Il racconto a due velocità di Fiorello e Carrà

Nel nuovo programma di Rai 3, Raffaella incontra i big dello spettacolo facendo da spalla alle loro rivelazioni. Ma più che un'intervista il dialogo è un lasciarsi andare ai ricordi con l'aiuto delle immagini di repertorio. Con lo showmen più scoppiettante del bigoncio basta schiacciare play e la partita è vinta

Gomorra, Saviano e quell’ambiguità dei boss

La quarta stagione è ancora bella anche se registra la mancanza di Ciro Di Marzio e l'esordio alla regia di Marco D'Amore. La Napoli base di traffici con ramificazioni internazionali innesca la riflessione sul potere e su come esercitarlo. Genny Savastano dice: «Noi siamo il cambiamento». Riferimento casuale?

Esplorazioni incendiarie di Dago in the Sky

Nella quarta stagione della serie Roberto D'Agositno, quasi un Virgilio contemporaneo, con l'aiuto di alcune guide autorevoli ci porta in nuovi gironi, zone d'ombra e territori eccentrici dove vige solo il primato dell'estetiche e le differenze culturali si annullano e il selfie va a braccetto con la Gioconda

Tutti i motivi per non guardare i reality show

Dal Grande fratello all'Isola dei famosi l'escalation della pornografia dei sentimenti accelera. Per aumentare gli ascolti si spinge più in basso l'asticella del degrado. Il tempo scarseggia: dobbiamo usarlo per questi spettacoli che ricordano i circenses romani? E che favoriscono solo l'evasione dall'io?

Dopo Eco aspettiamo un Medioevo più vero

La serie da Il nome della rosa mostra che la Rai ha ricominciato a pensare in grande. Lo confermano la qualità delle collaborazioni, ma anche la confezione dell'opera: regia, cast e fotografia. Anche se un certo eccesso nell'intento di attualizzare la storia causa qualche forzatura e qualche licenza linguistica

Il doppio FF e la strategia della provocazione

Dopo Letta, Renzi, Saviano e Camilleri, il conduttore di Che tempo che fa ha intervistato il presidente francese Macron in una sequenza di ospiti in conflitto con il governo. L'obiettivo è spingersi fino al limite estremo per accreditarsi come paladino dell'opposizione o per farsi cacciare, passando per martire

Lucci va in bianco con il soprarighismo di Funari

L'ex Nemo ci guida in una rievocazione dell'inventore del telepopulismo, ma il format della nostalgia va ancora messo a punto. Soprattutto i panni candidi dell'angelo del Paradiso, dove avviene l'incontro con Guzzanti-Funari, non si addicono a uno che ha fatto del cinismo intelligente la sua dote migliore

Camilleri militante danneggia Montalbano

Da Fazio si parla di porti aperti e chiusi. Ospite di Che tempo che fa, lo scrittore spiega che, siccome lo «preoccupa il mondo che sta ruotando alla rovescia», ma ha molta «fiducia nell'umanità», il suo commissario soccorre i migranti. Col rischio di perdere di vista la pertinenza narrativa della storia

Con Non mentire la fiction di Mediaset cambia passo

La nuova serie di Canale 5 diretta da Tavarelli e ispirata all'inglese Liar si avventura in una storia di violenza, vera o presunta, su una donna. Un thriller psicologico che grazie alla tensione, la recitazione e la regia finora resta lontano dallo scontato luogocomunismo del Me too. Anche Torino fa la sua parte

Montalbano batte Sanremo ma non convince

In L'altro capo del filo che conquista 11 milioni di spettatori, più della finale del Festival, il commissario collabora ai soccorsi dei migranti. Nel frattempo viene uccisa la sarta del paese, ma tra le due parti della storia non c'è nesso. E con l'irruzione dell'attualità, Vigata perde il carattere di luogo sospeso nel tempo
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