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Sky Tg24 striglia Google sui video jihadisti

«Basterebbe che le società più grandi e più ricche del pianeta schiacciassero un tasto». Si conclude così la seconda puntata dell’inchiesta condotta da Sky Tg24 contro la pigrizia dei giganti del Web nei confronti dei video di propaganda dell’Isis visibili in rete. La denuncia è stata inaugurata da un editoriale del direttore Sarah Varetto che ha introdotto un lungo e documentato servizio nel quale si mostrava con quale facilità si possono visualizzare su Youtube filmati di esecuzioni di innocenti, di minacce e di campi di addestramento al terrorismo di minori, che si concludono con l’invito a cliccare like. «Una delle ribalte più note e controllabili del pianeta offre ampia visibilità alla propaganda dell’Isis», ha denunciato il direttore del canale all news di Sky. «Google, la seconda società più grande del mondo (proprietaria di Youtube), non è in grado di controllare e rimuovere con efficacia questi video dal contenuto realmente raccapricciante».

I filmati rimangono visibili mesi e anni, raggiungendo centinaia di migliaia di visualizzazioni. Mentre si proclama pronta ai controlli e alla rimozione dei contenuti inneggianti alla violenza e al terrorismo, nei fatti Youtube prevede che il vaglio per l’eventuale cancellazione debba essere sollecitato dagli utenti. Così, questi materiali restano online per anni. Nel caso della violazione della legge sul copyright musicale, invece, Google ha attivato un sistema di autocontrollo che rende la rimozione istantanea e definitiva. Anche per i contenuti pedopornografici, argomento sul quale la sensibilizzazione sociale è giustamente molto elevata, la rimozione risulta rapida ed efficace. Sui video jihadisti la reazione delle piattaforme del Web è molto più lenta e approssimativa. Spesso accade che, dopo il sollecito e la rimozione, lo stesso video ricompaia su altre pagine e su altri provider, continuando a sommare visualizzazioni. Nelle scorse settimane, una polemica per l’inserimento di pubblicità abbinate a questi filmati ha costretto Google a modificare la policy per la gestione dei banner pubblicitari. Ma se le pubblicità sono state rimosse, i video sono rimasti online. Nella seconda parte dell’inchiesta la responsabile della comunicazione di Google Italia si è difesa sostenendo che, prima di rimuovere i filmati, è necessario vagliare il contesto in cui vengono divulgati, verificando se si tratti di video «caricati a fini informativi o a fini educativi». In realtà, tenore e contesto di questi materiali appaiono assolutamente inequivocabili. La circospezione di Google risulta davvero eccessiva, mentre la campagna di Sky Tg24 è da sottoscrivere senza distinguo.

La Verità, 20 giugno 2017

«Rischiatutto» al posto di «Dieci cose», perché no?

Domenica pomeriggio Fabio Fazio è stato ospite dell’Arena di Massimo Giletti su Rai 1 per promuovere Rischiatutto e un paio d’ore più tardi si è autopromosso insieme con il Signor No nel suo Che fuori tempo che fa (dove ha lanciato anche il programma di Mika, dal 15 novembre su Rai 2 e Le parole della settimana di Massimo Gramellini, da sabato su Rai 3: en plein di promozioni aziendali dopo le accuse di tirare la volata ai programmi di Sky). Da Giletti Fazio ha detto che Rischiatutto andrà in onda nella rete dove lavora dal 1985 per «una decisione presa dalla direzione generale in accordo con la direttrice di Rai 3, Daria Bignardi». Infatti, la Bignardi aveva voluto garanzie da Campo Dall’Orto al momento della nomina. Però, visto come stanno andando le cose, sarebbe sbagliato cambiare idea? E posto che il giovedì di Rai 1 è bello solido, perché non piazzare Rischiatutto 2.0 al sabato sera spostando Dieci cose al giovedì su Rai 3? Fazzismo per veltronismo…

SkyTg24 monitora l’Italia sismica. È partita ieri «Italia trema», l’inchiesta di SkyTg24 voluta dalla direttrice Sarah Varetto a due mesi dalla catastrofe in Abruzzo per sottolineare che ci ricordiamo del rischio sismico puntualmente dopo le tragedie. Gli inviati del canale all news sono andati nei luoghi colpiti da terremoti, cominciando da Reggio Calabria (devastata nel 1908), per poi passare a Napoli, «zona rossa» tra due vulcani attivi, fino all’esempio virtuoso di Norcia. Sei reportage in onda alle 20.20 e in replica alle 23.20.

Rai ente pubblico con lo zampino di… Non si è saputo più niente dell’inquadramento della Rai nella Pubblica amministrazione ipotizzato dall’Istat che ha improvvisamente recepito una direttiva europea allarmando giustamente i vertici di Viale Mazzini. Il Cda ha rimandato la palla al governo perché eviti l’equiparazione ai Comuni e alle Asl imponendo alla Rai di assumere dopo pubblici concorsi e di assegnare appalti dopo gare, anch’esse pubbliche. Non si è saputo più nulla: solo ci si ricorda che Valerio Fiorespino, già responsabile risorse umane licenziato dalla Rai, da settembre è capo del Dirm, dipartimento Istat dalla dicitura interminabile.

Chi interpreterà Berlusconi per Sorrentino. Venerdì l’ospite di Edicola Fiore era Paolo Sorrentino, reduce dalla «State dinner» alla Casa Bianca e Fiorello non ha perso l’occasione per sfruculiarlo. «È stata una cosa molto divertente, che non farò mai più», ha sintetizzato il premio Oscar citando David Foster Wallace. Altrettanto fulminante la gag di Fiore: «Sapete, Sorrentino sta pensando di girare un film su Berlusconi. Per interpretarlo, sul set si è presentato Silvio, ma dopo il casting la parte è andata a Renzi». Applausi.

 

La Verità, 25 ottobre 2016