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Mentana, polveriera La7, repliche e controrepliche

Adesso La7 è una polveriera. Una rete molto articolata, frazionata in cordate. Adesso, dopo l’intervista di Enrico Mentana al Fatto quotidiano di domenica scorsa. Adesso, dopo che il premier ha intimato ai fedelissimi di non andare ospiti di quei tre, Giovanni Floris, Lilli Gruber e Corrado Formigli finiti nella lista di proscrizione. Di solito, in questi casi, si fa squadra. Uniti e compatti, giornalisti ed editore da una parte, potere politico dall’altra. Non era mai accaduto prima, a La7, che un volto pur molto rappresentativo, il direttore del tg, criticasse i colleghi, conduttori di talk e programmi di approfondimento della stessa rete. Invece, sopra il carico da 90 di Renzi, Mentana ha aggiunto il suo: «Renzi ce l’ha con La7 e un po’ ha ragione: troppi fan del No».

Alcuni volti dei talk show di La7. Nell'intervista al «Fatto quotidiano» Enrico Mentana ha definito «ingombranti» alcuni di loro

I volti di La7. Nell’intervista al «Fatto» Enrico Mentana ha definito «ingombranti» alcuni di loro

Nessuno lo ammetterà mai, ma non tira una bella aria nelle redazioni della rete di Urbano Cairo. «Io non credo ci sia un veto nei confronti di Piazza pulita», sostiene Formigli. Come no? All’ultima puntata doveva venire Simona Bonafè… «Sì, e ha disdetto senza motivare. Tuttavia, mi auguro che tutto torni normale. Stiamo facendo le riunioni per giovedì, non abbiamo ancora deciso, ma rinnoveremo gli inviti. Renzi è invitato fin dalla conferenza stampa. Può venire sempre, visto che manca da molto tempo nei nostri studi. Tuttavia, non voglio farmi ammorbare da queste polemiche e dal referendum. Gli italiani hanno altri problemi prima dell’abolizione del Senato. Noi facciamo il nostro lavoro giornalistico, il programma è in crescita (media del 5,23 per cento ndr). Detto questo e premesso che non credo al veto, se ci fosse andrebbe spiegato. Ai telespettatori, prima che a me. Sarebbe antipatico se restasse sotterraneo». Chissà.

Nell’intervista di domenica Mentana non ha saputo dire se il rapporto tra il premier e La7 sia «rovinato o compromesso, di sicuro il presidente del Consiglio, martedì scorso, ha visto la trasmissione di Floris e non c’è stata una corrispondenza d’amorosi sensi». Poi ha aggiunto, tentando di «illustrare le ragioni del premier. Perché siamo arrivati sull’orlo dell’incidente di frontiera? Per la vera asimmetria di questa battaglia, che non sta tanto nell’eterogeneo fronte del No… ma nel ruolo attivo di molti nostri colleghi: pienamente legittimo, e però ingombrante».

Urbano Cairo, editore di La7 e ad di Rcs che pubblica «Il Corriere della Sera»

Urbano Cairo, editore di La7 e ad di Rcs che pubblica «Il Corriere della Sera»

Boom e bocche cucite. Anche Formigli, giustamente ciarliero nel raccontare il buon andamento del suo programma, richiesto di un commento sull’intervista del direttore del tg si trincerà dietro il «no comment. Non sono abituato a commentare le interviste dei colleghi. Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero». E ci mancherebbe. Però, una volta chiamati in causa… «Non mi sento chiamato in causa», chiude Formigli. Anche dalle parti di DiMartedì, forse il più «ingombrante» dei talk, finito nell’occhio della fatwa renziana e, pure, in crescita di ascolti (media stagionale del 6,46 per cento), vige la consegna del silenzio. Quanto a ingombri non scherza nemmeno Otto e mezzo di Lilli Gruber (6,66 per cento medio, in crescita). Anche perché ultimamente si è venuta evidenziando una certa rivalità tra il direttore del tg (media stabile al 6,02 per cento) e la conduttrice del talk che lo segue. Un salutare duello tra giornalisti, tutto interno alla campagna referendaria, di cui si avvantaggiano i telespettatori, oltre che l’editore. Una quindicina di giorni fa Lilli Gruber è stata la prima ad allestire il faccia a faccia al fulmicotone tra Renzi e Marco Travaglio. Qualche giorno dopo Mentana ha proposto il gran confronto tra Renzi e Gustavo Zagrebelsky con notevole successo di ascolti (8,04 per cento). Venerdì scorso, invece, con la complicità indiretta di Matteo Salvini che ha a lungo stuzzicato Maria Elena Boschi sui social network, Lilli è riuscita a mettere uno di fronte all’altra il segretario della Lega e il ministro per le Riforme costituzionali. Dando in un sol colpo un «buco» al boicottaggio appena inaugurato e a Mentana. Il quale, a quel punto, ha sapientemente rinunciato al suo Si o No?.

