«Farò pentire chi mi ha invitato al Festival»

Angelo Duro, ospite a Sanremo: «Dicono che sono un comico, invece sono un imprenditore, quello che faccio lo faccio per i soldi. All'Ariston arrivo dopo i sold out a teatro. Fiorello sa riconoscere il talento e mi ha segnalato ad Amadeus: rovinerò la loro amicizia. Non parlo di politica, sono immorale»

«Sono ateo (provvisorio), ma credo in Lucifero»

Quirino Principe: «Mi difendo dall'immagine contraddittoria di Dio che secondo le religioni si occuperebbe della specie dell'homo sapiens. Il demonio è l'energia più vicina ai nostri istinti, il cibo, il sesso. Se l'Altissimo esiste ci liberi da Carofiglio. Zelensky al Festival è penoso. Sanremo mi fa vomitare»

«Zelensky a Sanremo puro atto di propaganda»

Carlo Freccero: «L'ospitata all'Ariston serve a far digerire al popolo un'azione impopolare come la guerra e a far passare la guerra allargata. Stando ai sondaggi gli italiani sono contrari all'invio di armi, conta ancora qualcosa la democrazia? Vespa si è prestato a fare il Caschetto del presidente ucraino»

«Zelensky a Sanremo? Affronto alla democrazia»

Aurelio Picca: «Il presidente ucraino tra le canzonette è un'idea pessima. L'apocalisse quotidiana, l'assenza di rapporti tra persone, la parcellizzazione dei diritti e la fine della letteratura non sono già forme di guerra? La virtualità e lo scintillio del fashion sono una simulazione che elimina la carnalità dei corpi»

«Sono impaziente, però dico sempre la verità»

Massimo Cacciari: «Per il Pd ho critiche radicali, dalla Meloni sono culturalmente distante. Comporre le esperienze di forze provenienti dal Pci, Psi e Dc non era difficile, ma impossibile. I giovani di Ultima generazione? Primavere senza estate, come le sardine. Ok il presidenzialismo, a patto che...»

«Il Pd? Un missile che perde i suoi tre stadi»

Claudio Velardi, storico dirigente della sinistra, giudica la nostra politica: «Cervello, pancia e cuore devono collegarsi tra loro: forse l'unico che potrebbe farlo è Cuperlo. La Meloni? In Italia è la più saggia e credibile, ma io sono europeista e laico. Nel terzo polo la leadership bicefala non dà certezze»

«Mio padre Gaber, uno di sinistra non della sinistra»

Dalia Gaberscik: «Odiava il chiacchiericcio e gli interessava raccontare l'anima delle persone. Più che sui temi politici, su quelli esistenziali non ha rivali. Gli chiesero di separarsi da Ombretta Colli quando si candidò con Forza Italia. Anticipò i buoni e i radical chic. Oggi penso che non amerebbe gli influencer»

«Il faro della satira 2023? Vedo bene Sangiuliano»

Federico Palmaroli, in arte Le frasi di Osho: «Salvini è una stella imperitura, grazie alla sua impulsività. Dal Qatargate a Soumahoro al congresso Pd, la sinistra dà sempre soddisfazioni. Non so se Gualtieri riuscirà a liberarci dai cinghiali, se ci fosse Beppe Sala forse riuscirebbe a fare delle piste cinghiabili»

«Il vero rivoluzionario fu il generale Dalla Chiesa»

Sergio Castellitto: «Ha servito lo Stato e la famiglia. Oggi è più difficile combinare dimensione pubblica e privata. Facendo il proprio dovere ha modernizzato la lotta al terrorismo. Dobbiamo consegnare alla storia quegli anni che forse non ricordiamo bene: anche il rame si ossida e diventa color del piombo»

«Ratzinger parlò della rinuncia già nel 2006»

Il teologo, stretto collaboratore di Benedetto XVI: «Un anno dopo l'elezione chiese un parere a cinque alti prelati, tra i quali anch'io, sull'ipotesi delle dimissioni. Chi pensava fosse un pastore senza popolo è smentito dai tanti giovani alle esequie, una Chiesa in movimento di cui Francesco deve farsi carico»
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