Minoli fa il colpo con il jolly di Salvini

Giorgetti, eminenza grigia e leghista anomalo, è il politico del momento. Nel «Faccia a faccia» ha fatto un figurone: aria sorniona e risposte più secche delle domande. Sentiremo parlare parecchio di lui

Narcisismo giornalistico e silenzio dei terroristi

Nel quarantennale del sequestro Moro le televisioni si sono riempite di confessioni di terroristi. Alcune farcite di autocelebrazioni, sia degli intervistatori che degli intervistati. Con qualche eccezione

La7 è come un’edicola. E vince le telelezioni

Nella rete di Cairo i programmi di Mentana, Gruber e Floris sono come singole testate, ognuna con i propri venerati maestri e opinionisti. E garantiscono buoni livelli d'informazione e approfondimento

L’anti talk show di Pif con i candidati premier

Scegliere per chi votare il 4 marzo è come scegliere il piatto sul menù del ristorante. L'ex iena prova ad «assaggiare» con la sua telecamerina le persone che si propongono come nostri futuri governanti

Un «Principe libero» più adatto per il cinema

La miniserie di Rai 1 diretta da Luca Facchini e interpretata da Luca Marinelli ha proposto un De André credibile e aderente al vero. Una figura complessa, più congeniale al grande schermo che alla tv

Di seriali ci sono solo i figli extra matrimonio

Con un super cast e la regia di Archibugi, Romanzo famigliare doveva essere un prodotto simbolo della nuova fiction Rai, ma tra incongruenze e relativismi assortiti, vien voglia di tenersi quella vecchia

Gruber, Gabanelli e lo strano effetto che fa

Vedendo l'ex conduttrice di Report ospite di Otto e mezzo per l'esordio di Dataroom, la videostriscia sul Corriere online, veniva da chiedersi perché la Rai che vuole modernizzarsi l'ha lasciata andare

A 90Special c’è Fiorello, mancano gli autori

Il programma di Nicola Savino regge finché poggia su Rosario, poi dilaga la confusione causa assenza di copione. Giusto rivisitare l'ultimo decennio del Novecento, ma oggettistica e faccioni non bastano

Immaturi, quando nel casting c’è già la storia

La serie di Canale 5 conferma i pregi del film di Paolo Genovese, dal felice gioco di allusioni tra condizione scolastica ed esistenziale alla scelta dei protagonisti. In più c'è il confronto generazionale

Baglioni, il ’68 e un pezzo di musica rimasta fuori

Il Festival della canzone italiana dovrebbe rappresentare tutte le anime della scena artistica. Invece, escludendo i cantanti dei talent il direttore artistico esclude un pezzo della nostra creatività
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