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Scotti batte subito De Martino, sarà gara lunga

C’è partita, c’è match, direbbero i commentatori sportivi. Al di là dei comunicati e dei complicati calcoli di share e ascolto medio, tra La Ruota della fortuna e la versione rinnovata di Affari tuoi la gara è all’ultimo telespettatore. Innanzitutto, i dati: nella sovrapposizione tra i due game show (dalle 20,49 alle 21,25 di lunedì) l’ha spuntata di un soffio il programma di Rai 1: 4.210.000 spettatori e il 22,35% di share per Stefano De Martino, 4.120.000 ascoltatori e il 21,87% per Gerry Scotti. Nel conteggio complessivo dei due programmi, invece, ha vinto di poco l’access di Canale 5: 4.514.000 persone e il 24,17% di share contro 4.222.000 telespettatori e il 22,6% del gioco in onda sull’ammiraglia Rai. La notizia c’è tutta: l’anno scorso Affari tuoi distaccava la concorrenza anche di 15 punti di share. Ora i rivali si sorpassano e controsorpassano. È una sfida senza esclusione di colpi se è vero che, rispetto alle medie di un anno fa, Affari tuoi ha perso quasi 10 punti di share, mentre La Ruota della fortuna ne ha ceduti 5 in rapporto alla settimana scorsa. Certamente, è presto, anzi, prestissimo per trarre conclusioni. La stagione è appena iniziata. Ma la sensazione è che il tormentone sull’access primetime ci accompagnerà a lungo. Intanto, perché il suo andamento può influire sugli ascolti della prima serata. E poi perché può accelerare o rallentare il ritorno in onda di Striscia la notizia, la cui ripresa è prevista per il mese di novembre.

Se, nel frattempo, si vuole azzardare una riflessione, certamente parziale, è il caso di dire che il primo risultato sembra dar ragione alla strategia attuata da Mediaset: lavorare tutta l’estate con un quiz in diretta, rodando il format – un gioco con una minima ambizione enigmistica tra i più longevi della televisione mondiale – e creando fidelizzazione del pubblico ai tormentoni di Gerry Scotti e alla presenza di Samira Lui. De Martino era atteso al varco dopo un paio di mesi di assenza. Una parte di pubblico si è accontentato di Techetechetè, un’altra parte si è dispersa, coagulandosi su Canale 5. Al ritorno, preparato da molti spot promozionali, il format è stato rinfrescato, con uno studio loft e la presenza evocata dall’ufficio del misterioso «Dottore». Il cui potere, però, sembra lievemente ridimensionato dal fatto che ignora il contenuto del pacco nero. Lo scopo è accrescere ulteriormente la suspence del gioco. Basterà a rendere più attrattivo l’one man show con De Martino rispetto al gioco di squadra di Scotti, Samira e della band di Canale 5?

 

La Verità, 4 settembre 2025

Il doppio gioco innescato dalla Ruota della fortuna

Usando l’estate per testare La ruota della fortuna, Mediaset ha creato una situazione da doppio gioco. Nella più classica formula di controprogrammazione, ha piazzato un quiz contro un altro quiz, un gioco contro un altro gioco. Una gara fra gemelli diversi, un confronto di specchi, ancora indiretto perché adesso Affari tuoi è in vacanza, che innesca il divertimento per i telespettatori con una sorta di «trova le differenze» da Settimana enigmistica. Gerry Scotti userà i mesi estivi («per andare in vacanza c’è sempre tempo») per mettere a punto la macchina del programma, creare familiarità nel pubblico con le diverse prove del gioco, e arrivare ben rodato alla sfida con il game di Stefano De Martino, forte delle sue medie del 30% di share, quasi un castello inattaccabile. Non a caso Gerry ha detto che, quando arriverà il momento, si accontenterà del 17-18%.

Il game show di Canale 5, importato nel 1989 da Mike Bongiorno dall’originale americano (Wheel of fortune), è proposto ora in versione deluxe, con una band per la sigla e gli intermezzi, la scalinata e Samira Lui, la sinuosa valletta strappata alla Rai e ribattezzata da Gerry «Nostra signora del tabellone» (tutte le sere, media oltre il 25% con più di 4 milioni di telespettatori). A differenza dell’one man show di Rai 1 che galvanizza il pubblico in studio e fa crescere il pathos fino all’apertura dell’ultimo pacco, qui si amministra uno show collettivo, costruito con l’apporto di diverse presenze nello studio. Sia il format che il conduttore sono brand gloriosi, provati da mille battaglie e hai visto mai che riescano a dimostrarsi performanti una volta ancora? Gerry Scotti ricorre spesso al dialetto milanese («ocio che arriva»; «daghe un basin») provando a creare tormentoni che strizzino l’occhio al pubblico settentrionale, anche in vista di una futura suddivisione dei target. E sottolinea la partecipazione di un concorrente appena diciottenne («A me fa particolarmente piacere che siano i ragazzi giovani a chiedere di venire a giocare con noi alla Ruota della fortuna») per mostrarsi competitivo con il conduttore concorrente più giovane e per smentire l’idea che il quiz sia un genere prediletto dal pubblico stagionato. Tuttavia, la differenza più significativa riguarda proprio il contenuto del gioco. Per mostrare che i pacchi sono «un giochino vicino all’azzardo», «un meccanismo privo di meccanismo», cos’è più efficace di mettergli a confronto un game con qualche piccola ambizione enigmistica?

