«Quanti inganni nella narrazione sulla cannabis»

Il neurologo Rosario Sorrentino: «Spacciano la marijuana per droga leggera, ma gli effetti sul cervello dei ragazzi sono pesanti e causano patologie anche irreversibili, dagli attacchi di panico all'isolamento sociale. Voto Pd, ma su questi temi la destra è più avanti. Serve un lavoro di controinformazione»

«Calcio moribondo, Conte e Maldini non bastano»

Michele Criscitiello, patron di Sportitalia: «Gli uomini che vuole Malagò possono aiutare a ripartire, ma in Federazione c'è ancora poca trasparenza. L'associazione arbitri è una casta. La soluzione per la Serie A? Direttori di gara stranieri. Giovani, vivai e serie minori sono mal gestite: c'è tanto lavoro da fare»

«Riscopro il mio avo che ispirò la Lega santa»

Luca Josi racconta in un libro, il primo di una serie, Marcantonio Bragadin, il generale che rifiutò di convertirsi all'islam: «Le enclavi musulmane nelle nostre città? Il mondo vive di contaminazioni che sono virtuose se reciproche e simmetriche. La Biennale di Venezia dovrebbe ospitare anche il dissenso»

«Vile l’Unione europea che minaccia l’arte»

Massimo Cacciari: «La lettera con l'ultimatum alla Biennale per chiudere il padiglione russo è una vergogna. Buttafuoco tenga duro, se resisterà gli dirò bravo, se dovesse cedere, tenendo conto di tante pressioni non mi scandalizzerei. Non mi stupisce il silenzio degli intellettuali, hanno le loro convenienze»

«Un intellettuale non di sinistra è un’anomalia»

Andrea Minuz, autore dell'imperdibile Egemonia senza cultura: «La formula gramsciana è riconoscibile in quello che accade in Rai considerata come bottino dei vincitori e nelle facoltà universitarie dove si studia Moravia e non Giuseppe Berto. L'emblema di questo sistema è Veltroni, un uomo network»

«Certi big del No soffrono di disforia professionale»

La pm Annalisa Imparato: «In questo momento storico alcuni colleghi si percepiscono diversamente da come si percepivano anni fa. Il sistema Palamara è sempre vivo, per questo bisogna approvare la riforma, allontanando i magistrati dalle correnti e rendendo la giustizia più garantista per i cittadini»

«Il Pd sacrifica gli interessi italiani alla sua bottega»

La numero due di Fdi: «La riforma dà forza alla magistratura rendendola più libera, ma questo non è un pronunciamento sul governo. Chi vota no rischia di tenersi Giorgia e anche una giustizia più fragile. Andremo avanti con il premierato. La famiglia del bosco? Vedo un accanimento ideologico»

«Per il No al referendum una squadra di smemorati»

Giorgio Mulè: «Certi magistrati hanno scordato cosa dicevano come antidoto alla malagiustizia. L'Alta corte era nel programma Pd. Questa riforma supera l'ordinamento fascista basato su presunzione di colpevolezza e carriere unite. Dopo quello con Woodcock un confronto con Gratteri? Quando vuole...»

«La riforma mi avrebbe salvato dalla persecuzione»

L'ex senatore pd Stefano Esposito: «La mia odissea è durata sette anni si è basata su 500 intercettazioni non autorizzate. Con la separazione delle carriere l'indagine si poteva chiudere tre anni prima, invece all'udienza preliminare ho avuto la percezione che il gup facesse quello che voleva il pm»

«Voterò sì, non perdono i persecutori di mio padre»

Gaia Tortora: «Nella serie Portobello ho ritrovato lo spirito di papà, Gifuni ha studiato. È un lavoro che ridà verità alla nostra tragedia, un orrore causato da dolo. Avrei approvato la separazione delle carriere pure con un governo di sinistra. Bisognerebbe verificare i curriculum dei pm, compreso quello di Gratteri»
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