Porta a Porta database della storia recente

Ufficiale, (auto)celebrativo, istituzionale: non poteva che essere così lo Speciale Porta a Porta – Trent’anni della nostra vita, in prima serata su Rai 1 (, mercoledì, ore 21,45, 950.000 telespettatori, 7,1% di share). Per l’occasione c’è anche la band, ma il talk show di Bruno Vespa, autorevolmente ribattezzato «terza camera del Parlamento», emana quell’aura di istituzionalità che gli conferiscono le doti di navigatore di lungo corso del suo conduttore: «Buonasera, sono entrato in questo Centro di produzione della Rai a Roma all’inizio del 1969, dopo aver vinto il concorso nazionale per radiocronisti e telecronisti. Qui ho diretto per quasi tre anni il Tg1 e da qui, il 22 gennaio 1996 con Porta a Porta cerchiamo di raccontare l’Italia e il mondo». È l’ambizione del giornalista e anchorman che, con un timbro persistente di moderazione, ha mantenuto inossidabile il suo profilo di autorevolezza ed equilibrio. Alcuni grandi momenti di svolta della vita politica del Paese sono avvenuti nello studio con le poltroncine bianche di Porta a Porta, una su tutte la stipula del contratto con gli italiani di Silvio Berlusconi. «Nove presidenti del Consiglio su 10 sono stati ospiti del programma», sottolinea con orgoglio il conduttore. Gli auguri per la ricorrenza arrivano da ogni parte, «anche noi non potevamo mancare al programma che ha messo a nudo la politica italiana, l’Onlyfans del giornalismo», compensa Fiorello la formalità inevitabile di queste occasioni commemorative. L’incursione dello showman è una scarica di adrenalina prodotta dall’intelligenza artificiale: Bruno Vespa s’impenna sulla vespa e sulle note di Vespa special dei Lunapop. Fiorello introduce l’ingresso di conduttori e cantanti, da Mara Venier a Valeria Marini, da Al Bano a Carlo Conti, da Iva Zanicchi a Milly Carlucci per il momento amarcord del servizio pubblico e della cultura «nazionalpopolare». Ma la vera sfilata inizia con i leader di tutti i principali partiti, dopo i ringraziamenti, gli omaggi e gli auguri, su tutti quelli, non formali, di papa Leone XIV. Al fianco di Vespa, Enrico Mentana aiuta il rimbalzo dagli spezzoni di archivio all’attualità problematica interna e internazionale in una specie di ritorno al futuro della politica e del giornalismo. Vespa vanta le grandi interviste, i viaggi nei luoghi dei conflitti, da Ground zero a Kyev, e i plastici legati alla cronaca più tragica, da Cogne ad Avetrana a Garlasco. L’ambizione è essere il database della storia e della memoria recente del Paese. Auguri anche da noi.

 

La Verità, 23 gennaio 2026