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«Il faro della satira 2023? Vedo bene Sangiuliano»

L’oroscopo della satira. Dopo un 2022 di cambiamenti radicali, proviamo a tratteggiare il 2023 della politica con Federico Palmaroli, sulfureo vignettista con l’account Le frasi di Osho (600.000 seguaci su Twitter),  collaboratore del Tempo e Porta a Porta e autore di «Come dice coso» (Rizzoli).

Con la destra al governo sta tornando prepotentemente la satira?

Sulla destra si è sempre fatto satira anche quando era all’opposizione. Adesso è prevedibile che ci si concentri sul governo, a meno che qualcun altro non attiri di più l’attenzione…

Copertina e titolo del suo nuovo libro dicono che Giorgia Meloni offre parecchi spunti.

Il governo è ancora giovane, ma è inevitabile che prima o poi ne offra. L’approvazione della manovra ha imposto tappe forzate. Come avvenne per il governo gialloverde, anche di questo impareremo a conoscere i vari componenti e i loro lati più bizzarri.

La premier è satireggiabile?

Con lei lavoro più sulle situazioni che sull’intercalare. Osho parla già in romanesco, metterlo in bocca a lei non aggiunge molto.

Che voto darebbe agli altri esponenti del governo, c’è qualcuno che spicca?

A Matteo Salvini un voto alto: agendo di pancia, incorre in infortuni utili a chi fa satira.

C’è un caso che l’ha ispirato?

Dopo il disastro di Ischia annunciò un numero elevato di morti quando ce n’era solo uno. Solo nei giorni successivi si è confermata quella triste e maldestra preveggenza.

Era una reazione di pancia o una ricerca di visibilità?

Era un’esternazione poco ponderata. Per motivi politici e di temperamento Salvini cerca di essere protagonista. Era una dichiarazione da ministro dell’Interno, quale lui aspirava a essere.

Silvio Berlusconi compensa con i videomessaggi sui social l’impossibilità a presenziare?

Non ho apprezzato la scelta di candidarsi ancora, mi pare soffra il protagonismo della Meloni. La satira su Berlusconi rischia di essere stucchevole, come quella sulla statura di Renato Brunetta o su Luigi Di Maio bibitaro. Su alcuni personaggi serve una renovatio salvifica.

A Ignazio La Russa che voto darebbe?

Gli do 7 perché se ne sbatte delle critiche che gli fanno. Non rinnega il suo passato e in un mondo di incoerenti, questo è inusuale. Però se fossi stato in lui avrei evitato il post per l’anniversario della nascita del Msi, perché è divisivo. E lui ora è Presidente del Senato…

E a Sergio Mattarella?

Un bell’otto. Le Quirinarie hanno segnato il ritorno alla politica dopo mesi di Covid e vaccini. Invece è stata solo una parentesi perché è arrivata la guerra in Ucraina. Mattarella sfogliava la margherita, resto, vado, resto…

Concorda con il suo collega, il vignettista Makkox, che dice che l’ignoranza è il concime della destra?

Credo sia bipartisan, soprattutto tra le forze populiste. Nei social è ben distribuita, ma in zona 5 stelle si raggiungono vette invidiabili.

La sinistra offre i dossier più voluminosi come il caso Soumahoro e il Qatargate?

Una vera pacchia, per usare un termine di moda, impossibile non trovare spunti comici. Ne forniranno ancora, con strascichi che valicano il dibattito tradizionale. Anche perché c’è chi continua a difendere Soumahoro.

Come per Mimmo Lucano, fenomeno creato da Roberto Saviano, anche per Soumahoro la svista è nel meccanismo mediatico.

Quando l’ho visto davanti alla Camera con le calosce infangate subito qualcosa non mi tornava. Per carità, lui non è indagato. Dopo un po’ è spuntata la moglie con la borsa Vuitton.

Potevano scegliere una… griffe comune?

O il lusso o il miserabile. Troppo in antitesi i due comportamenti per non pensare a qualcosa di strano.

Che 2023 sarà per la satira?

Un governo politico è sempre materia viva. Per ora è coeso, i contrasti nella maggioranza sono un invito a nozze. Anche esserci tolti dalle palle il Covid, le cabine di regia e il Cts è un bell’aiuto. Sono speranzoso.

Guardiamo il calendario, il 20 gennaio è fissata la prima udienza per l’inchiesta sui bilanci della Juventus: cosa le ispira?

Ho legato l’inchiesta sulla Juve al caso Soumahoro…

Andrea Agnelli e Pavel Nedved pensano di aprire una coop a Latina?

