Il santo di internet fa boom anche nella tv generalista

Il santo dei new media conquista la tv generalista. Un po’ a sorpresa verrebbe da dire. Domenica sera Il mio nome è Carlo, il film tv trasmesso da Canale 5 sulla breve vita di Carlo Acutis, interpretato da Samuele Carrino nel ruolo del protagonista, e da Lucia Mascino in quello della madre, ha fatto il boom di ascolti sfiorando il 30% di share (esattamente il 29.6) e conquistando quasi 4,3 milioni di telespettatori. Un risultato inatteso nelle sue proporzioni anche dalle parti di Cologno Monzese. Prima di esultare al nuovo miracolo del santo millennial bisogna però osservare che il biopic diretto da Giacomo Campiotti non doveva affrontare una concorrenza particolarmente agguerrita: la Serie A di calcio è in pausa per la Nazionale, Che tempo che fa sul Nove non è ancora iniziato e Rai 1 proponeva un film dallo scarso appeal (che infatti si è fermato al 10.8%). Tuttavia, il responso dell’Auditel diventa particolarmente significativo se si considera che nella fascia 15-34 anni lo share è del 32.6%, cioè di tre punti superiore alla media complessiva. Restringendo il target al segmento 20-24 anni, addirittura decolla fino al 42.1% per gli uomini e al 40.8 per le donne, mentre scende considerevolmente al 24.7 per gli uomini e al 30% per le donne tra i 55 e i 64 anni. Sono dati sorprendenti perché ci si poteva aspettare che un film così conquistasse principalmente platee di un pubblico stagionato. Invece no, la storia del santo morto quindicenne nel 2006 per una leucemia fulminante e canonizzato un anno fa da Leone XIV, ha conquistato ancora di più i giovani. Evidentemente, i normali strumenti di valutazione in possesso di analisti dei media e addetti ai lavori si dimostrano inadatti a intercettare questo piccolo fenomeno di religiosità capace di travalicare i confini della comunità digitale investendo la programmazione televisiva.

Da qualche settimana, con Giganti – I protagonisti della storia di Toni Capuozzo, in onda su Rete 4, e poi con il modesto film tv di Rai 1 Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano, quella della domenica è una serata dedicata a ritratti e biografie di personalità e figure dall’alto contenuto umano e culturale. Tuttavia, il seguito ottenuto dal tv movie sul santo millennial supera di slancio e di gran lunga anche questa nuova abitudine del pubblico. Per approfondirlo, forse, più che le analisi dei critici televisivi servirebbero quelle degli antropologi e dei sociologi della religione ai quali il tema della ricerca del senso dell’esistenza che attraversa le giovani generazioni è sicuramente più prossimo.

 

La Verità, 29 settembre 2026