«Sul Covid obblighi, danni e silenzi: ora capiamo»

Susanna Tamaro, premiata dalla rivista Tempi: «Tra le persone che mi sono vicine tre hanno avuto effetti avversi pesanti. In Germania équipe mediche lavorano per capire come curarli, da noi si vuole fingere che tutto sia andato nel migliore dei modi. Gran parte dei nostri media ha creato un clima di terrore»

«Il linguaggio dimostra che Meloni è laureata dentro»

Il linguista Massimo Arcangeli pubblica un saggio sulla comunicazione del premier: «Dal suo “nomadare” a Tolkien, a Giorgia non serve esibire studi universitari. Si esprime e argomenta meglio dei contemporanei, il paragone va fatto con i politici della Prima repubblica. Sbagliato lo speech in Tunisia»

«L’uomo che ha portato il sorriso nella politica»

Pietrangelo Buttafuoco sta per pubblicare un «Panegirico dell'arcitaliano Silvio Berlusconi»: «La sua vita sembra la Commedia di Dante dove ci sono personaggi sovrapponibili a Bonolis, Tremonti, Confalonieri... Con i suoi difetti, era più grande di tanti moralismi, rimarrà nella storia più dei presunti migliori»

«La surrogata altruistica è una trovata mainstream»

Aurelio Mancuso, uno dei leader arcobaleno, iscritto al Pd: «La gestazione per altri va sempre bandita. È ipocrita l'idea di regalare un bimbo: i bambini non sono oggetti a disposizione degli adulti, ma soggetti. I dem sono in imbarazzo su questi temi, la discussione in Europa li costringerà a schierarsi»

«La sinistra vince se tiene lontani i big nazionali»

Giovanni Diamanti, figlio d'arte, spin doctor (non solo) di Possamai: «Abbiamo impostato una campagna che parlasse di temi locali e con persone del posto. La presenza di Elly Schlein sarebbe uscita da questo schema. Meloni domina perché si è costruita una sua credibilità e propone idee condivise nel Paese»

«Una vita di merda è meglio di nessuna vita»

Dario Meneghetti, ex tenore della Fenice, malato di Sla e autore di Una pinta di nuvole: «Io non sono la mia malattia, non voglio critiche compassionevoli. Scrivo pensando a Belushi. Churchill ha fatto molte cose da fermo, sul divano. A chi fa scelte diverse, dico di persistere nella furiosa voglia di vivere»

«Sono anticlericale, ma non un ateo militante»

Marco Bellocchio: «Ho avuto un'educazione oppressiva dalla quale mi sono allontanato. Ho fatto “Rapito” perché mi ha commosso la storia del bambino tolto alla famiglia, ma non voleva essere un film contro il Papa. In Italia c'era un'egemonia di sinistra, ora le carte si sono mescolate. E sul caso Roccella...»

«La sinistra non propone nulla, sa solo dire no»

Il senatore Marcello Pera: «Le opposizioni hanno posizioni rinunciatarie. In Parlamento boccia il Ponte sullo stretto. Sull'etica la divisione dal Pd è insanabile, fa bene la Roccella a contrastare l'utero in affitto. Non vedo la novità di Elly Schlein, all'accusa di fascismo alla Meloni non crede più nessuno»

«Famiglia naturale? Bella come una tribù che balla»

Antonella Elia: «Amo i legami tra parenti perché mi sono sempre mancati e credo che il matrimonio sia sacro, perciò lo temo. Stento a perdonarmi di aver abortito, oggi quel bimbo avrebbe 26 anni. Le tendine? Ho fatto la pendolare per tanti anni, gli affitti sono alti ma prendere il treno non è una tragedia»

«Auspico che i nuovi vertici Rai siano ambiziosi»

Pupi Avati: «Mi auguro che la destra abbia un progetto di rinnovamento culturale della tv pubblica, ma per ora i rumors riguardano la sostituzione di alcuni volti: Giletti al posto di Fazio, Insegno invece di Insinna. Anche chi gestisce il cinema dovrebbe cambiare, per chi comanda ora io non esisto»
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