Berlusconi jr: «Voterò convintissimamente Sì»

Politica, televisione, finanza. È un Pier Silvio Berlusconi tuttocampista quello che parla ai giornalisti convocati per un bilancio complessivo a Cologno Monzese. Il complicato momento storico sia a livello internazionale che in casa nostra spinge l’amministratore delegato Mediaset a pronunciarsi senza inutili prudenze anche sull’imminente referendum sulla giustizia. «Da editore, non voglio eccedere nell’esprimere la mia opinione», premette. «Diamo voce a entrambi gli schieramenti, ma siccome sono anche un cittadino vi dico senza problemi che votare in questo caso è davvero importante, perché parliamo di una questione fondamentale per il futuro del nostro Paese. Io voterò convintissimamente Sì. Non per motivi politici, ma per motivi di civiltà e modernità. Considero il voto un passaggio importante per essere al passo con i tempi, per un Paese democratico, civile e moderno». È un endorsement nitido e pragmatico, come si addice a un grande imprenditore, basato su criteri di efficienza e modernità, che si aggiunge a quello, di qualche giorno fa, di Marina. Se, all’origine, non c’erano dubbi sull’orientamento dei figli, pur senza insistenze sulle storiche posizioni del padre e le sue battaglie per l’affermazione del giusto processo, colpisce quel «convintissimamente» di Pier Silvio. Che scoraggia eventuali obiezioni e si passa ad altro. «Dall’ultima volta che ci siamo visti», dice il presidente di Media ForEurope, «è scoppiata una guerra e poi un’altra: è una cosa terribile per il mondo e ha un impatto inevitabile sull’andamento dell’economia e sui media, soprattutto quelli che vivono di pubblicità». I primi tre mesi dell’anno «sono stati molto faticosi in Italia, Germania e Spagna, ma già a marzo ci sono segnali positivi. Oggi registriamo una graduale ripresa con un punto di domanda gigantesco legato alla guerra, che speriamo si risolva il prima possibile». Ciò che conforta il gruppo è il risultato del 2025 nel quale Mfe registrerà «un utile più che raddoppiato» rispetto all’anno precedente quando aveva raggiunto un utile di 138 milioni. «Sapevamo che il 2025 è stato straordinario, ma se mi avessero detto questo risultato a inizio anno non ci avrei creduto», spiega Berlusconi jr, che non può dettagliare troppo perché il bilancio si chiuderà il prossimo 15 aprile. Sul fronte della Borsa, «la caduta dei titoli media e quindi del nostro negli ultimi giorni, dopo la guerra, c’è: non dico che ci preoccupa, ma non è una bella cosa», ammette l’ad e presidente di Mfe. «Il mercato guarda sempre avanti e oggi ovviamente c’è grande incertezza, ma non abbiamo nessun elemento che ci preoccupa per questioni interne a Mfe, se non la questione della guerra e il fatto che la televisione in genere è fortissimamente sotto pressione».
Capitolo Fabrizio Corona: «Non abbiamo voglia di perdere tempo: di fronte a menzogne, insulti e odio gratuito, l’azienda a un certo punto si è dovuta difendere», taglia corto. Nessuna critica, invece, a Fiorello sebbene abbia concesso spazio all’ex re dei paparazzi. «Ho modo di ascoltarlo poco, ma con lui ho un rapporto molto bello e zero da dire su ogni cosa che fa. L’unica critica che posso muovergli è che dovrebbe venire a fare tv da noi», scherza Pier Silvio. Sul futuro di Alfonso Signorini, invece, non sono arrivate indicazioni perché «c’è un procedimento giudiziario in corso e ne aspettiamo l’esito. Ultimamente non l’ho sentito, ma non lo sento da molto prima che partissero le questioni che riguardano anche la magistratura». L’azienda ha apprezzato che si sia autosospeso e quanto alle verifiche interne sul casting del Grande Fratello «non c’è niente da dire, vedremo dove portano le indagini della magistratura, ma zero assoluto che coinvolgano parti nostre». L’esordio della nuova stagione del reality è stato inferiore alle attese? «Diamogli tempo, è troppo presto per emettere un verdetto. Non sono riuscito a vedere la prima puntata, ma so che Endemol, titolare del format, ha fatto un grandissimo lavoro e abbiamo deciso di andare avanti perché il Gieffe è centrale nella storia della tv moderna. I risultati che voi considerate mediocri, considerata la ricchezza della tv attuale, a noi vanno più che bene. Un Grande fratello ci sta, anche senza i numeri di una volta, che non ci sono più».
Chiusura con un paio di notizie sui palinsesti futuri. Una collaborazione con Panariello, per un evento in autunno in tre serate su Canale 5, e il progetto di un film sulla vita di Carlo Acutis. Quanto al futuro di Striscia la notizia «siamo in pausa. A brevissimo parlerò con Antonio Ricci e capiremo come orientarci e di che progetti parlare». Buon lavoro a tutti.

 

La Verità, 19 marzo 2026