No, sostengono che la loro contabilità la gestisce la suocera di Soumahoro. Quando si sgretola un potere politico o sportivo come in questo caso, ci si tuffa a pesce.

Il 12 e 13 febbraio si vota nel Lazio e in Lombardia: ha già studiato i candidati?

Nel Lazio sono un po’ anonimi. Se chiediamo a un passante che faccia hanno Alessio D’Amato e Francesco Rocca penso che quasi nessuno sappia descriverli. Una figura storica del Pd avrebbe aiutato.

Con i candidati lombardi va meglio?

Letizia Moratti è già nota, Pierfrancesco Majorino un po’ meno, ma ci si può lavorare. Nel Lazio il Pd dà sempre soddisfazioni come si è visto con le dimissioni del capo di gabinetto di Gualtieri.

18 febbraio: che immagine le suscitano le primarie del Pd?

La comparsa di Elly Schlein, candidata senza essere iscritta, che ha costretto il partito a cambiare lo statuto è un buon inizio. Anche quando non governa il Pd è un partito di potere che non sta mai zitto: una fonte inesauribile.

Chi la diverte di più dei candidati?

Stefano Bonaccini, per la mimica e le pose che assume quando parla. Il suo viso si presta molto.

La stella di Giuseppe Conte continuerà a brillare o si spegnerà come quelle di Di Maio, Di Battista, Virginia Raggi e Davide Casaleggio?

Rivolgendosi a un target di persone che s’informano poco e sventolando la lotta ai privilegi continuerà a brillare. La promessa di ripristinare il reddito di cittadinanza una volta tornato al potere è un investimento elettorale. Conte non ha un programma suo, brilla di luce riflessa. Ora è a capo del partito dei poveri, ma potrebbe pure stare con i ricchi senza problemi. Come quando all’Onu difese il concetto di sovranismo e qualche mese dopo, alla guida del governo con il Pd, iniziò ad avversarlo. Segue il vento, come sulla guerra in Ucraina e l’opposizione all’invio delle armi.

Mario Draghi resterà a fare il nonno o troverà un nuovo lavoro?

Draghi lo vedo sempre come il jolly in attesa sullo sfondo, pronto per vari ruoli. Non credo sparirà. L’ho proposto mentre si congeda da Mattarella, che però lo invita a restare nei paraggi, non si sa mai…

Renzi e Calenda divorzieranno come Francesco Totti e Ilary Blasi?

Può darsi… E anche Renzi mi sembra che qualche rolex da parte dovrebbe avercelo…

Un’altra profezia facile facile: tra romanzi, saggi, gialli, pamphlet, documentari e film Walter Veltroni batterà la media di uno al mese?

Credo abbia dato molto, ma le nuove piattaforme aiutano a migliorare le prestazioni. Ha ancora margini di crescita, come si dice di certi calciatori.

Il 27 giugno è prevista la seconda udienza per la querela di Giorgia Meloni a Roberto Saviano.

Un po’ di tregua, vi prego. Fortuna che manca ancora un po’ perché sentirlo frignare tutti i giorni era diventato insopportabile. Uno che dà della «bastarda» a una persona si merita una querela. Non capisco come si possa difendere lui e non Chef Rubio che si è beccato una querela da Liliana Segre molto meno motivata.

Perché con la premier c’è una disparità di forze in campo?

Anche Liliana Segre sta nel palazzo, è senatrice a vita. Con Chef Rubio ho avuto scontri epocali, ma non capisco questa differenza di trattamento.

Il filone dei televirologi tramonterà definitivamente?

Sì, per evoluzione della specie. Sono tutti entrati nel Pd, spero che in tv gli cambino il sottopancia.

Dopo le virostar e i geopolitologi la nuova categoria da talk show saranno i meteorologi catastrofisti?

Ci sono già da un po’, ma non fanno presa quanto i virologi. I talk erano già noiosi prima, con loro si è aggiunta parecchia confusione…

Gualtieri riuscirà decinghializzare Roma?

La nuova finanziaria ci lascia andare a caccia sul Lungotevere. I cinghiali non sono un problema solo romano, ma lasciare la monnezza fuori dai cassonetti non aiuta.

Beppe Sala trasformerà il centro di Milano in una gimcana per piste ciclabili?

Temo di sì per i milanesi. A Roma non glielo permetterebbero, al massimo potrebbe fare una pista cinghiabile.

Faccia un augurio a qualche personaggio pubblico.

Spero che Di Maio torni in prima linea: con lui avrei ispirazione garantita.

Chi sarà la una nuova stella del 2023?

Salvini è una stella imperitura, ma a me piace tanto anche Sangiuliano.

 

Panorama, 11 gennaio 2022