L’estranea un Oscar ce l’ha già, quello delle sciagure

Un Oscar L’estranea di Paolo Strippoli può vincerlo di sicuro, quello per il primato di sciagure famigliari concentrate in un film. Raramente si è visto un domino di sventure così tremende e gratuite in 115 minuti di pellicola. Un sortilegio nero, un incantesimo nefasto, con un accanimento di disastri da piccolo Libro di Giobbe del cinema. Eppure, il lungometraggio interpretato da Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi è stato scelto per rappresentare l’Italia nella corsa agli Academy Awards del 14 marzo 2027 nella categoria Miglior film internazionale. Per giungere alla Notte degli Oscar dovrà prima entrare nella shortlist dei 15 migliori film e poi nella cinquina delle nomination che verrà scelta il 21 gennaio. La strada è lunga, dunque. Ma intanto il regista, in America per la promozione del film, si è detto «commosso per la scelta coraggiosa» dell’Anica che arriva dopo la partecipazione alla Mostra del cinema di Venezia, dove il film è passato inosservato, e quella invece premiata dal pubblico al Festival di Toronto. «Accogliamo con grande gioia questa designazione», ha dichiarato Paolo Del Brocco di Rai Cinema, produttore insieme con Propaganda Italia, Dinamo Film, Kazak Productions e Tarantula. «È un risultato molto significativo, arrivato al termine di una selezione alla quale hanno partecipato numerosi film con percorsi autoriali e produttivi di alto livello», ha sottolineato, convinto, l’ad di Rai Cinema. In realtà, a competere con L’estranea non c’erano capolavori. Così, il Comitato di selezione (composto da Gian Carlo Brugnoni, Cristina Comencini, Federica Lucisano, Francesco Melzi D’Eril e Niccolò Vivarelli) ha scelto il film di Strippoli. Opera di genere, dicono i critici. Thriller psicologico, sottolinea la promozione. Horror senza troppi distinguo ciò che vede lo spettatore.

Jasmine Trinca è una madre accentratrice che, in una giornata di temporali si presenta, senza preavviso, nella casa della figlia (Romana Maggiora Vergano) per renderla partecipe di un segreto che riguarda la loro famiglia, composta anche dal marito (Adriano Giannini) e dal fratello (Andrea Genovese). Per evitare che i progetti di successo sulla bambina nel mondo dello spettacolo saltino per aria, in preda alla disperazione, la madre ha stretto un patto con la misteriosa donna (Valeria Bruni Tedeschi) che l’ha avvicinata nella cappella dell’ospedale. Niente amputazione della gamba della figlia, ma a pagare sarà il fratello… È l’inizio di una vertiginosa discesa agli inferi, così grottesca e involontariamente comica in certi snodi (come l’incidente tra due auto in circolazione nella sera di Italia-Francia, finale mondiale 2006) da proporsi come prova sperimentale per la tenuta nervosa del pubblico.

Non resta che rassegnarsi, lo stato del cinema italiano è questo: facile che L’estranea resti tale anche alla Notte degli Oscar.

 

La Verità, 24 settembre 2026