
«Spero che l’azione del Papa riapra il dialogo»
L'arcivescovo di Mosca Paolo Pezzi: «Più che favorire una mediazione la disponibilità di Bergoglio a incontrare il patriarca Kirill o ad andare a Kiev può aiutare le parti a parlarsi. Questo non è uno scontro fra diverse confessioni. Se i cristiani si fanno la guerra è perché hanno dimenticato di esserlo»

«Io, mio padre, Berlusconi e l’Mma con la vita»
Francesco Mazza, figlio del dentista del Cavaliere, già writer e autore Mediaset: «Ho sentito una parlamentare di Fi maltrattare l'allora premier. Quando non faccio a botte in una gabbia, aiuto la gente a sparire dal Web. Ricci è l'ultimo dei mohicani. Le baby gang sono figlie dell'assenza di un pensiero forte»

«Il dissidente singolo rafforza la propaganda»
Carlo Freccero: «Orsini non è un pericoloso estremista. I talk show funzionano solo se il contraddittorio è reale, altrimenti l'eccezione conferma la regola. Senza confronto resta il monologo del pensiero unico e si attua il meccanismo che porta i giornali mainstream a perdere copie e autorevolezza»

«Il Papa boccia il riarmo non il diritto alla difesa»
Monsignor Massimo Camisasca, vescovo emerito di Reggio Emilia: «Se andasse a Kiev Bergoglio realizzerebbe il sogno di Giovanni Paolo II che era pronto a partire per Sarajevo. Con l'atto di consacrazione al Cuore di Maria il Santo Padre chiede la nostra conversione per fermare tutte le guerre»

«Media con l’elmetto per affari e conformismo»
Il giurista Ugo Mattei: «La guerra russo-ucraina che utilizza sistemi di propaganda e di marketing piace ai giornali. Soprattutto perché porta soldi all'industria bellica. Anche testate come il Manifesto si sono allineate. L'Italia è una colonia e la sinistra un avamposto del globalismo finanziario Usa»

«Perché i generali sono più realisti dei giornalisti»
Fabio Mini: «Noi militari abbiamo visto come sono usciti tanti Paesi dagli interventi delle Nazioni unite. E, a differenza dei media, conosciamo la storia prima di questa crisi. Se si guarda solo adesso si vede l'invasione di Putin, ma la Nato ha molte responsabilità. Serve un tavolo tra Mosca, Kiev e Usa»

«Il mio libro porno riscatta la maternità perduta»
Franco Branciaroli: «Oggi non si fanno più figli, questo romanzo è un inno alla carne, bistrattata dal politicamente corretto. Ho iniziato a scrivere per una voglia di libertà creativa. In teatro, da attore, non sei totalmente libero. Ronconi un maestro, Carmelo Bene un complice, Testori creava per me»

«Sul vino si è vinto, ma la guerra del cibo è lunga»
Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia: «Il bollino nero sulle bottiglie è scongiurato, ma la Ue deve decidere se adottare il Nutrinform o il Nutriscore che penalizzerebbe i prodotti italiani. La nostra politica si è accorta della ricchezza dell'agroalimentare, deve solo tirarne le conseguenze»

«Minacciato perché tento di difendere l’italiano»
Massimo Arcangeli: «Mi aspettavo critiche per aver promosso l'appello contro l'uso dello schwa negli atti pubblici che sta minando la nostra lingua. Ma non pensavo si arrivasse ai toni di cui sto discutendo con i miei avvocati. Per difendere la minoranza non binaria si trascurano i diritti dei dislessici»

«A Sanremo dirige chi ha imparato al computer»
Mimma Gaspari, consigliera dei big della musica: «Ho visto la Michielin sul podio e mi chiedo come avrà fatto. Sto provando a capire il rap, ma lo trovo un genere incantabile. Conte scrisse Azzurro, ma fu Pallavicini a convincere Celentano. Quando Morricone mi chiese di fare una canzone con lui...»
