
Inganni delle casalinghe milionarie stile Vanity Fair
«Big Little Lies» ideata da David E. Kelley si avvale di un cast prestigioso, di un'ottima regia e di una scrittura che dà il meglio nei dialoghi intrisi di cinismo. Affresco dell'upper-middle-class con giallo

Crozza e il dubbio d’esser finito nel cono d’ombra
Il comico teme di perdere visibilità e un brivido corre nelle sue gag. Sul Nove non ci sono volti noti, gli mancano Mentana e Floris e le parodie di Belpietro e Mannoni non sono ancora bene a fuoco

Montalbano, artigianato televisivo di pregio
Non c'è niente d'industriale nella fiction di Rai 1: ogni episodio è un pezzo unico. Il commissario è un antidivo, lontano dalle mode come dimostra la sua inattuale Fiat Tipo, status symbol al contrario

Cattelan a tutta velocità e la cura del giovanilismo
#Epcc è sicuramente una delle proposte più adrenaliniche e smart del momento. Conduzione creativa, interviste curiose e imprevedibili, manca invece un po' di spessore nel commento all'attualità

Bianca come il nome, rossa come l’abito (e non solo)
Con #cartabianca, nuovo approfondimento serale di Berlinguer, nasce il talk show emotivo, in cui la misurazione in tempo reale del gradimento degli ospiti costringe i politici a un maggior autocontrollo

Su Netflix il comico Grillo batte il gemello politico
Più autobiografia che militanza nello show trasmesso dalla piattaforma streaming. La carriera artistica e la storia del M5s sono raccontati con autoironia e senza gli eccessi iconoclasti del passato

La lampada di Carlo e la erre francese di Maria
Conti nazionalpop, De Filippi autorevole: ha vinto la conduzione per sottrazione di lei. Che l'ultima sera ha accompagnato Gabbani nel retropalco. Flop dei comici, maestrini di Twitter, il cardinal Ravasi

«Bianco e nero» nobilita i casi di cronaca
Rispetto ad altri programmi analoghi, in quello di Telese e Lancini ci sono più analisi e distacco, favoriti dalla qualità dei servizi e degli ospiti. Serve tempo per crescere in una serata difficile

Perché i comici continuano a floppare nei talk show
Lillo e Greg ad «Agorà Duemiladiciassette» sono gli ultimi della lista di battutisti immolati all'obbligo di far ridere nei salotti di politica, ma la «contestualizzazione» non s'inventa da un giorno all'altro

Si sarà pentito Sconcerti di essere andato in Rai?
L'editorialista del «Corriere della Sera» ha lasciato Sky per la tv pubblica, dove lo sport sembra fermo a prima della caduta del Muro. Anche nelle pay tv, tra tifo bianconero e folclore, le cose non vanno meglio
