
«Più che un diritto l’aborto è una tragica necessità»
Luciano Violante, autore di «Ma io ti ho sempre salvato»: «La dialettica vita-morte è più profonda di guerra e pace perché riguarda le persone. Serve una biopolitica che favorisca la dignità dell'esistenza dagli asili alla salute al lavoro. Quello fra politica e giustizia è un rapporto in perenne tensione»

«Porto a Francoforte l’Italia ignorata finora»
Mauro Mazza, commissario straordinario per la Buchmesse: «Quando si pensò il nostro Paese ospite d'onore non si pensava che le cose sarebbero cambiate. Ma la cultura unisce e noi puntiamo sul pluralismo. La sinistra considera la Rai cosa sua. Nei libri candidati allo Strega il divino non esiste»

«Il fascismo? Roba passata, basta chiedere abiure»
In Controstoria dell'Italia, Giampiero Mughini intreccia la memoria alla lettura del presente: «Sbagliato rinfocolare i conflitti della guerra civile. Oggi c'è un conformismo più duro di una volta. I ragazzi in piazza per la Palestina non hanno battuto ciglio per il 7 ottobre. Allegri? Con la Juve ha stravinto»

«Se si dimentica la famiglia la selezione sarà spietata»
L'ex parlamentare Udc Paola Binetti: «Disabilità e cronicità sono le nuove povertà: senza la solidarietà famigliare tutti i costi saranno dello Stato. Le elezioni le vince chi buca lo schermo, ma per governare serve moderazione. Il centro è il luogo della mediazione, che delusione Renzi e Calenda»

«La Rai è un calabrone, vola nonostante il peso»
Agostino Sacca, ex dg di Viale Mazzini: «Se ci fossero le interferenze di cui si parla, la tv pubblica non potrebbe competere con i privati. Postando il monologo di Scurati, Meloni ha mostrato la sua indipendenza. Mina direttore artistico di Sanremo colpo straordinario. Si aumenti il canone per Raiplay»

«L’Ia peggio del Truman show. Modifica il cervello»
Mauro Crippa, capo dell'informazione Mediaset: «Ho capito il pericolo dell'intelligenza artificiale quando mi sono trovato a litigare con Alexa. Gli strumenti digitali sono immersivi e hanno un potere totalitario. Basta guardare la gestione della sanità e i giovani che seguono gli influencer, maestri virtuali»

«Doris? Un cattolico con la speranza che manca al Pd»
Massimo Ghini è il patron di Mediolanum nel biopic al cinema: «Era un uomo non ipocrita e generoso. Si prese cura della banca, ma anche dei risparmiatori. Dopo la crisi di Lehman Brothers rimborsò di tasca propria chi aveva investito in quei titoli. La Schlein? Dovrebbe imparare a parlare alla gente comune»

«In Zamora racconto come si vince la timidezza»
Neri Marcorè: «Ho letto il libro di Perrone vent'anni fa e ora l'ho scelto per debuttare alla regia perché mi sono rivisto nel protagonista. Tutti conosciamo l'inadeguatezza, ma certi incontri ci aiutano ad andare oltre. Pupi Avati è un maestro. Sinner insegna a vincere coniugando umiltà e ambizione»

«In università posizioni totalitarie e anti ebraiche»
Luciano Violante: «Le istituzioni accademiche hanno subito la pressione aggressiva di ragazzi che avrebbero bisogno di obiettivi sani. Invece hanno sbagliato perché gli accordi contestati non riguardano la fornitura di armi e perché sono scivolati nell'antisemitismo. L'ideologia woke frutto d'ignoranza»

«Il successo? Con Striscia, l’emozione con la pittura»
Dario Ballantini festeggia quarant'anni di carriera: «Vengo da una famiglia di artisti mancati, perciò mi sono impegnato da subito a sfondare. La gavetta è stata comunque lunga. La popolarità è arrivata con Valentino, ma niente mi appaga come un dipinto riuscito. Con l'arte racconto la ricerca di senso»
