
Acutis, il santo millennial conquista tv e cinema
Il biopic Il mio nome è Carlo, domenica su Canale 5, interpretato da Samuele Carrino, racconta la vita del ragazzino stroncato dalla leucemia che usava i social per divulgare la fede cristiana. In ottobre nelle sale un documentario con testimonianze di genitori, amici e sacerdoti sul suo percorso spirituale

«I crimini dei ragazzi? Sono generati dalla noia»
Franco Nembrini: «Gli adolescenti diventano violenti perché sono tristi e soli, nonostante le connessioni continue. Se noi adulti non facciamo che lamentarci e insegniamo che il mondo è cattivo, i giovani si sentono autorizzati a dire la loro anche anche a cazzotti. Invece dovremmo essere come gli alberi...»

«Non ha alcun senso parlare di tecnodestra»
Giacomo Lev Mannheimer: «La sfilata delle big tech all'insediamento di Trump è una vittoria del tycoon perché le ha fatte a uscire allo scoperto. Con Biden il loro legame era altrettanto forte, ma non trasparente e improntato alla censura. Lo scandalo Timmermans svela l'insipienza dei media rimasti silenti»

«Canto contro l’Europa che impone leggi assurde»
Enrico Ruggeri pubblica La caverna di Platone: «Ci vogliono imporre un'unica verità, ma appena apriamo gli occhi ci accorgiamo che ce ne sono tante. Pasolini era un intellettuale scomodo: il libero pensiero ha un prezzo da pagare. Ne so qualcosa anch'io, non essendomi mai seduto vicino ai buoni»

Acab, il manifesto tv per le rivolte contro gli agenti
La serie di Netflix tratta dal libro di Bonini racconta missioni e vita privata di un reparto celere di Roma, composto da fanatici che cercano di riscattare la solitudine anche oltrepassando il confine legittimo all'uso della forza. Una storia perfetta per chi vuole trasformare Ramy Elgaml nel George Floyd italiano
Maurizio Caverzan
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