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A Rubio gioverebbe dare un’occhiata a Unomattina

Dare un’occhiata a questo programma farebbe bene anche a Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio. Oddio, arte… il nostro è più noto per le frescacce che spara sui social che per il suo passato da modesto rugbista e il suo presente da presuntissimo chef (che fino a prova contraria vuol dire capo). Dunque, la visione di Con le nostre forze, rubrica settimanale contenuta in Unomattina, sarebbe utile a Rubio per capire quanto poliziotti, carabinieri, agenti della finanza e militari in generale siano preparati, competenti e consapevoli delle loro responsabilità (Rai1, martedì, ore 9,10, share attorno al 20%). Gli elicotteri della Marina militare che sorvegliano i territori sopra l’Etna, per esempio, sembrano un controsenso che, in realtà, non sono, perché appartengono a unità di supporto della Protezione civile nei casi di calamità, eruzioni vulcaniche e soccorso a escursionisti in difficoltà. Che cosa fanno, invece, le imbarcazioni della Guardia di finanza della stazione navale di Civitavecchia? Effettuano controlli nel Tirreno su chi esercita attività in modo illegale, «per tutelare i cittadini e gli imprenditori che lavorano onestamente». E che cosa sono i Rac? Reparti dei carabinieri per la tutela agroalimentare che operano per la prevenzione e la repressione dei reati. Concretamente, vanno nei ristoranti e nelle trattorie a controllare la qualità dei cibi, la conservazione e la correttezza del loro percorso contabile.

In poco più di 6 minuti Roberto Poletti illustra le attività di questi nuclei operativi, accostandosi ai piloti in volo, salendo su lance o partecipando a sopralluoghi a terra, con domande immediate. Che cosa fate? A che cosa servite? Quando ha avuto paura? Una rubrica di servizio, innanzitutto. Ma che offre anche uno spaccato del fattore umano dei membri delle forze armate e militari. Spesso sono ragazzi inferiori ai trent’anni che, prima di effettuare un volo «da solista» su un caccia dell’Aeronautica militare, studiano e provano per otto o nove anni, addestrandosi con i simulatori di volo. «Magari ce ne fosse uno per la vita. Mi sarebbe piaciuto avere un simulatore da genitore, da compagno o da amico», rivela Urbano Floreani, comandante del 4º stormo di Grosseto. «Nella vita si impara dagli errori a non ripeterli. Quando siamo su questi velivoli questo tendiamo a evitarlo, perché siamo coscienti del lavoro che facciamo e perché gli errori possono essere irreparabili». Ditelo a Rubio, prima che gli scappi qualche altro post inopportuno.

La Verità, 9 ottobre 2019