Su Raiplay e Infinity Santoro è un desaparecido
Qualche sera fa Michele Santoro era ancora ospite a Lo stato delle cose (Rai 3, ore 21,30, 1,2 milioni di telespettatori, 8,1% di share). L’abituale partecipazione dell’ex conduttore di Servizio pubblico al programma di Massimo Giletti serve ad aggregare dall’inizio una fetta di pubblico e ad alzare gli ascolti. Il guru come apripista dei talk show è una formula inaugurata già qualche anno fa da Giovanni Floris quando cominciava abitualmente il suo talk con una lunga intervista a Eugenio Scalfari. Ora il fondatore di Repubblica è naturalmente avvicendato da altri «grandi vecchi» come Pierluigi Bersani o Corrado Augias. Il guru di Corrado Formigli è Michele Serra, quello di Bianca Berlinguer, Mauro Corona, sollecitato sui vari fatti di attualità non solo politica. A parte l’abbinata di Rete 4, le altre sono costruite sull’alzata della palla da parte del conduttore affinché l’ospite la schiacci contro il governo. L’ospitata di Santoro a Lo stato delle cose ha un tratto diverso. Mentre il conduttore si limita a qualche contrappunto, è lui a portare la provocazione, a offrire spunti di riflessione e analisi, spesso in base a informazioni inedite o trascurate dai media ufficiali. Attorno al nocciolo duro della ricerca della pace in Ucraina e in Medio Oriente, l’inventore di Samarcanda traccia scenari a volte imprevedibili, come quando l’altra sera ha osservato che, paradossalmente, «oggi è la destra più della sinistra a volere la pace». Oppure quando ha smascherato i giochetti un tantino ambigui dei volenterosi nell’ambito della trattativa con Volodymyr Zelensky e gli emissari della Casa Bianca. O, infine, quando ha ricordato che Sergio Mattarella era vicepresidente del Consiglio quando il governo D’Alema bombardò la Serbia. In sostanza, si può dire che, con tutta la sua attitudine a riempire lo schermo, il Michele Santoro ospite (a volte anche di Floris) palesa un tratto umano più spiccato del Michele Santoro conduttore che ricordiamo piuttosto ideologico e militante. Per averne conferma basterebbe un viaggio su Raiplay, alla ricerca degli storici programmi di Rai 2, da Servizio pubblico ad Annozero, da Tempo reale al Raggio verde. Oppure su Mediaset infinity, per rivedere la puntata di Moby dick su Italia 1 trasmessa da Sarajevo proprio durante il conflitto del Kosovo. Ma, sorpresa, salvo qualche recente spezzone di inchieste realizzate dai suoi collaboratori e il primissimo Samarcanda, nelle teche delle nostre reti generaliste si stentano a trovare tracce della sua controversa televisione.
La Verità, 18 dicembre 2025









