La Rai si rifà il look e rimescola l’informazione

Per la presentazione dell’offerta televisiva 2026/2027 la Rai cambia look. Innanzitutto, conia un nuovo claim, «Rai c’è», un po’ generico e molto generalista, ma utile per diffondere orgoglio a 360 gradi. E poi cambia il volto di copertina, affidando a Incoronata Boccia, nuovo direttore dell’Ufficio stampa, la conduzione della convention dei palinsesti dal Teatro delle Muse di Ancona. Oltre l’immagine, però, s’intravede qualche novità anche nella sostanza e nella consapevolezza del ruolo di servizio pubblico in uno scenario in continua e rapida evoluzione. La «Rai c’è» come broadcaster che produce più ore di televisione in Europa, pur con un budget tra i più bassi. C’è come editore che aumenta il numero di ore d’informazione e approfondimento, passando da 400 nel 2023 a 700 nel 2025. Come azienda che licenzia il primo bilancio in attivo dopo otto anni. E che, pur senza presidente da due anni (Simona Agnes è ancora in stand-by, surrogata da Antonio Marano, consigliere anziano), in presenza di un direttore generale in bilico come Roberto Sergio, ha varato il nuovo piano industriale e avviato una ristrutturazione logistica e immobiliare (glissiamo sulle dimissioni della Commissione di vigilanza innescate dall’opposizione). Infine, «c’è come vero e proprio hub industriale che tiene in piedi intere filiere produttive dell’audiovisivo», sottolinea l’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Che evidenzia un certo rammarico perché «siamo una realtà più stimata all’estero che in Italia. Tuttavia, a differenza di altri competitor pubblici e privati, siamo determinati a non subire, ma a interpretare e gestire il cambiamento in atto».
È un quadro forse un filo ottimistico quello dell’ad della Tv pubblica soprattutto se si pensa che, sebbene non si siano visti martiri tra coloro che hanno lasciato la Rai in questi anni e TeleMeloni sia una fake che gode di buona stampa, ancora non si riconosce un lavoro editoriale che evidenzi volti e programmi memorabili, nel segno di una discontinuità con il passato. Rossi, però, derubrica l’osservazione a polemica, appellandosi al ricambio in atto: «Nei nostri palinsesti c’è un tasso d’innovazione dei volti che non ha eguali». Che, però, finora non ha prodotto personalità carismatiche come ce n’erano con altre direzioni, da Michele Santoro a Gad Lerner, da Giovanni Minoli a Renzo Arbore, giusto per fare qualche nome. Di conseguenza, risulta difficile individuare un marchio di fabbrica di questa governance che vada oltre certe cancellazioni. Fortuna che quella di Via dei matti n 0, contestata dalla Verità, è scongiurata: nel 2027 Stefano Bollani e Valentina Cenni riprendono il loro posto su su Rai 3. Buon segno. A proposito di ritorni, si rivedranno i racconti noir di Carlo Lucarelli, mentre una cauta apertura si registra alla possibilità di quello di Amadeus: «La Rai è un’azienda aperta. Non ha chiusure di nessun tipo», premette il numero uno di Viale Mazzini. «La possibilità di un ritorno di Amadeus è legata all’esistenza di un’idea editoriale. Se ci sarà, se ne discuterà con i direttori di riferimento».

Nell’attesa, vediamo le novità della prossima stagione.

Nuova informazione
Nei programmi di approfondimento si registra qualche cambiamento. In attesa di completare il casting per la successione di Federica Sciarelli a Chi l’ha visto?, su Rai 2 Salvo Sottile prende il posto di Milo Infante, passato a Mediaset, nella conduzione di Ore 14, edizione serale compresa, mentre Roberto Inciocchi, «che gode di un gradimento bipartisan», sottolinea Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti, debutta il mercoledì sera con un talk intitolato Patù. Al suo posto su Rai 3, in una versione extralarge di Agorà, si sposta Annalisa Bruchi, mentre Antonino Monteleone viene confermato al timone di Filorosso. L’idea è costruire una linea d’informazione equilibrata, non programmaticamente schierata a sinistra, premiando conduttori giovani e che si stanno costruendo una credibilità. Peccato che la riforma dei generi che ha cancellato le reti renda tutto sfumato e un po’ dispersivo.

Fiction e serie tv
Da 177 giorni – Il rapimento di Farouk, sul sequestro del piccolo Farouk Kassam avvenuto in Sardegna nel 1992, a La famiglia Panini – L’avventura delle figurine, sulla storia della famiglia creatrice delle storica collezione che ha segnato l’infanzia di intere generazione, da Livatino – Il giudice e i suoi assassini, miniserie sulla vita di Rosario Livatino diretta da Michele Placido a Una finestra vista lago, tratta dai romanzi di Andrea Vitali, fino al tv movie su Giovannino Guareschi Non muoio neanche si mi ammazzano, sono dodici i nuovi titoli della prossima stagione. Tre, invece, i sequel: Doc nelle tue mani con Luca Argentero, Libera 2 con Lunetta Savino e I casi di Teresa Battaglia, con Elena Sofia Ricci.

Eventi
L’autunno di Rai 1 sarà impreziosito da alcuni speciali. Si comincia il 4 ottobre con quello su San Francesco aperto dal Cantico delle creature rivisitato da Roberto Benigni, una produzione Paramount+ con un’introduzione dell’artista esclusiva per la Rai. In novembre, Meravigliosamente, due show con Sal Da Vinci, e la serata contro la violenza sulle donne di Una Nessuna Centomila, con Fiorella Mannoia e Carlo Conti dall’Arena di Verona. Infine, nella primavera 2027, Latin Grammy celebra, megashow sulla musica latina di cui la Rai si è aggiudicata i diritti mondiali.

Nuovi canali
Con Italiana, debutta una rete tematica dedicata al territorio e alle tradizioni artistiche e gastronomiche garbatamente «sovranista». Rivolta alla generazione Alpha è invece V/BE, la nuova multipiattaforma per ragazzi e ragazze tra i 10 e i 14 anni.

 

La Verità, 4 luglio 2026