 

La Verità, 26 luglio 2025

Con Marco e Selvaggia il quiz può dare alla testa

Sarà stato il caldo, la voglia di fuggire dalla bolla politica o, più volgarmente, i danè, come si dice in milanese, forse scopriremo alla fine la causa di questo nuovo e nefasto cimento televisivo di Marco Travaglio, accoppiato a Selvaggia Lucarelli. Al di là della motivazione, meteorologica, psico-professionale o economica – scarterei realisticamente la terza – da venerdì possiamo deliziarci con Cartacanta – Il quiz, programmino di una quarantina di minuti nella seconda serata di Nove, per ora depositario del trascurabile share del 2,5% (250.000 telespettatori). Dire a quale genere appartenga suddetto, scanzonato, programmino è compito arduo essendo lo stesso un frullato di linguaggi, fiction, varietà, informazione… Cominciando dal primo, la finzione è palese nel fatto che i due giornalisti si danno del lei, malcelando la familiarità insita nella lunga colleganza al Fatto quotidiano e tracimante nelle frequenti allusioni private durante le quali scappa puntualmente il «tu». I due si dividono i compiti di presentatore, Travaglio in piedi dietro un leggio, e di «notaia», Lucarelli seduta a una monumentale scrivania. Il quiz ammannito ai due malcapitati concorrenti, bersaglio del sarcasmo del conduttore, si compone di nove quesiti sull’attualità che richiedono risposte da individuare tra quelle proposte dagli autori. Un giochino enigmistico senza pretese, ma con il prevedibile compito di schizzare un po’ di veleno contro la casta e sbertucciare tra il serio e il faceto qualche presunto avversario del travaglismo. Quando gli argomenti latitano, si colma la lacuna con domande sulle fulgide biografie di Marco e Selvaggia. Davvero.

Ritto e legnosissimo, Travaglio mikebongiorneggia volutamente alzando il braccio destro mentre allunga le vocali («Cartacantaaaa», «Risposta sbagliataaaa», «Ahiahi, mi è caduto sul…»), legge flemmaticamente le domande e altrettanto flemmaticamente si muove nello studio vintage, dispensando il suo narcisismo dal turibolo dell’ego. La prima e l’ultima a restarne inebriata è la «notaia», a sua volta complice e destinataria degli ammiccamenti a sfondo erotico del compare e forse coinvolta proprio per stimolarne i lambiccamenti.

Chi l’abbia fatto fare ai due rimane comunque l’unica domanda irrisolvibile del prescindibilissimo quiz. Esclusa la motivazione economica, si può ipotizzarne la causa nel bisogno di una vacanza dai talk dell’estate post-draghiana. O, più probabilmente, nel caldo. Che, com’è noto, quand’è eccessivo, può dare alla testa.

 

La Verità, 24 luglio 2022

Enrico Papi e l’evoluzione del game show

È iniziato lunedì scorso il nuovo quiz di Tv8 condotto da Enrico Papi nell’orario di accesso alla prima serata. S’intitola Guess my age – Indovina l’età ed è l’adattamento di Magnolia di un format di Vivendi Entertainment già in onda in Francia, Germania, Austria e Ungheria. Il gioco è particolarmente semplice: i concorrenti che agiscono in coppia (moglie e marito, padre e figlio, due colleghi) devono difendere un patrimonio di partenza di 100.000 euro che si assottiglia progressivamente per gli errori nell’attribuzione dell’età corretta a sette persone sconosciute (lunedì-venerdì, ore 20.30, share del 2.5%). Più lo scarto tra l’età reale e quella percepita è ampio e più la dotazione si sgretola. I concorrenti sono aiutati da sei indizi: una canzone, un vip, un fatto di cronaca o un avvenimento del mondo dello spettacolo coevi del personaggio ignoto; un ricordo dello stesso e, infine, la possibilità di vederlo a distanza ravvicinata. Nella prova finale i concorrenti hanno a disposizione quattro risposte e altrettanti indizi per centrare l’età di un personaggio più enigmatico: ad ogni errore il montepremi si dimezza fino ad azzerarsi. Le abilità dei concorrenti consistono nelle capacità fisiognomiche, nella gestione degli indizi e in un minimo di calcolo mentale. Il pregio del nuovo game è proprio nella semplicità del percorso nel quale, a differenza dei Soliti ignoti di cui è un derivato, anche la suspense ha un tono scanzonato. In cerca di rilancio dopo l’uscita da Mediaset, Papi si mostra a proprio agio in questo format che consolida l’evoluzione del genere: oltre il semplice azzardo (Affari tuoi) e oltre l’enigmistica (Reazione a catena), ora al centro c’è l’identità della persona, indagata con l’aiuto della cultura dell’immagine (I soliti ignoti e, appunto, Indovina l’età).

 

La Verità, 30 agosto 2017