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Cosa penserà la signora Coriandoli del poliamore…

Che ci volete fare, non resta che allargare le braccia. Se arruoli Rosa Chemical nel cast di Ballando con le stelle lo sapevi che prima o poi poteva capitare. Anzi, che doveva capitare. Perché, con una giuria che più arcobaleno di così è difficile, forse lo hai arruolato proprio con questo scopo. Portare nella prima serata di Rai 1, la ex rete «per famiglie», il triangolo amoroso. Detto con linguaggio moderno, «il poliamore». Sabato sera, erano appena passate le 23, il simpatico Manuel Franco Rocati (così all’anagrafe), assurto a gloria nazionale baciando in bocca Fedez nel famigerato Festival di Sanremo 2023, ha tenuto una piccola lectio sull’argomento. Il rapper ha rivelato di avere alle spalle «una relazione tossica» in cui «ci tiravamo i piatti, ci urlavamo contro» per cui, facendola breve, il triangolo è la soluzione migliore. «L’amore Chemical è il poliamore in cui si sceglie di avere delle relazioni fuori dalla coppia», ha scandito serafico. «Sono convinto che una persona per tutta la vita non ci basti, è stretta la relazione monogama. Ovviamente questo è soggettivo». Basta essere sinceri con la (o il) partner: «Prendersi dei momenti in cui, di comune accordo, ci si possa concedere libertà può solo far bene alla coppia», ha insistito rivolgendosi a Erica Martinelli, la perplessa insegnante di danza che lo accompagna nelle esibizioni del reality di Milly Carlucci. Finita la clip registrata nella palestra delle prove è arrivato il tango dei due concorrenti, inevitabilmente fagocitato, al momento della votazione, dallo spot in favore del triangolo. Seduta in platea, Ema Stokholma si è offerta «per un ménage à trois» come terzo lato della coppia (che ancora non si sa se lo è), Selvaggia Lucarelli ha detto il suo apprezzamento per l’idea anche se, un po’ ipocritamente, ha rivelato di non esser capace di «parlarne a voce alta». L’argomento è diventato virale sui social, ma in fondo lo stupore è minimo. Questa è la Rai, questa è la presunta TeleMeloni. Nella quale, nella rete principale e nell’orario di massimo ascolto, la giuria di un varietà popolare è composta per due quinti da componenti omosessuali, senza contare l’osservatore esterno, anche lui gay (sarà per questo che Ivan Zazzaroni, l’unico uomo eterosessuale della compagnia, sta in piedi anziché seduto?). Tuttavia, nessuna meraviglia per l’exploit di sabato. Già c’erano stati degli assaggi, potremmo chiamarli preliminari, quando Chemical aveva parlato del feticismo per i piedi. Poi la relazione tossica, infine quella poliamorosa. Chissà che cosa ne pensa la signora Coriandoli…

 

La Verità, 18 novembre 2025

Ballando con la D’Urso fra commedia e realtà

Che farà e dirà Barbara D’Urso dopo un anno e mezzo di esilio dalla tv? Sapientemente dosata e centellinata in tutta la serata, ricompare su Rai 1, a Ballando con le stelle, programma rivale di Tu sì que vales di Maria De Filippi, sorprendentemente battuto otto giorni fa (ma sabato si è preso la rivincita per un punto di share: 25,4 a 24,4 per cento di share). Già nella prima pillola la desaparecida si toglie un sassolone dalle décolleté: adesso che sono fuori dalla tv, in tv è sparito il trash. Il secondo ciottolo spunta quando, parlando dell’attrazione per la danza, dichiara che il sabato guarda Ballando, «dico davvero», una scuola, una seduzione. Si vedono le foto di lei in tutù alle lezioni, accompagnata dalla mamma fino alla sua prematura scomparsa e, con questa, addio pure alla danza. Il vero macigno rotola prima dell’esibizione da ballerina per una notte: dopo anni di armonia nella coppia, la rottura per decisione unilaterale infrange il sodalizio di successo (polemiche e infortuni). Il bersaglio mai nominato è Pier Silvio Berlusconi.
Ma a Ballando con le stelle si balla e la moglie ripudiata se la cava a passo di salsa e bachata, prima dell’atteso confronto con l’acerrima Selvaggia Lucarelli, celata dietro il suo stesso cartonato. Tra rivelazioni annunciate, messaggi trasversali e silenzi ammiccanti lei è la Maria Teresa Boccia dello show. Che continui a ballare e smetta di presentare. Ma la vittima si ribella e butta lì che prima o poi tornerà. Essendo anche commedia, nel reality di Milly Carlucci molto si recita e non solo dalle parti della giuria. Lucarelli è la strega cattiva, Guglielmo Mariotto e Fabio Canino sono i cicisbei di corte, Carolyn Smith la preside(nte), Ivan Zazzaroni interpreta sé stesso riccioli compresi, Alberto Matano in versione Village People. Tra i concorrenti, Luca Barbareschi è un agnellino languido, Sonia Bruganelli l’antipatica di professione. Nella commedia, quella più nella parte è la ribelle al ruolo di capro espiatorio. Si vede che l’ha studiata parecchio. Nella realtà, la cessazione del rapporto con Mediaset è il primo atto di emancipazione di Pier Silvio dal padre. Altri ne sono seguiti.

