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Politics è carente di muscoli, ma anche nello scheletro

Dopo la visione delle prime puntate di Politics – Tutto è politica (Rai 3, martedì, ore 21.15) la sensazione è che al programma manchi la carne. L’altra sera, però, Gianluca Semprini, il conduttore fortemente e autonomamente voluto da Daria Bignardi – assunzione ora contestata dal tribunale del Lavoro di Roma in quanto avvenuta senza previa e adeguata ricerca interna all’azienda – ha provato a metter su un po’ di muscoli ospitando Matteo Salvini reduce dal raduno di Pontida e dalla cena ad Arcore con Silvio Berlusconi, all’indomani della convention di Stefano Parisi. Quando va in tv, di solito, il leader leghista fa buoni ascolti. L’altra sera è stato al gioco, si è presentato con l’ipad per competere col conduttore e connettersi ai social, soprattutto ha fatto il Salvini: «A Berlusconi ho chiesto… A Berlusconi ho detto…». Il risultato è stato ugualmente sconfortante: appena 727.000 telespettatori (2,95 per cento di share). Il problema non è, quindi, nell’ospite. Il fatto è che il martedì sera, ormai si può dirlo, viviamo una sorta di transfert televisivo, un ribaltamento iconografico perché in contemporanea c’è DiMartedì. Cioè: Semprini su Rai 3 è l’outsider, mentre Floris su La7 è il titolare, il favorito del duello. Ovvero: Rai 3 sembra La7 e viceversa. Mentre parlava Salvini, per esempio, dall’altra parte Massimo Giannini in libera uscita dialogava con il conduttore sui temi dell’economia. Un attimo dopo, durante l’intervallo di Milan-Lazio (su Sky e Premium), Floris ha mandato in onda la copertina di Maurizio Crozza (preceduta da uno spot di reggiseni che certo non dispiaceva ai maschietti in uscita dal calcio). Trucchi e segreti di autori e conduttori di lungo corso. A proposito di segreti, Semprini è in linea diretta con qualcuno degli autori (otto, più tre collaboratori) tramite auricolare.

Maurizio Crozza, punto di forza di DiMartedì su La7

Maurizio Crozza, punto di forza di DiMartedì su La7

L’idea di partenza, più volte ribadita dalla Bignardi, era di cambiare formula e linguaggio del talk show. Intanto, nel corso della puntata si cambiano i tavoli per le discussioni, rotondi, quadrati, leggii… Si traggono domande dai social network e dagli ospiti mimetizzati nel pubblico. Si fa uso di grafiche didascaliche e di fumetti per raccontare vicende delicate come quella di Tiziana Cantone. Si invitano spesso e volentieri i foglianti. Alla fine resta il sospetto che, oltre ai muscoli, manchi anche l’ossatura alla quale attaccarli. Cioè, è proprio il frontman a difettare di carisma. In tv, di solito prima si pensano i programmi e poi si sceglie chi li fa. In questo caso si è seguito il procedimento opposto. E ora la decisione del tribunale del Lavoro ha aperto il caso. Vedremo come finirà. Intanto, se non si vuole far finire Politics sotto il treno di Floris, forse converrebbe spostarlo in una serata diversa.

La Verità, 22 settembre 2016

Maurizio Costanzo e il prestigio da proteggere

Questo è un post difficile da scrivere, roba delicata. Però, ragazzi… Intanto c’è la notizia. E poi, le difficoltà arrapano. Dunque, la notizia. Dal 14 marzo, salvo improbabili cambiamenti dell’ultim’ora, Maurizio Costanzo condurrà una striscia quotidiana su Rai Premium (decisione del precedente direttore, Roberto Nepote). Dal lunedì al venerdì, alle 13,30, dialogherà per una mezz’oretta con qualche ospite su un fatto o un personaggio di giornata. Ennesima rubrica dopo Tutte le mattine e Buon Pomeriggio su Canale 5, Stella su SkyVivo e altre varie, tra le quali il gioiello intimista S’è fatta notte con Enrico Vaime, su Raiuno. Titolo della nuova quotidiana: Parliamone. Niente d’impegnativo, ma molto di confidenziale, com’è nel suo stile. Un modo per entrare in famiglia, per stabilire quella complicità del buon senso che è da sempre la cifra di gran parte della sua televisione. Rai Premium è la rete di fiction della tv pubblica, dove già nell’autunno Costanzo aveva proposto Memory, sei puntate sui grandi sceneggiati dagli anni ’50 a oggi. La striscia quotidiana, però, è un’altra cosa. Soprattutto per l’impegno e l’energia che richiede. E che all’età di 77 anni Costanzo mostra ancora di avere. Soprattutto, mostra di avere ancora fame di visibilità. Lui stesso si è sempre dichiarato “bulimico”, quasi famelico di presenza in video.

Vedremo come sarà questo Parliamone. Ma le ultime apparizioni del grande giornalista non sempre sono state all’altezza del suo blasone. Le serate autunnali su Retequattro del Maurizio Costanzo Show sono andate così così (3,5-4,5 per cento, con chiusura al 5,6 per la puntata finale) e per la nuova serie bisognerà attendere aprile-maggio, forse non di domenica sera, come lui preferirebbe. Anche perché, va ricordato, proprio nel giorno festivo, Costanzo firma Domenica in, il programma di punta della concorrenza, come capo degli autori. Tornando alla striscia, l’inventore del talk show italiano ne firma anche un’altra su TgCom24, tutte le mattine verso le 10,30. S’intitola Sussurri e grida durante la quale legge e commenta tre dati di ascolto dei programmi della sera prima che l’Auditel ha appena diffuso (oggi per esempio ha letto gli ascolti di The Voice, di Chi l’ha visto? e de La Gabbia di “Gianluca Paragone”, che in realtà si chiama Gianluigi, a chi non capita di sbagliare un nome…). Si tratta di una cosa molto breve, una pillola, poco più. Di sicuro insufficiente a saziare la dipendenza dalla luce rossa della telecamera che colpisce molti mostri sacri (da Baudo alla Carrà), tanto più trattandosi di un collegamento telefonico.

E qui viene la parte difficile del discorso che, con affetto e senza presunzione, mi limito a porre in forma interrogativa. È sicuro Costanzo, padre storico della televisione italiana, che tutte queste apparizioni siano all’altezza del suo prestigio? Non gli converrebbe rispettare maggiormente la sua autorevolezza, privilegiando la qualità sulla quantità?