
«Non bastano i campioni, punto sulla Spagna»
Il pronostico di Arrigo Sacchi sui Mondiali: «In questi tornei conta l'affiatamento. Il calcio è uno sport di squadra. Noi siamo difensivisti, l'ultima volta che abbiamo attaccato fu al tempo dei romani»

«Faccio case per l’uomo che cerca l’infinito»
L'architetto e designer Mario Botta: «Ho costruito scuole, banche e biblioteche, ma i progetti che più mi gratificano riguardano i luoghi del sacro. Il Sessantotto ha scambiato le fabbriche per chiese»

«La nascita del governo? Come il Grande fratello»
Piero Chiambretti: «A volte politica e tv trash coincidono. Presto capirò se sono utile a Mediaset, 8 puntate a stagione sono poche. Fabio Fazio? Basta Savona. La felicità è un'invenzione della Chiesa»

«Ciò che Matteo R. può imparare da Matteo S.»
Claudio Amendola, etichettato come leghista, per l'elogio di Salvini: «Lo rifarei precisando le parole. Oggi la politica è tifo. Dopo l'infarto ho cambiato vita. Lo spot sul gioco? Non mi sento in colpa»

«Perché l’asse Lega-M5s può durare a lungo»
Carlo Freccero analizza la situazione oltre la nascita (incerta) del nuovo governo: «Tra Salvini e Di Maio c'è una complicità dettata da ragioni anagrafiche, mentre le opposizioni sono in grave difficoltà»

«Il mercato dell’arte contemporanea è folle»
Giovanni Frangi, in mostra a Villa Carlotta (Tremezzo): «Oggi un'opera di Sironi è quotata molto meno di un disegno di Dumas o di Kentridge. Ci sono troppe mostre blockbuster. Imparo ancora da Testori»

«Così la leucemia (e la fede) mi hanno cambiato»
Il direttore di «Chi»: «La malattia mi ha fatto scoprire la priorità delle cose. Ho tagliato i rami secchi e qualcuno di verde. Faccio il giornalista, il conduttore e il regista teatrale con la stessa passione»

«La globalizzazione trasforma l’arte in moda»
Nell'ultimo libro, Aurelio Picca racconta una Roma in cui calciatori, artisti e criminali condividevano la ribellione: «Oggi si va alle mostre per conformismo. Senza la letteratura sarei stato un rapinatore»

«La letteratura non è Calvino e Baricco»
Parla Antonio Moresco, uno tra gli scrittori più irriducibili: «Certi autori creano regole astratte. La scrittura mi ha salvato dalla disperazione. Tra i padri della Chiesa e le mistiche sto con Teresa d'Avila»

«Senza borghesia, la letteratura è piatta»
Ferruccio Parazzoli lancia l'allarme sulla nostra narrativa «tutta orizzontale. Non c'è disperazione e ricerca, come in Dostoevskij o Rimbaud. La morte delle ideologie? Non è qualcosa di cui rallegrarsi»