Post scriptum Intervistato dal Corriere della Sera, Fabio Fazio ammette e omette. Ammette, finalmente, che il meglio del suo programma è il Tavolo, «vero jazz televisivo», omaggio ad Arbore. Omette, tra le persone con cui ha lavorato, il nome di Carlo Freccero, savonese anch’egli, cui deve Quelli che il calcio e Anima mia; e, tra coloro che non gli «hanno rinnovato il contratto», il nome di Carlo Fuortes. Scherzi della memoria.

 

La Verità, 7 ottobre 2024

«Adesso sto buona buona, ma vedrete cosa oserò…»

Tango e politica, talent e talk, Ballando con le stelle e Cartabianca. Sempre spericolata, Iva Zanicchi fa discutere di qua e di là. Soprattutto nel talent ballerino di Rai 1. La scorsa settimana prima ha bonariamente rimproverato Samuel Peron, il suo partner, per averle rovinato il finale del boogie-woogie; poi, raccontando una barzelletta sconcia, ha finito per gelare lo studio. Prezzi che si pagano alla spontaneità. Ma l’Aquila di Ligonchio, concerti nei teatri di mezzo mondo, vincitrice di tre Festival di Sanremo, attrice, presentatrice e opinionista tv, già europarlamentare di Forza Italia, tira un bel respiro e riparte, «ma tenendo di più i remi in barca», promette.

Signora Zanicchi, lo sa che le interviste sono come il ballo?

«Non lo sapevo, perché durano poco e sono divertenti?».

Perché ci sono interviste valzer e interviste rock’n’roll.

«Ci sono anche le interviste marcia funebre?» (ride).

Speriamo di no. Stasera su che ballo si cimenterà?

«Affrontiamo il foxtrot, un ballo americano che mi piace molto e va anche nelle balere italiane. È una danza elegante, indosserò un bell’abito da sera come le ballerine vere. Spero che vada tutto bene e di non fare la pagliaccia, come al solito».

Accettando l’invito di Milly Carlucci sapeva di rischiare e di mettersi alla prova?

«L’ho preso come un gioco da fare seriamente».

Le ho visto eseguire il casqué nel tango argentino e il ponte nel boogie-woogie: come fa alla sua tenera età?

«La settimana scorsa dopo che ho fatto il ponte ho ricevuto una marea di telefonate. Erano tutti stupiti per i miei 82 anni, l’età l’ho sempre sbandierata… Da ragazza facevo ginnastica e sport, perciò il corpo è ancora abbastanza flessibile, non ho avuto neanche mal di schiena. Vedrà questa sera cosa oserò…».

Quanto si allena?

«Questa è la disperazione di Samuel. Però lui che è un ragazzo intelligente capisce che non posso allenarmi sei o sette ore al giorno come i più giovani. “Fai un po’ di cyclette”, mi dice. Io gli dico di sì ma poi non la faccio. Gli attrezzi mi annoiano, a me piace camminare, ma dove vado da sola per Roma? Mi alleno un’ora al giorno e va bene così».

Come diceva quella canzoncina: di belli come noi la mamma non ne fa più…

«S’è rotta la macchinetta…».

Invidia qualcosa ai giovani di oggi?

