Con Argentero-Ligas il legal sconfina al Nord

C’è un avvocato a Milano e, nel piccolo mondo della fiction nostrana, è una notizia. Ma bisogna sintonizzarsi su Sky perché tutta la giustizia seriale, made in Rai 1, gravita nel Centrosud. Il Guerrieri di GassmannCarofiglio esercita a Bari, Imma Tataranni – Sostituto procuratore a Matera e Roberta Valente (è) notaio in Sorrento (localizzazione specificata nel titolo). Prima di lei, è vero, arriverà Uno sbirro in Appennino (quello bolognese) con Claudio Bisio, ma qui siamo nel poliziesco. Finora il legal ha avuto sempre l’accento meridionale, merito delle Film commission, probabilmente, premiate dall’indotto turistico a cascata. Fatto sta che Avvocato Ligas, sei episodi appena conclusi e forse più godibili con la visione sequenziale, è una piacevole eccezione.
L’aria di novità si respira fin dalle prime inquadrature tra i grattacieli della City milanese, alternate alla facciata dell’arcinoto Palazzo di giustizia, incombente davanti al protagonista ripreso di spalle ai piedi della scalinata. Poi la faccia di Luca Argentero, particolarmente a proprio agio in doppiopetto di rappresentanza, mentre ammicca alle colleghe nelle aule del tribunale. Tra la frequentazione del gin tonic e quella del sesso debole che pregiudica il rapporto con la moglie (Gaia Messerklinger), la vita privata scorre burrascosa. Ancor più dopo che, alla festa di compleanno della figlia, ha assestato un cazzotto all’amante di lei, il fascinoso Raz Degan. Quella professionale rischia anch’essa di interrompersi quando l’arcigno capo dello studio legale lo becca a letto con sua moglie. Brillante, carismatico, intuitivo, pronto a ricorrere a metodi borderline usando amicizie e rapporti con i media, con l’aiuto della giovane e idealista praticante (Marina Occhionero) Ligas accetta una serie di casi semi disperati riuscendo a ribaltare situazioni compromesse. La faccia di questo sornione principe del foro riempie i telegiornali, irrita i pm, puntualmente sconfitti dai colpi di scena del geniale avvocato circondato dall’alone di imbattibilità e dalla fama di spregiudicatezza.
Diretta da Fabio Paladini, prodotta da Sky Studios con Fabula Pictures, tratta da Un caso complicato per l’avvocato Ligas. Perdenti di Gianluca Ferraris (Corbaccio), il pregio principale della serie è il tono schietto, per niente piagnone e senza implicazioni ideologiche se si fa eccezione per il fugace accenno biografico in cui Ligas manifesta la sua inclinazione compassionevole: «Preferisco difendere piuttosto che giudicare». Si aspetta la conferma della seconda stagione.

 

La Verità, 5 aprile 2026