
«In Romagna si sta bene perché c’è il matriarcato»
Paolo Cevoli: «In casa mia comanda mia moglie e anche Draghi quando gli hanno chiesto se avrebbe fatto il premier ha detto di domandarlo a sua moglie. Non guardo la tv e i tg perché mi avviliscono, ma solo le serie in streaming. Ho iniziato a far ridere al liceo raccontando barzellette in inglese»

«Senza la politica non si programma la rinascita»
L'ex ministro delle Finanze Rino Formica: «Vedo troppa improvvisazione perché manca una visione complessiva. Non si fanno più congressi di partito, infatti nascono partiti in Parlamento e non nel Paese. Letta ha sbagliato tempi e modi della sua proposta. Draghi ha indovinato alcune scelte ed è fortunato»

«Il ddl Zan punta a rieducare i nostri figli»
Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi Livatino: «È un disegno di legge ideologico e inemendabile perché i punti più controversi sono quelli ritenuti qualificanti. Con queste norme nessuno proverà a eccepire e l'effetto censura è assicurato. La posta in gioco è l'idea di uomo»

«Ddl Zan scritto male: i desideri non sono diritti»
Aurelio Mancuso, dirigente del Pd ed ex presidente Arcigay: «Ognuno è libero di sentirsi come gli pare, ma non può pretendere che questo diventi una legge dello Stato. Il testo andrebbe modificato sull'identità di genere e la maternità surrogata. Nel Pd non si discute. L'utero in affitto è un crimine»

«Creiamo una filiera virtuosa dell’audiovisivo»
Luca Barbareschi: «Rivolgo un appello a Draghi: facciamo nell'industria dei contenuti quello che è stato fatto nella moda e nell'alimentare. Un pugno di multinazionali decide di cosa si nutrono le menti di miliardi di persone. Abbiamo abdicato alla cultura anglosassone. La Rai produca per vendere all'estero»

«La Rai fa propaganda, chi è pro famiglia è oscurato»
Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita: «Dopo che Fedez ci ha insultato sulla tv pubblica, mi aspettavo che mi dessero diritto di replica, invece... Difesa dei soggetti deboli? Via la maschera: il ddl Zan vuole educare i nostri figli all'ideologia gender. La giornata contro l'omofobia serve a questo»

«Perché la radio(visione) ha un grande futuro»
Lorenzo Suraci, editore di Rtl 102,5 (Radio Zeta e Radiofreccia), l'emittente più ascoltata in Italia: «Ora i contenuti sono pensati per essere visti. Sulla piattaforma Sky c'è una rete d'informazione fatta da giovani. Siamo un canale libero, senza snobismi e con il segnale più diffuso sul territorio e i vari device»

«Siamo in missione contro il politicamente corretto»
Sfrontati e irriverenti, Pio e Amedeo sono i Blues Brothers italiani: «Il perbenismo ormai è ovunque e ormai ha preso la direzione del bavaglio. La summa è nelle interviste di Fabio Fazio che mettiamo alla berlina come tanti maestri di buonismo. Il nostro show vitale è un antidoto alle facce da quarantena»

«Perché la svolta di Draghi risparmia Speranza»
Stefano Zecchi: «Condivido la mozione di sfiducia di FdI, ma non passerà. Il premier finirà per depotenziarlo. Serve una Norimberga del Covid: se chi ne è responsabile non ammette gli errori che ha commesso ci vuole un giudice che glieli attribuisca. Non credo alle commissioni parlamentari d'inchiesta»

«La Murgia conformista non è la mia sinistra»
Paolo Landi, scrittore e consulente di comunicazione: «Il luogomunismo ha massima visibilità: l'autrice di Stai zitta è ovunque, la mediocre poetessa Gorman è un'icona globale e i Ferragnez sdottoreggiano su tutto. Perché ha vinto la politica masterchef, fatta di ricette. La complessità è bandita»