«Quello che io non ho mai avuto, la leggerezza, un certo menefreghismo. Hanno la sfrontatezza di voler arrivare a una metà senza soffrire. Noi facevamo la gavetta, ci hanno insegnato a lavorare e studiare per anni… Oggi partecipano a un talent e dopo sei mesi sono in tour negli stadi o a Sanremo. Magari subito dopo spariscono».

Hanno vita troppo facile?

«Sicuramente. Non dico che ai miei tempi si considerasse necessaria la sofferenza, ma un certo spirito di sacrificio sì. Una meta te la devi sudare… Oggi è tutto più facile, si va a studiare all’estero, una cosa che negli anni Sessanta e Settanta era impossibile. Anche se essendoci tanta concorrenza ci vuole molto impegno».

Da ragazza andava a ballare?

«Qualche volta in agosto, alle sagre. Mentre papà era negato, mia mamma adorava il ballo e ci insegnava il liscio nell’aia di casa».

Invece alle sagre ballava i lenti e il rock’n’roll?

«Il rock no. La mazurka, il valzer, il tango romagnolo, non quello argentino. Sono arrivata fino al twist».

Niente rave party?

«Per l’amor di Dio».

Con chi va più d’accordo del cast?

«Ho un bellissimo rapporto con tutti, anche con le donne… Paola Barale la conosco da quando era ragazza. Mughini è molto dolce, diverso da come lo immaginavo».

Discutete mai di politica?

«Mai, né dietro le quinte né in camerino. La politica è bandita».

Neanche un commento sulle elezioni?

«Ballando è iniziato dopo, prima ci vedevamo solo per le prove. Lasciamo fuori tutto, siamo concentrati sulla preparazione e su quello che dobbiamo fare. Anche nelle pause non si parla di cose  extra ballo».

E con gli autori va d’accordo?

«Ho un autore che mi segue, un ragazzo dolcissimo che mi fa le interviste prima delle esibizioni. C’è un rapporto come tra mamma e figlio. È affettuoso, io lavoro bene solo se ho attorno persone carine, è un mio punto debole».

Ogni tanto la rimproverano?

«No, perché sono abbastanza autocritica. Nella prima puntata ho fatto una piccola scivolata (una parolaccia sfuggita, rivolta a Selvaggia Lucarelli ndr), nell’ultima ho raccontato una barzelletta un po’ piccante. Adesso devo stare buona buona» (sussurrando).

Quindi, un po’ le hanno tirato le orecchie.

«Mi sgrida molto Samuel. Dice che la butto in caciara perché quando sbaglio un passo, un movimento, rido. È il mio modo di scaricare la tensione, cosa devo fare, mettermi a piangere? Comunque, ci vogliamo bene, c’è un affetto straordinario…».

Con Milly Carlucci che rapporto ha?

«Ottimo. Non la conoscevo bene, ed è una sorpresa unica, non so come faccia. Tutti i santi giorni è la prima ad arrivare e l’ultima ad andare via. È una macchina da guerra, un po’ com’era Raffaella Carrà, persino di più, oserei dire. Segue tutto, dalla musica alle interviste, dalle prove ai costumi».

Una grande professionista.

«Anche di più, una grande manager. Io non potrei mai…».

È vero che le ha chiesto di fare la giurata del Cantante mascherato in primavera su Rai 1?

«Ma… sì, è vero. Me l’ha proposto, è stata molto carina. Vedremo, manca ancora un po’».

Ha più feeling con Samuel Peron a Ballando o con Mauro Corona a Cartabianca?

«Vorrei rispondere Corona, ma non è così. Ne ho di più con Samuel anche se Corona mi diverte. Quando vado a Cartabianca mi sincero che ci sia anche lui perché è intelligente e mi diverte».

È un irregolare come lei?

«Un po’ mi somiglia. L’ultima volta ho promesso che andrò a trovarlo e faremo una diretta con “Bianchina” dalla sua casa di montagna».

Andate d’accordo perché siete entrambi montanari?

«Oddio, forse un po’. Ma non solo quello. Lui si presenta come un vecchio pastore, ma è un uomo colto, ironico e dissacratore. In questo ci somigliamo, ma lui è più dissacratore di me».

Entrambi simpatizzate per Giorgia Meloni?

