Il doppio gioco innescato dalla Ruota della fortuna
Usando l’estate per testare La ruota della fortuna, Mediaset ha creato una situazione da doppio gioco. Nella più classica formula di controprogrammazione, ha piazzato un quiz contro un altro quiz, un gioco contro un altro gioco. Una gara fra gemelli diversi, un confronto di specchi, ancora indiretto perché adesso Affari tuoi è in vacanza, che innesca il divertimento per i telespettatori con una sorta di «trova le differenze» da Settimana enigmistica. Gerry Scotti userà i mesi estivi («per andare in vacanza c’è sempre tempo») per mettere a punto la macchina del programma, creare familiarità nel pubblico con le diverse prove del gioco, e arrivare ben rodato alla sfida con il game di Stefano De Martino, forte delle sue medie del 30% di share, quasi un castello inattaccabile. Non a caso Gerry ha detto che, quando arriverà il momento, si accontenterà del 17-18%.
Il game show di Canale 5, importato nel 1989 da Mike Bongiorno dall’originale americano (Wheel of fortune), è proposto ora in versione deluxe, con una band per la sigla e gli intermezzi, la scalinata e Samira Lui, la sinuosa valletta strappata alla Rai e ribattezzata da Gerry «Nostra signora del tabellone» (tutte le sere, media oltre il 25% con più di 4 milioni di telespettatori). A differenza dell’one man show di Rai 1 che galvanizza il pubblico in studio e fa crescere il pathos fino all’apertura dell’ultimo pacco, qui si amministra uno show collettivo, costruito con l’apporto di diverse presenze nello studio. Sia il format che il conduttore sono brand gloriosi, provati da mille battaglie e hai visto mai che riescano a dimostrarsi performanti una volta ancora? Gerry Scotti ricorre spesso al dialetto milanese («ocio che arriva»; «daghe un basin») provando a creare tormentoni che strizzino l’occhio al pubblico settentrionale, anche in vista di una futura suddivisione dei target. E sottolinea la partecipazione di un concorrente appena diciottenne («A me fa particolarmente piacere che siano i ragazzi giovani a chiedere di venire a giocare con noi alla Ruota della fortuna») per mostrarsi competitivo con il conduttore concorrente più giovane e per smentire l’idea che il quiz sia un genere prediletto dal pubblico stagionato. Tuttavia, la differenza più significativa riguarda proprio il contenuto del gioco. Per mostrare che i pacchi sono «un giochino vicino all’azzardo», «un meccanismo privo di meccanismo», cos’è più efficace di mettergli a confronto un game con qualche piccola ambizione enigmistica?
La Verità, 26 luglio 2025









