
Molto lavoro pre-interviste poi ci sono Belve e belve
Archivio, redazione, curiosità, capacità di porre le domande, anche quelle delicate: nel suo programma Fagnani si giova di tutti questi elementi, ma alla fine contano gli interlocutori... Giulia Michelini, per esempio, si è rivelata più originale di Conti, un po' prevedibile e attento a proteggersi dal troppo clamore

Ci sono cast e paesaggio, ma poi spunta Bisio
In Uno sbirro in Appennino funziona il contorno, mentre zoppica il protagonista, un commissario controvoglia, con i traumi del passato da mettere a tacere, gli amori incompiuti che rispuntano e indagini condotte con la psicologia più che con la ricerca delle prove. Dopo tanti tentativi manca sempre Montalbano

Due poliziotti rivali a Oslo come a Gotham city
In Detective Hole, la serie nordic noir di Netflix firmata da Jo Nesbø, si scontrano due investigatori, uno tormentato dalla dipendenza dall'alcol, l'altro ossessionato dalla missione di ripulire l'umanità dalla spazzatura. Intanto bisogna stanare un serial killer, autore di macabri omicidi con rituali religiosi

Con Argentero-Ligas il legal sconfina al Nord
I sei episodi tratti dai racconti di Gianluca Ferraris ci regalano un avvocato fuori dagli schemi un po' piagnoni e dai confini abituali di tanta fiction di Rai 1. L'attore è particolarmente a proprio agio nei panni di un principe del foro provocatorio nella Milano glamour dei grattacieli e austera del tribunale

Guerrieri, un principe del foro con poco equilibrio
Nella nuova serie di Rai 1 tratta dai romanzi di Carofiglio, Gassmann è un avvocato che soffre crisi di panico ma pratica la boxe, innamorato della moglie che lo ha lasciato, ma sbilanciato sul divano della compagna di un suo assistito. L'attore fa le acrobazie per tenere insieme tutto e non sempre ci riesce

Dopo la staffetta Conti-De Martino vince Da Vinci
Con Per sempre sì Sal batte Sayf, terza Ditonellapiaga quarta Arisa quinti Fedez e Masini. Il conduttore e direttore artistico passa il testimone per il 2027 al presentatore di Affari tuoi. Deludente Nino Frassica, stucchevoli i ringraziamenti continui, di culto l'arrivo di Bocelli in groppa a un cavallo bianco

Conti sotto accusa perché Sanremo non è woke
Il Festival ha una chiara impronta sociale. Dal no alla guerra alle storie di sofferenza al no al bullismo, all'Ariston si sono susseguiti momenti cari agli italiani, ma senza comizi e lustrini Lgbtq. Ma per buona parte della critica questo è un difetto. Imperdonabile come aver chiamato la Pausini anziché Giorgia

Sanremo/4 Ditonellapiaga e Pitony fanno ballare tutti
Pagelle della notte delle cover. La migliore è The Lady is a tramp con Tony Pitony, poi Vita cantata da Tredici Pietro con papà Gianni e ci saranno i moralisti a protestare. Se la cavano anche Tommaso Paradiso e gli Stadio con Ultima luna di Dalla. Il premio alla carriera a Caterina Caselli, sempre tonica

Sanremo/3 Con Lapo, Eros e Alicia lo show spacca
La terza serata è frizzante e movimentata, merito degli ospiti, dall'affidabile Ramazzotti all'incontenibile Pantani. Ornamentale Irina Shayk, trascinante la Keys. Il premio alla carriera all'autore 90enne ripropone la colonna sonora di intere generazioni. Sal Da Vinci infiamma il teatro, e pazienza per la critica

Seconda serata Sanremo: Laura ok, l’imitazione no
Pausini è a proprio agio all'Ariston anche come conduttrice, la sua spontaneità movimenta le presentazioni. Modesta la sua caricatura di De Lucia. Promossa l'autoironia di Lillo e l'interpretazione di Achille Lauro in omaggio ai ragazzi morti a Crans Montana. Tra le canzoni, si distingue quella di Levante
