I ceti medi sono stanchi di riflettere sui codici di Fazio
No, non è la defezione dell’ultim’ora di Greta Thunberg, trionfalmente annunciata come ospite e invece improvvisamente assente causa influenza ad aver fatto scendere gli ascolti di Che tempo che fa sotto la soglia del 9% di share (1,2 milioni di telespettatori). La faccenda si ripete già da qualche settimana, nonostante Fabio Fazio e la sua potente macchina di ricerca star (capeggiata da Monica Tellini) facciano di tutto per convocare la domenica sera sul Nove di Warner Bros. Discovery il meglio del pantheon progressista italiano e internazionale. Bruce Springsteen, Elly Schlein, Luc Besson, Paolo Virzì e Valerio Mastandrea, la scrittrice canadese Margaret Atwood, solo per stare alle ultime presenze. E però, niente da fare, la doppia cifra nella percentuale di share, abituale nelle stagioni scorse, vista dall’attuale 8,7% è un miraggio che inizia a preoccupare anche i pesci dell’acquario. Merito della concorrenza fattasi più agguerrita. O, forse, colpa del fatto che alcuni settori dei ceti medi cominciano a essere un po’ meno riflessivi e a stancarsi della liturgia pedagogica di Che tempo che fa. I pistolotti ammantati di satira di Michele Serra contro il Ponte sullo stretto, il giacobinismo sanitario e la supponenza di Roberto Burioni, il livore antimeloniano di Massimo Giannini e Annalisa Cuzzocrea (firme di Repubblica come Serra) schierati contro la legge sulla separazione delle carriere dei magistrati sono un copione prevedibile quanto se non più delle letterone (non è un refuso) spuntate di Luciana Littizzetto. Appena si esce dai confini italiani, invece, l’antimelonismo cede il testimone all’antitrumpismo. Springsteen e Atwood, oltre che per promuovere i loro prodotti – un biopic cinematografico e un’autobiografia letteraria – sono funzionali a denigrare l’America di The Donald. Nel caso del Boss, definendola «un’autocrazia» malgrado un anno fa ci siano state regolari elezioni. E nel caso dell’autrice di Il racconto dell’ancella, che ha ispirato la serie The Handmaid’s tale, parlando di una «teocrazia» simile a quella preconizzata nel suo romanzo distopico in cui delle povere ragazze vengono costrette a partorire per conto terzi. E dove, quindi, a ben vedere, l’elemento profetico racconterebbe tutta un’altra storia. Ma tant’è, nello studio di Fazio ciò che conta è dare addosso un tanto al chilo all’odiato tycoon. È il catechismo del pensiero unico, signori. Chissà, forse qualcuno si sta accorgendo che lo spartito di Che tempo che fa comincia a fare il suo tempo.
La Verità, 4 novembre 2025

