Chi è il mostro di Firenze? Ma è ovvio, il patriarcato

Nella miniserie di Netflix Stefano Sollima e gli sceneggiatori partono dal primo dei duplici omicidi che dal 1968 al 1985 sconvolsero l'Italia. La pista sarda, che fu presto abbandonata dagli inquirenti, serve a descrivere la sottocultura nella quale sarebbero maturati quei crimini. Solo alla fine spunta Pacciani

Sarà pure Realpolitik, ma sembra un talk di La7

Alla terza puntata del programma condotto da Labate gli ascolti risalgono con una serata dedicata alla Flotilla e ai pro Pal, ma Rampini smonta il giocattolo: negli Usa si parla del Piano per Gaza, la cui accettazione da parte di Hamas può cambiare le sorti del popolo palestinese più dell'azione della Flotilla

Il Tg1 dà buca a Donald e Bibi per Renato Zero

Lunedì sera, mentre il TgLa7 era in diretta con la Casa Bianca per la conferenza stampa in cui Trump e Netanyahu annunciavano molto trionfalmente l'accordo di pace, il tg di Rai 1 mandava i servizi di alleggerimento di fine notiziario. Non ha migliorato la situazione l'intervista a Crosetto di Cinque minuti

È nato prima Veltroni o Fazio? Il falso buonismo

Veltroni intervista Fazio applicando il format di Che tempo che fa: clima rilassato e zero domande scomode. Anzi, gli chiede quanto abbia sofferto «per lo sfratto dalla Rai». E lui, che rimpiange i sogni soppiantati dagli utili, si avvita in una risposta che omette il suo addio per un contratto da 10 milioni in 4 anni

«Lezioni di mafie» e lezioni di marketing

Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, conduce su La7 un ciclo di serate sul mondo della criminalità organizzata raccontata con piglio investigativo. Due cattedre e un gruppo di studenti a fare domande, niente di più antitelevisivo, ma molto mirato sul pubblico della rete. A differenza di altri tentativi

Scotti batte subito De Martino, sarà gara lunga

Il quiz di Canale 5 supera negli ascolti complessivi il game di Rai 1, ma nella sovrapposizione oraria «i pacchi» hanno un pubblico di poco superiore. La sfida può influire sull'andamento della prima serata. Prevarrà l'one man show d'azzardo della tv pubblica o il gioco di squadra enigmistico di Mediaset?

Watson, un giocattolino woke troppo patinato

Su Canale 5 l'ennesima e liberissima derivazione dai racconti di Arthur Conan Doyle. Qui il fido assistente di Sherlock Holmes è il protagonista, interpretato da un poco credibile attore nero e con un fisico da nuotatore. Ma il medical drama mischiato con l'investigazione ha già visto il meglio in Dr. House

Anche gli spot di Sinner sono da numero uno

Certe campagne pubblicitarie svelano qualcosa di personale di chi li interpreta. Per esempio, il tratto scanzonato di Del Piero nella promozione della rete wifi di una piattaforma digitale. O il perfezionismo maniacale del campione altoatesino che gioca sulla sua pignoleria nella réclame di un marchio di caffè

La7 e Mediaset «credono» alla fake di TeleMeloni

La programmazione della prossima stagione con poche innovazioni rafforza la convinzione che il meglio venga dagli eventi sportivi (Wimbledon) e dalle serie tv (MobLand o Teheran). Per il resto la tv di Cairo fa propaganda all'opposizione e il Biscione cancella qualche reality e promuove l'informazione

Sinner dirada le nubi e ritrova il tennis migliore

Dopo la deludente prova contro Dimitrov, il numero 1 del mondo fuga le preoccupazioni, non si fa condizionare dal gomito infortunato e sconfigge Shelton con una prova convincente. In semifinale troverà Djokovic che ha domato un Cobolli in grande crescita, protagonista di un Wimbledon molto positivo
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