Tutto bene, dunque? Sì, se non fosse stato per quell’ultima, inusuale, intervista al Fatto quotidiano. Piuttosto strano che un giornalista autorevole come Mentana senta l’urgenza di «illustrare le ragioni del premier». Certamente, l’avrà fatto prima di tutto per il bene di La7. Ma forse anche per il suo, pensa qualche maligno. Chissà che cosa succederà in Rai dal 5 dicembre, se Renzi dovesse vincere il referendum…

 

La Verità, 11 ottobre 2016

 

Nel corso della giornata il sito Dagospia ha ripubblicato questo articolo uscito sulla Verità. Ma un’ora più tardi Enrico Mentana ha mandato una precisazione, prendendo le distanze dalla titolazione del Fatto quotidiano. In risposta, Dagospia ha ripubblicato alcuni brani dell’intervista consentendo di confrontare il tenore della stessa con la titolazione. Che, anche a mio avviso, nella necessaria sintesi, è rispettosa del pensiero espresso dall’intervistato.

 

 

 

 

 

De Angelis studia da Travaglio a Piazzapulita

Il tono è quello aggressivo-inflessibile del “giornalista scomodo”, figura mitica dei talk show di tendenza. Si sa, i programmi di approfondimento hanno ruoli definiti come le commedie. Alessandro De Angelis, firma politica dell’Huffington Post, è ospite fisso di Piazzapulita di Corrado Formigli su La7. Qualche settimana fa assurse agli onori della rissa verbale con Gianni Alemanno (“Nei suoi interventi manca la parola scusa ai romani. Lei o è complice o è incapace”. “Io ho commesso degli errori e mi scuso con i romani, ma per un anno mi hanno dato del mafioso sui giornali e nessuno si è scusato con me”), ieri ha ricostruito il conflitto d’interessi di Maria Elena Boschi e della sua famiglia come una Spectre etrusca. Il piglio vuol essere quello del castigatore alla Marco Travaglio. Forse più dentro le cose della politica e gli spifferi del Transatlantico, ma meno proiettato sul fronte della giustizia. Soprattutto, meno abrasivo del direttore del Fatto quotidiano.

Che cosa farà Simona Ventura Simona Ventura qua, Simona Ventura là. Che farà Simona Ventura? L’inviata all’Isola dei Famosi. No, la concorrente del reality. Oppure ballerà per Milly Carlucci su Raiuno, tanto più se dovesse esserci tra i concorrenti anche Stefano Bettarini, reduce dalla rottura con Ilenia Iacono. Chi riavvicina nello stesso programma l’ex coppia d’oro del fossip fa il colpo. Ma l’ipotesi di Ballando con le stelle sembra quella più praticabile. Dopo le critiche alla conduzione di Alessia Marcuzzi e altre varie punture dirette verso il mondo Mediaset, per Supersimo non tira una gran aria a Cologno. Dove invece si sente parlare di Pamela Prati e dello stesso Bettarini come due probabili naufraghi.

Floris chiude in sorpasso Aveva una lista di ospiti lunga come le convocazioni della Nazionale, Giovanni Floris per l’ultima puntata dell’anno di diMartedì (da Maurizio Landini a Lorena Bianchetti, da Maurizio Belpietro a Paola Marella oltre a Enrico Letta e padre Enzo Bianchi) e così accompagnato ce l’ha fatta a chiudere la stagione con il sorpasso su Ballarò: 6,75 per cento contro il 5,86 del programma di Massimo Giannini. Il bilancio complessivo di quest’autunno è 8 vittorie per Ballarò contro 6 di diMartedì che, però, porta la media stagionale al 5,31 per cento, +21 rispetto allo stesso periodo del 2014.

Che fine fanno l’amica di Gubitosi e il marito della Lorenzin? Le nomine sono rinviate a gennaio (prossimo consiglio d’amministrazione il 13/1), ma qualcosa si muove lo stesso in Rai. Qualche giorno fa, oltre ad approvare il budget finanziario per il 2016, a nominare capo della nuova divisione security Genseric Cantournet, ex capitano della gendarmeria francese, il Cda di Viale Mazzini ha deciso la creazione di un’unica macroarea “Comunicazione, Relazioni Esterne, Istituzionali e Internazionali”, nata dalla fusione delle “Comunicazione e Relazioni Esterne” e “Relazioni Istituzionali ed Internazionali”. Il responsabile non dovrebbe essere una figura giornalistica, ma di marketing. Che fine faranno Costanza Esclapon, voluta in Rai e più volte promossa da Gubitosi, e Alessandro Picardi, marito di Beatrice Lorenzin, direttori delle due strutture accorpate?

Buffa & Tranquillo: the reunion Il popolo dei social è già in subbuglio. Del resto, quando Federico Buffa abbandonò le telecronache della Nba si scatenò una rivolta. Ora che si vocifera della reunion con Falvio Tranquillo per il giorno di Natale, il tam tam è ripartito. Dopo oltre due anni dall’ultima telecronaca la coppia si riforma per We Love This Game, racconto di un’amicizia cresciuta a bordo parquet che diventa un viaggio lungo tre decenni fatto di storie di basket americano e dei suoi campioni. In onda il 25 alle 21 su Sky Sport 1 HD. Chissà se resterà uno speciale una tantum.