«Non conosco il pensiero di Corona, io sicuramente sì. L’ho sempre ammirata e tifo per lei. La seguo da anni e quando ho avuto degli incontri casuali sono stati sempre cordiali».

Che cosa la convince della Meloni?

«È coraggiosa, capace e coerente. La coerenza gliela riconoscono tutti».

Se dovesse darle un consiglio non richiesto cosa le direbbe?

«Posso augurarle buon lavoro, che altro? Spero non si scoraggi perché incontrerà molti ostacoli e molte difficoltà a governare, con tanti oppositori che ci sono».

Questi primi 15 giorni non sono filati proprio lisci.

«Credo che abbia la capacità di governare questo Paese. Noi italiani siamo meravigliosi, amiamo il bello, l’arte e il buon vivere. Ma spesso non ci piacciono le persone di successo, siamo un po’ invidiosi. Le opposizioni fanno il loro lavoro e con tutti i problemi che ci sono nel mondo, in Italia ce ne sono anche di più… Non sarà facile. Ma dico: se la gente le ha dato fiducia, lasciamola lavorare».

Secondo lei Berlusconi resisterà nel ruolo di padre nobile un po’ defilato o cercherà di riprendersi la scena?

«Direi che la scena non l’ha mai persa: pur non avendo vinto le elezioni è sempre in primo piano. Ma dato che è molto intelligente, e che gli voglio bene, sono sicura che sarà capace di ragionare senza ascoltare nessuno. E, nonostante non sia il premier, sarà pronto a collaborare con lei. Lui rimarrà sempre Berlusconi, però le elezioni le ha vinte lei».

Chi è stata la più grande cantante italiana fra lei, Ornella Vanoni, Mina e Milva?

«Guardi, tutti dicono Mina e può essere giusto. Anche perché ha avuto tante occasioni che le altre non hanno avuto. Per 15 anni era in televisione tutti i sabati sera. Però effettivamente è la più brava, ha grande musicalità, praticamente è una jazzista, con una voce molto duttile. Lo scettro è suo, ma non dimentichiamo le altre».

Ornella Vanoni?

«È una grande interprete, che muove i sentimenti. Se Mina è capace di grandi virtuosismi, la Vanoni tocca il cuore. Quando canta Mi sono innamorata di te ti arriva dentro».

Milva?

«Anche lei era una grandissima interprete. Possedeva una voce scura, profonda, diversa da quella di Mina. Poteva cimentarsi in generi preclusi alle altre, il tango argentino con Astor Piazzola, il repertorio di Kurt Weill».

E Iva Zanicchi?

«Io racchiudo le qualità di tutte e tre» (sonora risata).

Qualche volta l’ho sentita un po’ tagliente nei confronti di Mina…

«Lo so, con questa boccaccia… Mina ha la stessa mia età, ma io ho iniziato cinque o sei anni dopo. Lei si era già affermata con le prime canzoni, Una zebra a pois, Prendi una matita… Era dirompente, prima di lei le cantanti non parlavano in televisione. Adesso, quando mi capita di riascoltarla, la ammiro più di allora».

Invece tra le cantanti giovani chi le piace?

«Le giovanissime le conosco poco, conosco più quelle di mezzo. Giorgia, potrebbe essere la Mina di questa generazione, ha una grande estensione vocale. Laura Pausini è famosa in mezzo mondo, quindi chapeau, è una grande manager di sé stessa. Emma Marrone ha grinta e grande determinazione sul palco. Arisa è un’altra grandissima voce, Elisa è una brava interprete e anche cantautrice, è molto completa».

L’anno scorso è andata a Sanremo, quest’anno dopo Ballando e oltre a Cartabianca ha altri progetti?

«Ne ho uno, a parte il Cantante mascherato. Lo sto proponendo e mi auguro si possa realizzare. Il titolo è Vacche grasse».

Un titolo ottimista.

«Esatto, dopo le sette vacche magre… Ho un mito televisivo che si chiama Renzo Arbore e non mi vergogno a dire che m’ispiro a lui. Basta così, non posso dire altro».

Intanto, questa sera niente barzellette?

«Vediamo, sa come succede: quando finisco di ballare il pubblico in sala comincia a tifare. Si figuri se mi faccio pregare. Però, d’ora in poi, solo barzellette risciacquate nell’Arno».

 

La Verità, 5 novembre 2022